visit italy. SI TACE PER CARITÀ O PER PAURA?

semaforoPISTOIA-PRATO. Càpita – a noi è capitato – di assistere a scene come questa: un giovane mendicante rom, appostato davanti a una farmacia, chiede ai passanti se hanno “qualche spicciolino”.

I più passano oltre senza rispondere, un signore di mezza età, con la moglie a fianco, invece gli dice: “Ce li ho, ma non te li do”.

Il rom ridacchia e chiede perché. La risposta è: “Perché è l’ora che tu te li guadagni”.

Fine della storia. Ordinaria amministrazione. Ma quanti vorrebbero dire qualcosa e invece tacciono?

Quanti sono quelli che pensano esattamente le stesse semplici verità che quell’uomo ha detto al ragazzo rom che invece di collaborare con la società di cui fa parte cerca solo di sfruttarla?

Non si tratta, intendiamoci, di sollecitare il ricorso alle ruspe o anche peggio, a soluzioni finali per la purificazione razziale, ma di fare chiarezza dentro e fuori al concetto di cittadinanza e di sudditanza, tra l’affermazione dei diritti inviolabili e i doveri inderogabili.

I diritti e i doveri sono le due facce della stessa medaglia, non esiste una medaglia con una sola faccia, così come se vuoi garantita la tua vita e la tua libertà devi lavorare, pagare imposte tasse e contributi, disporti a dare solidarietà sociale, non solo a riceverla… Anche se il tema lavoro, oggi, in Italia, è più che spinoso, non vuol dire che si possa campare a scrocco.

Così per i ragazzi stranieri, ospitati nelle case famiglia, che a 13, 15 anni spacciano o si prostituiscono alla stazione Termini (e non solo), senza preservativo perché tanto la vita è uno scherzo e i soldi non ci sono… Oppure gli spacciatori di Prato (e non solo) che tutti sanno, tutti hanno visto e si sono schifati, ma che tutto sommato vengono tollerati. A qualcuno devono fare comodo, evidentemente.

Di fronte a questi fatti, tutti gli altri, tutti noi perché non ci indignamo? È perché Hitler perseguitò i rom? Orribile e inqualificabile, inumano olocausto, ciò detto bisogna andare avanti e dire alto e forte quel che c’è da dire: in questa società fondata sul lavoro, non si possono accettare rendite di posizione al di fuori di quelle che derivano dalle misure previste dalla legge per sostenere le categorie di cittadini che ne hanno diritto e nella misura indicata.

A chi è in grado di lavorare non dobbiamo più pagare le bollette e si può cominciare a dirglielo. In faccia.

[Paola Fortunati]

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One thought on “visit italy. SI TACE PER CARITÀ O PER PAURA?

  1. Penso che sui ROM ne sappiamo già troppo. O si educano, o si cacciano. E finché la Legge sarà cosa dei partiti, dai partiti, per i partiti e non del popolo sovrano, non si farà né l’una né l’altra cosa. E’ un dato ormai acquisito per esperienza pluri-decennale.

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