vivaismo al glifosato. VELENI PER FARE FUORI IL BERTINELLI?

Dai fatti alle dietrologie ovvero come sa muoversi bene il Pd pistoiese con un neo-segretario che ha ancora qualche osso nell’armadio. Dal Trallori che tace a quello che scrive bene i comunicati. E il contorno? Si è castrato la lingua…
Riccardo Trallori
Riccardo Trallori (o Tr’allori dei vivai?)

PISTOIA. Si fa un gran parlare, in città, di quanto il Comune di Pistoia metterebbe i bastoni fra le ruote, in una sorta di furore ambientalista, ai vivaisti, ponendo loro lacci e lacciuoli insopportabili.

Così, giusto per il gusto di frenare l’Italia che riparte, con tutti gli ammennicoli dello storytelling renziano a far da sfondo.

Le uscite sono di quelle pesanti. A fare da apripista, il neo segretario di minoranza (in quanto eletto con meno del cinquanta per cento degli aventi diritto), il quale, senza aver nulla condiviso né con l’amministrazione, né col Partito (fatto assai grave, visto che oltre ad essere segretario provinciale è anche consigliere comunale, e persino Presidente di Commissione) ha bacchettato il suo Sindaco e l’amministrazione tutta, perché i vivaisti, linfa vitale del nostro territorio da tempo immemore, vanno lasciati stare. Nessuno li tocchi. Devono espandersi, in lungo e in largo, senza confini.

Gli Onn. Bini e Fanucci
Gli Onn. Bini e Fanucci

Segue poi, come da copione, il giorno seguente, una bella uscita in tandem di Bini e Fanucci, che definiscono inaccettabili quei limiti. Ormai, Bini e Fanucci parlano e viaggiano sempre in coppia, “come le uova e le suore”, recita un vecchio adagio. Ed è plausibile credere che non sia un caso, ma un vero e proprio “messaggio”. Anche loro scandalizzati dalle troppe regole e dai troppi vincoli.

Il Consigliere Regionale Massimo Baldi
Il Consigliere Regionale Massimo Baldi

Anche il Baldi, il giorno dopo, ha ovviamente detto la sua: non poteva certo essere scavalcato a destra, nella critica a Bertinelli.

Allora, tanto per amor di verità, mi piace rimettere in fila alcuni fatti, che forse potranno aiutare i lettori a capire meglio da dove nascono queste regole, chi le ha decise, e come sono state poi portate avanti. I fatti “hanno la testa dura”, diceva qualcuno, ed è bene farli conoscere, nero su bianco. Mi sarà poi consentita qualche considerazione.

I FATTI

Annus Domini 2010. La Giunta Berti adotta il Regolamento Urbanistico, che prevede alcune norme piuttosto stringenti relative all’uso di fitofarmaci, alle zone di rispetto e ai vincoli paesaggistici, soprattutto nella zona pedecollinare.

Annus Domini 2013. Siamo già, da pochi mesi, nel regno oscuro bertinelliano, quando il 17 aprile 2013 viene approvato il Regolamento Urbanistico, che la precedente Giunta, per alcune intemperanze consiliari, non era riuscita ad approvare.

Giovanni Sarteschi, Capogruppo del Pd
Giovanni Sarteschi, Capogruppo del Pd

Partecipa al voto, disciplinato come un soldatino (allora, l’accordo Bini-Bertinelli imperversava), il nostro buon Trallori, che diversamente dal suo omonimo Cuor di Leone, si dice sia stato, almeno in quell’occasione piuttosto timido, tanto da non profferir parola contraria al suddetto regolamento (in realtà pare abbia proprio taciuto, ma non sono in grado di dimostrarlo, non essendo riuscito a reperire il verbale).

A dirla tutta, nonostante l’oscurantismo bertinelliano, sembra che questo regolamento fosse meno stringente di quello adottato da Berti, ma questo è emerso solo recentemente, per bocca del capogruppo in Consiglio Comunale, Giovanni Sarteschi. Agli altri, immersi nel furore iconoclasta antibertinelliano, questo dato sfuggiva.

Annus Domini 2014. Accadono varie cose. Si vara un Piano Ambientale Nazionale, che detta regole severe sulla quantità e soprattutto sul modo di somministrazione dei fitofarmaci.

La Regione Toscana inizia, con la sua legge urbanistica, a dettare i primi principi in tema di rispetto dei vincoli paesaggistici. A dicembre 2014, per la precisione l’11 dicembre, si riunisce il Tavolo sul Vivaismo, alla presenza del Comune, delle associazioni di categoria e delle associazioni ambientaliste.

In quell’occasione il Sindaco (immaginiamo con la sua consueta verbosità, e dunque con dovizia di particolari) illustra il Regolamento Urbanistico. Nessuno – nemmeno quelle associazioni che oggi si stracciano le vesti per l’applicazione di quello stesso regolamento – ebbe nulla da ridire. Anzi, alcuni proclamarono che era necessario agire “nell’ambito delle normative vigenti” (riprendo testualmente dal verbale).

Gianfranco Venturi
Gianfranco Venturi

Annus Domini 2015. La Regione emana il Piano Paesaggistico, redatto sotto la guida esperta di quel Gianfranco Venturi che da Presidente della Provincia fu grande amico dei vivaisti e che – diciamo – anche da consigliere regionale non ne fu un acerrimo avversario.

Accade che in quella legge vi siano previsioni di salvaguardia ambientale e paesaggistica, che certo qualche vincolo lo pongono. Eppure quella legge è stata, anch’essa, condivisa con le associazioni di categoria, seppure dopo un ampio dibattito, a volte anche aspro.

Annus Domini 2016. Esplode la polemica, che accusa Bertinelli di applicare le regole da quegli stessi polemisti condivise, ove non addirittura votate, senza batter ciglio né pronunciar verbo.

I RETR-OSCENA

Questi i fatti. Che forse necessitano di qualche commento e retroscena.

Ho già detto della sequenza, piuttosto evidente, dei vari interventi. Sarà un caso? Difficilmente, nel Pd le cose capitano a caso.

Colpiscono alcune omissioni, soprattutto, che provo a sintetizzare.

Il Partito. Non era stato detto, garantito, gridato ai quattro venti, che la Segreteria di Trallori era plurale, trasversale e unitaria? E allora, come mai nessuna voce dissonante si è levata, nemmeno da chi avrebbe in Segreteria le deleghe sul tema dello sviluppo economico?

Federica Fratoni
Federica Fratoni

Pare piuttosto strano, perché delle due l’una: o si è d’accordo con quanto scritto dal Segretario (però solo ex post, perché la Segreteria non era stata interpellata), oppure, pur non condividendo, si preferisce tacere, perché ormai nel Pd si usa così.

L’Assessore Regionale all’Ambiente, ex Presidente di Provincia, amica forse più del Venturi dei vivaisti, tace. Non ha detto una sola parola. Eppure non è certo estranea all’accordo Bini-Fanucci.

Perché tace? Ho provato a darmi una risposta (sono notti che, come recitava quella vecchia canzone dei Pooh, ci dormo male) e credo di non sbagliare se dico che il mondo ambientalista, divenuto in alcune sue frange fedele alleato della Fratoni, non avrebbe gradito una sua difesa a spada tratta del vivaismo, e allora, anche in questo caso, meglio tacere. Tanto i vivaisti lo sanno, che è loro amica. Non si sono forse impegnati a fondo, con tanto di foto in varie occasioni, per la sua campagna elettorale?

La trasmissione “Canto al Balì”, andata in onda un mercoledì sera. Non tutti sanno che fra gli invitati c’era anche l’ineffabile Trallori (ineffabile è termine corretto anche etimologicamente, perché scrive molto, ma tace di più: in pochi gli hanno davvero sentito articolare un ragionamento sullo sviluppo economico, ma nei comunicati è bravo).

cielo luce bardelli
Bardelli l’illuminato del Canto al Balì

Allora come mai non c’era? Eppure, la polemica la aveva lanciata lui. Ecco, le cronache pistoiesi narrano di un Luigi Bardelli piuttosto irritato perché Trallori aveva comunicato che non sarebbe stato presente. Mi si dice – relata refero – perché impegnato per il referendum costituzionale.

Ecco, una grossa risata ci seppellirà. Davvero si declina l’invito a una trasmissione nata su una polemica che si è creata, perché impegnati in una campagna per un referendum che si terrà fra cinque mesi?

Sinceramente, ecco, qualche dubbio m’è venuto. Anche perché, nel corso della trasmissione, c’è stata la più ampia convergenza fra l’anima ambientalista di Daniele Manetti (che fra l’altro ho letto aver detto la sua anche nelle ultime ore), la voce del Sindaco, rappresentata nell’occasione da Giovanni Sarteschi, e Francesco Mati, in rappresentanza del Distretto.

La domanda che mi è sorta spontanea guardando la trasmissione è appunto questa: ma se tutti sono d’accordo, perché mai la polemica è scoppiata?

Far fuori il Bertinelli?

Io la mia risposta l’ho trovata, e mi sa che consta di poche parole: far fuori Samuele Bertinelli. Non, certo, passando per un confronto sul merito. Ma grattando la pancia ad un certo tipo di vivaismo (fra l’altro chi conosce il territorio sa che nella maggior parte dei casi i vivaisti hanno tutto l’interesse a regole chiare, che consentano un prodotto di qualità). Eccolo qui, il rinnovamento degli epigoni renziani.

[*] – Confidente, ospite

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10 thoughts on “vivaismo al glifosato. VELENI PER FARE FUORI IL BERTINELLI?

  1. Buon giorno….allora, riassumendo: la contestata riforma costituzionale ha un grandissimo merito. Chiude il Senato (semplifico…lo so che ne restano 100 a fare nulla….) per manifesta dannosità, ne consegue che molta gente perde il posto di lavoro. Quindi un certo sindaco, che aveva fatto qualche anno fa un certo accordo per due mandati, ora è di troppo. C’è da sistemare qualcuno…forse un senatore o forse, …forse una senatrice?….

    Posto che del Trallori non mi frega niente (ma i trallori non erano i biscotti del Mulino bianco?). Posto che delle trame da servizi segreti di Paperopoli che si svolgono nel PD pistoiese ne ne importa ancora meno…sarebbe bello che certe cose venissero dichiarate apertamente anche perchè non è detto che un sindaco donna non possa piacere alla fine…basta saperlo…On. Bini, non è che lei ne sa nulla?

    Massimo Scalas
    PS. se continuate in questo modo mi fate davvero venire voglia di votare Bertinelli…così…per vedere l’effetto che fa nel partito dei professori che spalano merda sulle compagne di fede (?) politica.

  2. La risposta è semplice Bertinelli non piace quasi a nessuno (pistoiesi, dipendenti comunali ecc.) e come ha scritto anche il Direttore non adatto per fare il Sindaco, quindi si cambia dopo i rischi del 2007 si vuole vincere facile…

  3. Buon giorno Emanuela!…si….è vero ha ragione…però a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina, come disse qualcuno a Roma anni fa….rifletta sulla faccenda del Senato….pensi quali pistoiesi sono in Senato….vedrà che il collegamento viene facile, facile. La disoccupazione non piace a nessuno…naturalmente siamo in attesa di smentite, ma penso che come sempre avremo un bel silenzio di tomba. Che sarà la conferma di tutto.
    Massimo Scalas

  4. Il complesso dei fatti ben evidenziato dall’articolo ci mette davanti senza alcuna possibilità di foderarsi gli occhi con il prosciutto o con altri salumi dalle fette anche più spesse, il livello di squallore, di stupidità, di autolesionismo che ha raggiunto il “dibattito” all’interno dell’attuale P.D pistoiese; senza tra l’altro riflettere neppure un attimo che, sulla carta, si può anche dichiarare di voler estendere l’area vivaisitica fino al Passo della Collina, ma se poi le condizioni di mercato per fare ciò mancano (ed in questo momento mancano), le chiacchiere di questi politicanti da quattro soldi, oltretutto assai poco chiari e molto tortuosi nei loro propositi, se le porta via il vento.
    Quanto ad Emanuela, probabilmente ciò che lei dice, è vero, quanto alla premessa; ma, pur ammettendo che si faccia fuori Bertinelli, chi è, all’interno del P.D, quell’illuso che pensa di “vincere facile”, vista la qualità media dei giocatori che il P.D medesimo può mandare in campo in questo momento? A parte, forse, la Bini.
    Piero Giovannelli

  5. Saluti a Massimo e Piero, la storia del valzer delle poltrone la conosco bene esiste dai tempi (Fabbriche di Vallico vi dice nulla Giurlani, Morelli, Gori) poi io credo che se nel 2007 a Pistoia la destra avesse candidato un Guazzaloca del momento forse faceva Bingo, ma come mi diceva un vecchio comunista ad uno di sinistra quando entra nell’urna gli trema la mano ma a destra non ci vota e il buon Capecchi non l’hanno votato in tanti che erano scontenti…Alla prossima

  6. Ciao, cari retroscenisti ad un tallero a dozzina. Fatevi qualche domanda: è “carino” fare un accordo per il quale mi garantisci due mandati sindacali indipendentemente da quello che combini e scombini? Sono state esaminate le numerose vittorie politiche, amministrative ecc. ecc. di questa fatiscente giunta e del suo capo raccogli-cartacce per strada? Sapete quanta gente non lo rivoterebbe nemmeno se fosse minacciata di morte? L’elenco non finisce qui.
    Per me e per molti altri cittadini pistoiesi finisce qui il mal-mandato di questa amministrazione.
    E se non vogliamo regarale il comune ai 5 grullioti o a qualche destrorso apparentemente pulito, datevi da fare e ripulitevi a fondo.
    Auguri J.

  7. Egregio Signore Joseph …noi “retroscenisti ad un tallero a dozzina”….però rispetto a lei usiamo nome e cognome e questo stabilisce anche quale peso dare agli interventi….il suo è per me una lieve piuma che mi solletica appena le ascelle, imprimendo sul mio volto un lieve sorriso….appena accennato.
    Cordiali saluti
    Massimo Scalas
    PS. Conrad mi chiede se per caso non è che potrebbe cambiare pseudonimo….conosce Conrad vero?….no….non Conad….Conrad
    Ps. n.2….ma non ho mica capito sa chi vorrebbe che si voti….

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