vivaismo. IL COMITATO CREDITORI SANDRO BRUSCHI CONTRARIO AL “TAVOLO REGIONALE”

Per Paolo Chiti devono essere i vivaisti del territorio a decidere il futuro del settore
Interviene il comitato creditori Bruschi

PISTOIA. Sulla proposta di Cia per l’apertura di un tavolo regionale sulla crisi del vivaismo a nome del comitato Creditori Sandro Bruschi interviene Paolo Chiti che boccia l’iniziativa.

“Stiamo vivendo un momento molto delicato e un tavolo regionale al momento non serve a niente. Piuttosto dobbiamo essere noi vivaisti in assemblea a discutere su come uscire da questa palude”.

“Come comitato la pensiamo diversamente essendo un movimento trasversale a tutti i sindacati e avendo al nostro interno soci di tutti i sindacati. Non siamo contro i sindacati ma crediamo che come vivaisti si debba riprendere in mano il settore e decidere per primi il nostro futuro.

Un tavolo con le più grandi aziende pistoiesi (che ormai si contano sulle dita di una mano) dovrebbe essere secondo noi così composto: deve avere al suo interno oltre ad una rappresentanza del comitato creditori anche Alessandro Tomasi (sindaco di Pistoia), l’assessore al vivaismo Gianna Risaliti, On Patrizio La Pietra (senatore in commissione Agricoltura al Senato), Renato Ferretti della Provincia di Pistoia.

La proposta di Cia oggi su La Nazione

Al tavolo dovrebbero poi partecipare le banche che sono attive nel vivaismo (Caript, Vival Banca, Banca Alta Toscana, Unicredit, Chianti Banca e Banca Popolare) oltre ai tre sindacati di categoria (Cia, Coldiretti e Unione Agricoltori) insieme a Francesco Mati (presidente del distretto) e noi del comitato Creditori”.

Ovviamente per Paolo Chiti dalla assemblea pubblica con tutti i vivaisti occorrerà passare alla istituzione di un tavolo che abbia negli stessi vivaisti il proprio fulcro vitale.

“Il problema del vivaismo siamo noi vivaisti; la politica e le banche servono per sostenere il nostro settore e per rilanciarlo con delle regole di etica professionale che ormai sono andate perse. È inutile fare sempre cascare le cose dall’alto. La base è stufa ed dice stop al gioco del massacro delle piccole e medie imprese che porterebbe come sempre è successo alla fine di tutto”.

“Questo tavolo — aggiunge Chiti – può funzionare se veramente tutti partecipiamo con il cuore aperto e con l’amore per questo bellissimo lavoro, fondamentale per l’economia di Pistoia ma anche per la salvaguardia del territorio. Il bene del vivaismo è partito da Pistoia e ugualmente il male e va risolto a Pistoia e non altrove.

Quindi — conclude — siamo contrari ai burocratici che non conoscono bene la realtà. Lo dobbiamo fare per Pistoia e per gli altri distretti produttivi che dipendono molto da Pistoia”.

[Andrea Balli]

cia toscana centro. IL DISTRETTO NON STA AFFATTO BENE. CI VUOLE UN TAVOLO DI CRISI CON LA REGIONE

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