vivaisti. INTERVISTA A LUCA MAGAZZINI

La pacciamatura ridurrà l’uso dei fitofarmaci diserbanti

 

PISTOIA. Le polemiche sull’uso dei pesticidi hanno avuto dei forti riflessi nel settore del vivaismo e il presidente dei Vivaisti italiani Luca Magazzini, non manca di rammaricarsi con noi di essere stato pesantemente accusato di rappresentare una categoria di “inquinatori seriali”.

Ma lui non ci sta e rilancia osservando che le tecniche di surrogazione dei fitofarmaci sono in crescita e si apprezzano sempre più con la copertura del suolo con teli e tessuti di drenaggio o con il molto apprezzato sistema della pacciamatura che consente il mantenimento di una maggiore umidità, limitando fortemente la crescita delle erbacce e la dispersione di un piacevole profumo di resine naturali.

La pacciamatura ha un costo significativo ma che, se verrà diffusa in una dimensione di larga scala, permetterà sicuramente di ridurre l’uso di formulati – tanto detestati e stigmatizzati – fino anche al 50% dei volumi attuali: è questo lo sviluppo futuro di una agricoltura sempre più vicina ai teorici modelli sostenibili.

“Se è vero che l’agricoltura non potrà fare a meno della “chimica” – infatti, l’ordinamento prevede e obbliga l’uso regolare e sistematico di fitofarmaci per la preservazione del verde in generale – è da ribadire – spiega Luca Magazzini – che la comunità dei nostri associati cerca di sviluppare delle nuove pratiche che siano caratterizzate da uso di prodotti non dannosi per l’ambiente”.

Luca Magazzini al centro con Francesco Mati (a destra) durante una premiazione

Sulla questione “diserbanti” è intanto da sfatare il mito di qualche possibilità di eradicazione delle erbacce a mano: “Ciò – continua il presidente dei Vivaisti Italiani – è impossibile oltre che molto costoso, proprio per la lunghezza dell’apparato radicale delle erbe infestanti.

Le contestazioni rivolte alla categoria dei vivaisti sono ingiuste nella quasi totalità, e purtroppo molto ideologiche.

Come ho sperimentato in più assemblee pubbliche se è vero che le molecole dei pesticidi (e principalmente il famigerato glifosate, ma non unico) deve essere ridotto, ben venga il Puff (Piano utilizzo fitofarmaci) della Regione toscana; con un regolamento attuativo che ne permetta la sua effettiva equilibrata condivisione da parte dei coltivatori e degli operatori impegnati nella necessaria irrorazione delle sostanze chimiche che siano fatte nel rispetto della salute dei cittadini e dei lavoratori, grazie a continui investimenti economici”.

Un impianto cin telone di copertura del terreno

“Il Distretto vivaistico di Pistoia – prosegue – è il naturale luogo in cui operatori economici del territorio e amministrazioni locali debbono sintetizzare processi di innovazione della produzione vivaistica, definendo quindi anche i principi comuni a cui le amministrazioni pubbliche si dovranno ispirare per approntare i propri regolamenti (urbanistici, igiene, etc…) in maniera uniforme.

Vivai in zona Canapale trattati da diserbanti

I vivaisti che mi onoro di rappresentare, sono spesso vessati e criminalizzati nelle pubbliche assemblee, per l’impiego di diserbanti o fitofarmaci che – lo ripeto – sono indispensabili alla tutela delle piante e non solo quelle coltivate intensamente.

Spesso anche semplici attività agronomiche, come lo spargimento di letame naturale nei campi, sono oggetto di segnalazioni e alle volte siamo soggetti a verbali dalle autorità di P.G., totalmente frutto della non conoscenza”.

Telo di copertura contro le erbacce infestanti

“Il rapporto tra i nostri vivai e il territorio è dimostratamente vantaggioso per questo ultimo e non è affatto una minaccia: ogni ettaro di piante coltivate ha un bilancio positivo a favore della produzione di ossigeno e l’assorbimento di anidride carbonica, oltre che un effetto di bonifica che si apprezza sul particolato fine dell’aria”.

“In conclusione se questo settore produttivo è determinante per lo sviluppo del territorio, come ormai tutti o quasi riconoscono ed è giunto il momento di aprire una discussione trasparente da tutti i soggetti in campo, pubblici e privati, al fine di rafforzare la capacità produttiva del vivaismo pistoiese nel segno di una sostenibilità ambientale ed economica.

Il luogo di tale confronto non può che essere il rinnovato Distretto Vivaistico Ornamentale”.

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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