«VOGLIO VIVERE IN MONTAGNA MA LA POLITICA LA DISTRUGGE»

Tra poco non resterà più niente da tagliare...
Montagna. Tra poco non resterà più niente da tagliare…

MONTAGNA. Seguo Linee Future con interesse, e apprezzo il vostro lavoro di informazione capillare sul territorio.

Ho quasi trent’anni, sono nato e vivo in montagna. Vi scrivo perché mi sento esasperato.

Voglio rimanere a vivere in montagna, nonostante le difficoltà e le spese, perché questo è il luogo che amo e questa è la gente che apprezzo. Mi chiedo però perché la politica stia facendo di tutto per scacciare chi vorrebbe rimanere quassù.

I servizi sono e saranno sempre meno, la viabilità fa spavento, il territorio è trascurato, persino i cimiteri, che con l’invecchiamento della popolazione sono sempre più un riferimento fondamentale per tutti gli abitanti, sono diroccati.

L’ospedale di San Marcello, o come si deve chiamare ora, è stato per settimane senza fornitura di acqua e non ho visto notizia da nessuna parte. I problemi sono tanti, e voi li conoscete senza dubbio meglio di me.

E in tutto questo, bisogna subire questo pseudo dibattito sulla nuova viabilità. Per carità, lavoro a Pistoia, e l’idea di impiegarci la metà del tempo a fare il tragitto è allettante, ma cosa ci stanno raccontando?

Da che ho memoria, ogni tanto spuntano questi progettoni, che pare di essere negli anni sessanta, ma al di là delle conseguenze secondo me negative che questo progetto porterebbe al territorio, alla vita sociale e alla salute della gente della montagna, sarà mai realizzato?

Il volume «La Montagna Pistoiese»
Il volume «La Montagna Pistoiese»

Possibile che ci siano i soldi solo per progetti discutibili di scala faraonica e non per la tutela e la conservazione di quello che c’è già? Per il recupero del patrimonio architettonico e naturale che già esiste? No, non ci sono mai soldi, ma ci sono per stilare un piano urbanistico fatto senza prendere in considerazione la reale fattibilità e utilità sul campo, senza ascoltare minimamente l’opinione dei cittadini.

Non so quale sia l’obiettivo dei nostri amministratori, né se ci sia effettivamente una pianificazione, ma se l’obiettivo è quello di realizzare un dormitorio scomodo per la piana, spopolando il territorio per fare spazio ai fungaioli e ai turisti della domenica, ci stanno riuscendo.

Ogni volta mi viene una gran rabbia, a vedere quanto la gente che parla della montagna difficilmente ci vive e ancor più raramente ha in interesse la salvaguardia dell’ossatura sociale e ambientale dei nostri paesi, che è ciò che rende questi posti tanto più vivibili e preziosi.

Mi scuso per lo sfogo probabilmente fine a sé stesso, ma spero che qualcuno lo legga, almeno non sarò stato a avvelenarmi il fegato esclusivamente in solitaria. Vi ringrazio per il lavoro che fate, auguri per il futuro.

M.R.

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3 thoughts on “«VOGLIO VIVERE IN MONTAGNA MA LA POLITICA LA DISTRUGGE»

  1. un Comune retto da circa 60 anni la ex Comunità Montana per circa la metà dalla sinistra ha prodotto gli effetti che vediamo, è stata fatta una guerra serrata contro gli Orlando sino a portare allla chiusura della fabbrica, se si fosse mantenuto la vecchia fap invece di smantellarla potevamo anche prevedere un collegamento ferroviario sino all’Abetone, con una viabilità idonea forse la smi non avrebbe chiuso, oppure ci si sarebbe insediato un altro tipo di produzione esempio la fiocchi o la saeco invece di essere nelle condizioni di oggi, eppure è sempre stata considerata un polo industriale mah… grandissima parte degli immobili sono disabitati e abbandonati a se stessi senza farvi manutenzione, ma chi ha fatto una viabilità idonea vedi la Porretta Bologna allora è un pazzo?
    che la montagna si voglia far passare per un polo industriale o turistico credo che i mezzi di collegamento siano necessari, e non sono progetti faraonici se si fosse pensato di effettuarli negli anni invece di toglierli forse non saremo arrivati a questo non saremo arrivati alla chiusura dei servizi come le poste gli sportelli bancari l’ospedale gli alberghi i negozi, i bar, ma come si fà a pensare che diventi un dormitorio invece di vederlo come sviluppo diventa un dormitorio se non si prevede uno sviluppo turistico o artigianale o industriale, continuando su questa strada diventerà una bella riserva, forse è questo quello che vogliono non a caso si parla di parco naturale

  2. Buongiorno,
    sono una ragazza di 30 anni del Comune di Paluzza (UD), sono sposata da poco, ed insieme a mio marito abbiamo deciso di vivere in montagna. Proprio oggi (durante la mia pausa pranzo) stavo cercando sul web quali possono essere, soprattutto nel lungo termine, le motivazioni per continuare a vivere in montagna e mi sono imbattuta in questo articolo scritto da M.R..
    Ho potuto riscontrare che le problematiche, anche nella mia zona, purtroppo sono le stesse: spopolamento, mancanza di servizi, lavoro inesistente, politiche e politici inefficaci, viabilità lasciata al caso, asili nido o strutture che possano dare un aiuto ai neo genitori illusori…… ecc ecc.
    Ma la cosa che personalmente trovo più vergognosa è il distacco, quasi il senso di superiorità che percepisco in quasi tutte quelle persone che parlano di disagi nel vivere in montagna e che in montagna forse ci trascorrono le vacanze natalizie (alcune di queste però sono nate appunto in montagne e nel corso della loro vita si sono trasferite per lavoro o per motivi personali).
    La motivazione comunque più grande che ha spinto mio marito ed io a decidere di continuare a vivere in queste zone è stata sicuramente la genuinità delle persone che ci circondano e dell’ambiente.
    Viviamo “nel nulla” nel bene e nel male.
    Mi scuso per l’intrusione.
    A presto
    Stefania

  3. Cara Stefania,
    l’Italia sta vivendo “nel nulla”, nell’assenza di progettualità, di lungimiranza.
    Forse proprio noi, che abbiamo scelto di vivere in zone marginali, siamo coloro che a quel nulla sapranno dare un senso diverso, fondato sull’autenticità.

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