volemosebbène. PRUDERIE, POLITICALLY CORRECT, BELLA CIAONE, FASCISTI, SARDINE, SCANDALI, LADRI… MA CHE PAESE DI MERDA!

«È così e per questo motivo che nasce la rubrica principale di Linea Libera, quotidiano odiato da tutti quelli che sanno solo vivere affogati in vizi privati e pubbliche virtù»

 CHIUDEREBBE IL LIBRO…


Viva l’Europa: dobbiamo stare tutti vicini vicini

 

SE NEGLI ANNI 50, quando frequentavo le elementari con Paolo Tofani – il proposto di Agliana che espone la bandiera palestinese in chiesa e invita la figlia del Che, ma che fa le prediche contro Salvini – mi avessero detto che l’Italia sarebbe stata ridotta a questi minimi termini di ignominia e sporcizia (e quella della Raggi a Roma è il meno, rispetto all’altra morale in cui siamo immersi sino alla bocca), avrei chiuso il libro di lettura e il sussidiario, come si diceva allora, e mi sarei messo ad aspettare la morte.

La Prima Repubblica ci ha rubato: ma la seconda, la terza e la quarta hanno fatto di più e peggio con l’arroganza di quattro spelacchiati cialtroni di sinistra scappati dalla stalla perché Di Pietro aveva aperto loro la porta.

Oggi siamo gli straccioni del mondo; presi in giro da quella brava gente dei tedeschi e dei francesi (una sola faccia, una sola razza) che hanno sempre portato guerra e devastazione in Europa – e ora povertà.

Ci rieducano così

Il destino d’Italia, del resto, era segnato sin dall’origine: da quando, cioè, il cristianesimo venne opportunamente trasferito a Roma, e dall’inizio della diaspora.

Oggi paghiamo questi mali della storia con una miscela di catto-comunismo mentale peggiore di qualsiasi cancro: l’essenza di queste due de-rive è quel brodo primordiale in cui, mentre nuotano le sardine, si è sviluppato uno stato in mano a bande di delinquenti in azione.

Ora che gli anni che mi restano dinanzi non sono più erroneamente infiniti – come, per esempio, pensano ancora irrazionalmente Renzi, Conte, Di Maio, Palamara, Mattarella, tanti giudici “terzi” o i grandi sindacalisti che sono diventati dei Mida capaci di trasformare in oro tutto ciò che toccano; ma anche la venerabile Curia Romana «che non ama le pecore senza lana» –, ora ho deciso, definitivamente, come il commissario Montalbano, di catafottermene di tutto e di tutti e di essere non un caffè corretto, ma una tazzina tossica che si è rotta i coglioni, come dice il grilloso clown nazionale campione di nuoto, di veder scrivere me***da, ca***o, cu***o e stronzate varie sui quotidiani dei salotti radical dove, magari Lerner guarda l’ora sul Rolex.

È così e per questo motivo che nasce la rubrica principale di Linea Libera, quotidiano odiato da tutti quelli che sanno solo vivere affogati in vizi privati e pubbliche virtù.

Ce n’è per tutti

In questo caffè racconteremo ciò che vediamo e, possibilmente, con nomi, cognomi e indirizzi. Perché è l’ora di farla finita con le mezze-seghe e i coiti interrotti di tanti salvatori della patria.

Dovremo trovarci tutti a Migliarino e uscire dall’autostrada per andare al mare a chiappe nude: cosa sarà mai il rispetto del buon comportamento in una realtà in cui tutti quelli che dovrebbero guidarci, indistintamente, hanno fatto e fanno ogni giorno il bagno nella merda come Andreuccio da Perugia in Boccaccio?

E allora caffè scorretto o – se preferite – un giorno di ordinaria follia!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Ci hanno riscritto le regole della lingua e del galateo perché non potessimo gridare “al ladro!”


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