«VOLEVAMO ESSERE IL TERMOMETRO PER MISURARE LA FEBBRE DELLA MONTAGNA»

Marco Ferrari
Marco Ferrari

CUTIGLIANO. Marco Ferrari commenta il risultato del 25 maggio:

Ho atteso una settimana prima di scrivere queste due righe di riflessione sul risultato elettorale uscito dalle urne il 25 maggio in cui, come dice qualcuno di noi della lista, abbiamo preso “una ventata” ed anche piuttosto forte.

La scialuppa su cui eravamo non si è ribaltata e siamo comunque giunti in porto. Grazie quindi a quelle 172 persone del Comune di Cutigliano che ci hanno dato la loro fiducia permettendoci di arrivare secondi con il 17% di preferenze, un risultato che ci conforta e che dovrà essere di stimolo per affrontare con rinnovato impegno, il ruolo importante di consiglieri di minoranza.

Il nostro compito sarà quello di controllare l’attività di chi, con mandato inequivocabile, è stato chiamato ad amministrare. Cercheremo di entrare nel merito delle questioni esprimendo il nostro assenso o il nostro dissenso, che dovrà essere motivato e propositivo.

In questo ruolo ci sentiamo tranquilli e potremo valutare serenamente l’operato di quello che verrà fatto o ci verrà sottoposto, dato che non abbiamo nessun referente politico a cui rendere conto. La pratica dell’astensionismo, così cara ai partiti, utilizzata per non dire no ma neanche , sarà da noi abbandonata.

Ero convinto, come lo sono ancora, che era giusto presentarci, quantomeno per avere la percezione diretta inequivocabile ed inappellabile del voto su alcune tematiche che hanno interessato la montagna in questi ultimi anni e che abbiamo portato nelle nostre assemblee.

Dopo l’impegno civico profuso con il Comitato Recupero Ammanco in Comunità Montana e con le Pettorine era giunto il momento per provare a fare qualcosa di più e tentare di salire lo scalino istituzionale. Era giusto uscire da quella “bolla”, che forse ci faceva percepire una realtà distorta e confrontarci direttamente con tutti.

La squadra Ferrari
La squadra Ferrari

Il presentarci come lista, con il rischio concreto di perdere è stato forse, come qualcuno ha detto, un errore politico, tattico e dilettantesco. Ma cosa avevamo da perdere o da bruciare? La credibilità? Se questa è stata bruciata si facciano avanti finalmente i credibili e gli esperti. Noi volevamo essere una sorta di “termometro”, per misurare la febbre della Montagna e ci siamo riusciti, scoprendo che non c’è febbre perché non esiste neanche il malato.

Il voto di continuità uscito dalle urne, non solo a Cutigliano ma anche negli altri Comuni della Montagna Pistoiese, sancisce questa realtà.

Un’esperienza, questa della lista civica, l’unica non targata politicamente, che valuto complessivamente positiva. Un’esperienza coinvolgente che ha permesso ad ognuno di noi di andare oltre i propri limiti arricchendoci soprattutto da un punto di vista personale.

Un grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto e ci hanno aiutato.

Marco Ferrari
“Cutigliano. È qui che voglio vivere”

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

One thought on “«VOLEVAMO ESSERE IL TERMOMETRO PER MISURARE LA FEBBRE DELLA MONTAGNA»

Lascia un commento