volontariato. QUALI CRITERI PER I RIMBORSI DEL 118?

Abbiamo inoltrato alla Regione Toscana, tre quesiti che concludono una richiesta a nostro parere esaustiva e chiara, quanto meritevole di sviluppo
Enrico Rossi

PISTOIA Siamo da tempo interessati a quello che succede nel vasto pianeta del volontariato e la consultazione del nostro archivio ci ha stimolato a fare alcune considerazioni sulle somme che vengono erogate alle varie associazioni di copertura del servizio 118.

La nostra posizione è scaturita da una piccola inchiesta locale, apertasi nel 2013 e che – come un “filo di Arianna” – ci ha portato a scavare in un più vasto areale, quello nazionale, trasversale alla moltitudine di associazioni di volontariato, con numerose anomali gestionali.

Abbiamo inoltrato alla Regione Toscana, tre quesiti che concludono una richiesta a nostro parere esaustiva e chiara, quanto meritevole di sviluppo e che riportiamo pedissequamente:

Gentile Sig. Presidente Enrico Rossi,

questo giornale “www.linealibera.info” ha da tempo registrato le numerose incongruenze e anomalie che nel mondo del volontariato, ovvero dei servizi di assistenza prestati nella rete delle associazioni del 118, di cui la Regione Toscana è titolare.

Il rimborso delle spese per gli interventi di soccorso prestati dalle associazioni di volontariato è delineato con la riforma del sistema di emergenza sanitaria introdotto con la legge regionale 40/2005 che riconosce le associazioni come rete di sistema. 

Questo a seguito della sentenza europea e di altre successive che ponevano limiti con la categorica esclusione d’eventuali “tariffe” mascherate da rimborsi.

Non a caso le associazioni convenzionate con la Regione Toscana presentano, da allora, una “nota di debito” (ruolino degli interventi prestati) e non più la fattura fiscale: questo, per sottolineare la natura “non commerciale” del quantum remunerato, oltre alla non secondaria formula di affidamento senza bando di gara in quanto “accreditate convenzionalmente” nel sistema 118.

Siamo consapevoli, che tale procedura è stata attuata principalmente per offrire le prestazioni di carattere di emergenza e soccorso, in stato di continuità delle cure e quanto previsto dai “L.e.a.” (p.e. per la dialisi). Dalla procedura, sembra però di poter dedurre che è stata “aggirata” la norma sull’affidamento appalti e le più liberistiche indicazioni dell’UE per il rischio di contestazioni e ricorsi giudiziali da parte di soggetti privati, applicati nel mercato della “assistenza sanitaria”.

Sul punto è solo da considerare che l’ipotesi in esame è pressoché impossibile in quanto nessuno (e neanche più associazioni raggruppate), potrebbe offrire la copertura di un servizio che è sempre più complesso con tariffe “all’osso” e che, tenendo conto dell’ipotesi alternativa in esame, si prevederebbe una decisa connotazione commerciale e conseguente regime fiscale di fatturazione, uscendo dal profilo del mero “rimborso di spesa del servizio”.
Sulla pratica dei rimborsi si osserva che essi vengo subordinati a:

1) Presentazione di apposita nota/ruolino mensile da parte dell’associazione accreditata che effettua il servizio.
2) Verifica amministrativa da parte dell’Asl competente per territorio della richiesta in base ai numeri di missione per emergenze (emessi da 118), riporti (certificati H), ricoveri (dottori di famiglia), terapie (certificati Asl per terapia effettuata).

3) L’Asl effettua il pagamento del 100% dell’importo in nota/ruolino all’associazione emettitrice.

4) Sulla base dell’importo riportato sulla nota/ruolino presentata, al momento del calcolo dell’importo di ogni singolo servizio viene calcolato – in aggiunta – un contributo fino a un massimo del 6% (ma di fatto risulta consolidato al 6% fisso)  che viene erogato direttamente alla  Federazione regionale di rappresentanza dell’associazione di volontariato, quale titolo di rimborso delle spese affrontate (e soggette a rendicontazione) per le attività indicate dall’art. 76 quater LR 40/2005 al comma 1 bis (tali somme sono comunque considerate parte del rimborso erogato per il servizio di trasporto sanitario)

Si chiede dunque di precisare:

  • In base a quale criterio economico viene erogato questo contributo alle federazione regionale di rappresentanza, 
  • Come funzioni il meccanismo di rendicontazione e come sia possibile accedervi.
  • Se le Associazioni di volontariato indistintamente, aventi natura giuridica di soggetti “privati”, siano – in quanto destinatari di rimborsi economici pubblici – tenute al rispetto della disciplina di cui alla legge 33/2013 – Dl 14.3.2013 (Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni)

[Alessandro Romiti]

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