voto di scambio. ANCHE GUERCINI DICE SÌ ALL’INCIUCIO

ALberto Guercini e Silvia Pieri

AGLIANA. La vicenda delle “assunzioni pilotate” è una tradizione consolidata della malapolitica e non solo nella nostra Piana: nessuno si ricorda di avere mai visto un manifesto per un bando di assunzione di personale dipendente per lavorare in una partecipata del Comune. Se qualcuno lo ricorda, ci informi che ci premureremo di rettificare l’articolo.

Le aziende partecipate sono da sempre – e dovunque in Italia – un risorsa per la gestione e il mantenimento del potere che si esercita nelle amministrazioni pubbliche.

La “cattiva pratica” è stata riesumata dal Sindaco piddìno Marco Mazzanti, che ha candidamente ammesso – e presto sarà concluso il processo penale a suo carico – di aver collocato all’inceneritore di Montale qualche conoscente: lui ha spiegato che la sua intenzione era a “fine di bene e per aiutare dei disoccupati”, dimenticandosi che il criterio di scelta dell’assunzione non può essere discrezionale per il Sindaco, ma dovrebbe (anzi deve) essere affidato a criteri meritocratici e pubblicizzati. Così non la pensa la maggioranza e parte dell’opposizione (Agliana in Comune) che hanno votato contro alla innovativa e giustificata mozione dei gruppi FdI/An e Obiettivo Agliana.

La consigliera Serena Galardini

La più glamour (ci perdonerà Alberto Guercini, ma noi siamo sessualmente ortodossi e eterodossi) Serena Galardini è anche intervenuta (sob!) per esprimere il suo stupore, precisando che a lei (è probabilmente l’unica) risulta che i criteri di assunzione sono gli stessi medesimi che sono adottati per gli Enti pubblici: nessun trucco, nessun inganno ha declamato, anche un poco indignata!

È un peccato che il capoguppo Matteo Manetti e la consigliera Galardini (peraltro molto “decisa e carismatica”) non abbiano valutato le loro errate affermazioni tanto da ricredersi sulle valutazioni dei consiglieri di opposizione accusati di avere detto delle “pesanti insinuazioni” con “abbastanza gravi” affermazioni.

Se avessero un impulso di resipiscenza, potebbero iniziare a chiedere in giro (già con qualche collega che siede in consiglio o con gli ex addetti stampa), facendosi spiegare a quale “selezione pubblica” (leggàsi concorso con punteggio e graduatoria) hanno partecipato per essere assunti a tempo indeterminato al Cis. Diversamente si facessero spedire da Alfredo Perruccio le fatture pagate alle agenzie interinali per le selezioni private e “ristrette” degli ultimi due lustri.

L’inceneritore non è il solo dove sono stati assunti – da sempre – una quantità di impiegati (profughi di esauriti part-time) della macchina comunale e molti familiari e confidenti dei tanti politici trombati, tra i quali il più celebre – per la condanna ricevuta – è sicuramente Giorgio Tibo.

Il capogruppo di maggioranza Matteo Manetti

La consigliera Galardini dovrebbe sapere bene (perché ci ha fatto la tèsi) che anche la “crisi del sistema fieristico italiano” non è stata risolta con il criterio dello stipendificio ma con quello virtuoso della selezione per capacità e competenza. In una parola il criterio meritocratico. Cerchi negli annali le pubblicazioni di bandi di gara per assunzioni nelle partecipate: zero assoluto.

Guercini è stato più sorprendente: dalla sua dichiarazione, sembra che il nh di “Agliana in Comune” non sappia che nelle partecipate si assume con delle selezioni private? A che rileva il suo appello al “rispetto della legge” che non ricomprende la fattispecie delle assunzioni: solo quando si hanno da ricoprire i deficit di bilancio si ricordano di essere “partecipate” e dunque di proprietà di enti pubblici.

Insomma, ad Agliana, l’inciucio piace e durerà ancora molto, senza qualche miracoloso “cambio di verso”. Una brutta pagina della consiliatura mangoniana dove, grazie appunto anche all’inciucio guerciniano, si è confermata la pervicace volontà delle amministrazioni di sedere nei board delle partecipate, usate come volano di promozione e ricerca del consenso elettorale. Se vi piace così…

[Alessandro Romiti]

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