welcome to italy. DOVE LA RESPONSABILITÀ MORÌ FANCIULLA

La tutela di una privacy che assomiglia, per un malinteso senso di garantismo, ad una collusione palese con chi meriterebbe davvero la gogna

 

 

La vera vocazione dell’Italia

TANTO TEMPO fa esisteva la gogna, la berlina e cose del genere cui veniva sottoposto il reo perché la gente lo conoscesse e vedesse quale fine gli era riservata. Mezzi truci, ovviamente, impensabili e improponibili naturalmente.

Da quel momento di enorme arretratezza civile e culturale siamo giunti, negli ultimissimi tempi, all’apice del garantismo ovvero a consentire l’anonimato anche a coloro che si macchiano di ignobili misfatti.

Si individuano giornalmente falsi medici dei quali non abbiamo né le generalità, né i connotati fisici per poterli eventualmente rifuggire o denunciare qualora reiterassero il reato in un’altra città come già accaduto.Non dimentichiamo che in tal caso si parla di salute pubblica, quella che la Costituzione dice di tutelare.

Affiliati all’Isis appena catturati e dei quali si tiene nascosto il volto, quando scendono dall’auto della Polizia, per cui ci si potrebbe ritrovare il pericoloso soggetto trai piedi al supermercato  o magari dargli anche un passaggio aiutandolo nei suoi spostamenti. Una sorta di candido quanto insulso patrocinio che ci vede primeggiare, almeno in questo, in Europa.

Cadono ponti con frequenza inaudita dando evidenti segnali di incapacità e negligenza generalizzata, quando non si aggiunge a tutto ciò anche una frode organizzata, ma ci si limita a colpevolizzare, con generica faciloneria, l’Anas, la Provincia, la Regione, il Comune dimenticando che si tratta di enti rappresentati da persone fisiche e si ha a che fare con progetti, provvedimenti e iniziative sottoscritte con nomi e cognomi sui quali rimane sempre una costante, il mistero.

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Banche che falliscono, dilapidando patrimoni che appaiono svaniti nel nulla come frutto di cattive gestioni di malafede e dolo inequivocabile ovviamente certificato da atti che riportano in calce gli autori in carne ed ossa, di colpevoli tracolli, quelli, per intenderci, che dovrebbero essere chiamati a risarcire i risparmiatori fregati.

Ma anche in questo caso nulla che trapeli, niente che ci illumini sui personaggi direttamente responsabili che, senza dubbio, hanno una carta d’identità destinata a rimanere ignota.

Non vi pare che si stia esagerando con la tutela di una privacy che assomiglia, più verosimilmente, nel più onesto dei casi ad una stupida e controproducente protezione o, in quelli più colpevoli, ad una collusione palese con chi meriterebbe davvero la gogna?

[Fiore Di Monozzo]

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