wonderland. DALLA CINA A TERRA ALL’ERDOGAN DI RIGNANO

Passando per Mario Draghi che ha messo in ginocchio la Germania. «La Bce pagherà le banche per prendere denaro da prestare all’economia reale. Questo combinato disposto ha mandato in bestia i tedeschi». «In casa nostra abbiamo gente ignara del proprio ruolo, che beve fiaschetti d’amianto; e Maghi Zurlì che fanno dei bei giri di valzer con il bilancio dello Stato»
Schiacciati fra Usa e China
China in caduta libera…

QUESTA SETTIMANA abbiamo avuto i fuochi d’artificio come previsto. Già lunedì notte sono arrivati i catastrofici dati cinesi, sull’import/export, dove ad un -11.8% nelle esportazioni del mese di gennaio, ha fatto seguito un altro -25.2% in febbraio e dove a un -18.8% nelle importazioni registrate a gennaio, ha fatto seguito un altro -13.8% in febbraio.

Certo l’indice dei prezzi al consumo (inflazione) è in aumento, il che potrebbe indicare un mercato interno che inizia a muoversi (ricordo che i dirigenti del Partito Comunista Cinese, stanno cercando di trasformare l’economia cinese da prevalentemente produttiva a economia di consumo), ma la situazione appare oggettivamente difficile, con i cinesi che oltretutto iniziano a chiedersi perché mai dovrebbero essere loro a salvare il mondo e quindi perché mai non dovrebbero svalutare lo yuan.

Intanto un’ora dopo che il presidente dell’ente statistico (il nostro Istat) aveva terminato di parlare con la stampa internazionale, è stato arrestato per taroccamento continuato di dati e corruzione (chiediamo al presidente cinese se ci da una mano?).

FINALMENTE L’ITALIA HA UNO STATISTA

«Ora vi sistemo tutti io!»
«Ora vi sistemo tutti io!»

Ma il clou c’è stato giovedì: finalmente abbiamo trovato uno statista italiano con la S maiuscola, un politico con le palle, che prende i tedeschi a calci in mezzo ai denti. Come? No Renzi: parlo di Draghi. Sì, lo so; lo specchio magico diceva un’altra cosa; sì, la Boschi… anche lei ti aveva garantito…lo so. No, Draghi non mangia mele rosse. No… dai… Fammi scrivere ora… Sì, buona idea, vai da Vespa!

Insomma come avete capito l’unico italiano che conta nel mondo sta a Francoforte e, che si sia d’accordo o meno con quanto ha deciso, dobbiamo riconoscergli alcuni meriti (o demeriti a seconda del punto di osservazione):

  • Ha rivoltato come un calzino la Bce, che fino al suo arrivo era una sonnacchiosa succursale della Bundesbank: i tedeschi ordinavano e loro eseguivano.
    Essenzialmente era un cane da guardia che usavano per far rigare dritto gli altri Paesi
  • Non ha avuto alcun timore di scontrarsi con durezza al limite della guerra aperta non solo con le banche, ma anche con tutto il gotha industriale e politico tedesco

Ma cosa ha combinato di così grosso da far incavolare all’unisono tutto il mondo germanico, con dichiarazioni durissime e inusuali di esponenti di primo piano di quel mondo?

Ecco cosa hanno combinato in Bce, guardate; ovvero:

  • il tasso di rifinanziamento marginale (Mro, Main Refinancing Operation), cioè il tasso chiave a cui la Bce presta alle banche commerciali dell’Eurozona, scende a zero, da 0,05%.
  • Il tasso sui depositi liberi delle banche presso la Bce scende a meno 0,40%, con un taglio di altri 10 centesimi
  • La Bce comprerà 80 miliardi al mese, in luogo di 60, aggiungendo ai titoli di Stato anche obbligazioni societarie (corporate) non bancarie

In tali provvedimenti ci sono come sempre pro e contro: avere un Mro a 0 significa permettere alle banche di ottenere denaro a volontà a costo nullo per fare fronte agli ingenti rimborsi dei bond bancari in scadenza nei prossimi mesi; il tasso dei depositi liberi presso la Bce sceso a -0.4% significa che le banche pagheranno ancora di più per lasciare il loro denaro inutilizzato in Bce.

La Bce a Francoforte
La Bce a Francoforte

Ma attenzione. Questo provvedimento è affiancato da un Tltro2, cioè un’operazione di credito mirato alle banche commerciali che concederanno credito all’economia: la cosa innovativa e interessante è che si parte con le banche che avranno denaro a costo zero, ma che aumentando la richiesta di denaro si vedranno applicate un interesse negativo, fino ad arrivare a -0.4%, cioè un valore pari e contrario al costo per lasciare il denaro stesso parcheggiato in Bce.

In pratica, per essere chiari, la Bce pagherà le banche per prendere denaro da prestare all’economia reale. Questo combinato disposto ha mandato in bestia i tedeschi. Perché?

Perché da un lato dover pagare per tenere il proprio denaro depositato in Bce azzera la redditività da interesse di deposito (per anni la pacchia delle banche) e con tutti i tassi principali a 0 limita tantissimo la redditività derivata dai prestiti al consumo e derivata dai mutui.

D’altro canto, l’antidoto studiato da Draghi, cioè pagare le banche per prendere soldi, è visto da Schauble & soci come un modo truffaldino per salvare le banche e in definitiva gli Stati “cialtroni” del sud Europa a spese del contribuente tedesco. Infatti pagare le banche per prendere denaro, significa in pratica ricapitalizzarle a costo zero. Ed è indubbio che ci sono banche (soprattutto italiane) che nei prossimi mesi sarebbero andate incontro a una crisi di liquidità forse fatale senza questo provvedimento.

In realtà questo provvedimento presenta luci ed ombre e i tedeschi non hanno tutti i torti, anche se non per i motivi che credono loro (e son proprio tedeschi! … sono arrivati a calcolare una perdita di 233 miliardi di euro per loro nei prossimi 10 anni a causa dei tassi a 0 invece dei tassi a +3% sui quali erano abituati a emettere i loro bond bancari… come se l’economia fosse un fatto rigido, immutabile, cristallizzato come la vita, il mondo, la società, in un ordine immutabile e perfetto, deciso da loro, ovviamente, e non già un divenire continuo, un continuo adattarsi ai cambiamenti.

Parcheggio stile Porta Carratica a Pistoia
Parcheggio stile Porta Carratica a Pistoia

In questo senso pur ammirando i tedeschi per molte cose, ritengo che il loro concetto dell’esistenza sia assai utopico rispetto a quello italiano che, al netto delle cialtronerie nazionali, è di sicuro più realistico: la vita non è una serie di villette a schiera col pratino all’inglese e il posto auto assegnato… La vita è il parcheggio in tripla fila in Porta Carratica!

I motivi veri delle loro ragioni, secondo me, stanno nel rischio di stimolare le banche a prestare denaro a un mercato che non lo chiede e quindi andare a prestare denaro a prezzi stracciati a debitori rischiosi, finendo con l’incrementare le sofferenze bancarie (a proposito, in gennaio le nostre sono aumentate di un altro 10%: alla faccia della ripartenza di Renzi!).

L’ultimo provvedimento, l’incremento del Qe con acquisti di bond aziendali a rischio non elevato, poi, dovrebbe essere ben visto dai tedeschi; infatti loro e i francesi sono quelli che hanno il maggior numero di aziende di grandi dimensioni, quelle che possono quindi beneficiare del provvedimento.

In Italia date le dimensioni medio piccole delle nostre aziende, sono pochissime quelle che ne beneficeranno: Enel, Eni, Poste, Fca. Questo provvedimento permette a queste aziende, come alle banche per quello descritto sopra, di ricapitalizzarsi a costo 0 liberando risorse e, attenzione, ecco perché anche questo non piace comunque ai tedeschi: tali risorse liberate, saranno ipoteticamente utilizzate da tali aziende per comprare… titoli di Stato, cioè debito pubblico. Ovvero, una manna per Paesi come l’Italia che hanno 400 miliardi di debito nella pancia delle banche nostrane, che non possono prenderne altro.

Dunque è in atto, almeno da noi, una gigantesca operazione di assorbimento del debito pubblico da parte di banche e ora, aziende di grandi dimensioni italiane. Ciò che i tedeschi non vogliono, nel timore che, prima o poi, tocchi anche a loro, con il completamento dell’unione bancaria, pagare per i debiti degli altri.

Personalmente penso ci siano cose buone e meno buone in questi provvedimenti, ma direi che singolare ma non troppo e significativa, è stata la reazione a caldo dei mercati.

Questo è un grafico orario del cambio euro-dollaro

Cambio euro-dollaro
Cambio euro-dollaro

Il movimento del cambio è quello compreso nell’ellisse gialla e si riferisce all’emissione delle decisioni Bce e alla successiva conferenza stampa di Draghi, che ho seguito in diretta. Alle 13.45 di giovedì esce l’annuncio delle decisioni sui tassi: il cambio spara giù in maniera violenta (prima candela oraria rossa) e borse che fanno festa schizzando in su.

Ci si aspetta un’ulteriore discesa del cambio e salita delle borse in conferenza stampa alle 14.30. Invece, Draghi a un certo punto dice una frase: «Questo significa che possiamo andare all’ingiù quanto vogliamo (sui tassi – n.d.r.) senza avere conseguenze sul sistema bancario? La risposta è no».

A quel punto vediamo le borse invertire in picchiata e il cambio sparare sulla luna (4 centesimi in più a fine giornata, un’enormità sul mercato valutario… non sembra, ma si spostano miliardi di euro in questo modo).

Perché? Perché comunque sia, la Bce inietta del veleno nei mercati, fa del doping, mette in circolo altro denaro che se non andrà all’economia reale determinerà una enorme bolla speculativa che se dovesse esplodere… E siccome Draghi ne è consapevole, dice in pratica che più di così non si andrà: ora, e ancora una volta, egli chiede ai politici di fare la loro parte.

E qui si viene al punto, che ci avvicina alla resa dei conti: Draghi, è un calciatore che gioca contro una squadra che si limita a stare ammassata davanti alla porta a fare un gigantesco catenaccio; è un giocatore di tennis che gioca da solo, contro un muro, con un partner che invece di giocare con lui, gli rimanda sempre la palla di rimbalzo.

Draghi, cui si deve il fatto che l’Ue esista ancora, rischia di essere additato dai veri colpevoli, come colui che l’ha distrutta se i politici non inizieranno a fare la loro parte. Il che significa riforme vere, unione vera e soprattutto un progetto d’investimenti ragguardevole per utilizzare il denaro messo a disposizione da Draghi per fare ripartire l’economia reale.

Lui ha indubbiamente, comunque la si pensi, palle di ferro e spalle larghe, per tenere in piedi questo ectoplasma burocratico, che non riesce nemmeno a spartirsi 20mila disperati fermi nel fango a Idomeni.

Bene, sono stato un po’ lungo, ma andava spiegata bene.

RESTA DI STUCCO: È UN BARBATRUCCO!

Draghi un sa l'inglese. ma se un si sta attenti--- ci accìcciola!
«Draghi un sa l’inglese. Ma se un si sta attenti… prima o poi ci accìcciola tutti!»

Ma passiamo dai cavalli di razza ai ciuchini.

In casa nostra abbiamo gente ignara del proprio ruolo, che beve fiaschetti d’amianto; e maghi Zurlì che fanno dei bei giri di valzer con il bilancio dello Stato. Cosa è successo di nuovo, visto che qui ogni settimana è un circo in movimento?

È successo, intanto, che il Pil corretto per i giorni lavorati è +0.6 nel 2015, con buona pace di Renzi e soci; ma soprattutto è accaduto che le entrate tributarie sono cresciute del 4% e che ora abbiamo il dato disaggregato. Vediamolo:

  • Irpef +7.7% (12.5 miliardi), di cui vediamo un +17.7% di Irpef da lavoro dipendente! Grandioso, direte voi. Ma vediamo un po’ da cosa viene fuori questo dato! Lo Stato dal 2015 introita e computa l’Irpef al lordo (cioè prima) delle compensazioni d’imposta (cioè prima di ridare indietro parte dell’Irpef stesso ai cittadini sotto forma di detrazioni, come per esempio quelle per i lavori prima casa) che, com’è noto, vengono fatte l’anno successivo.
    Faccio notare che anche il bonus degli 80 euro in busta paga viene computato l’anno successivo a quello di competenza…
  • Ires cresce di 1.2 miliardi a causa dell’acconto al 100% preteso dallo Stato dalle aziende (roba che non si vede da nessuna parte del mondo!)
  • Iva +5.7% a causa dello “Split payment” entrato in vigore nel 2015, un particolare meccanismo di assolvimento dell’Iva per le operazioni effettuate nei confronti dello Stato o di enti pubblici.
    In base alle nuove disposizioni l’imposta, regolarmente addebitata in fattura dal soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio, non dovrà essere pagata dal cessionario o committente (ente pubblico) il quale dovrà effettuare il pagamento solo dell’imponibile, mentre l’Iva dovuta verrà trattenuta e versata poi direttamente nelle casse dell’erario (ovvero prelevata direttamente da un conto corrente vincolato).
    Faccio notare a tale proposito che il debito della Pa nei confronti delle aziende fornitrici, che, secondo Renzi, a settembre 2014 doveva essere azzerato (aveva promesso a Vespa di andare in pellegrinaggio non so dove, se ciò non avveniva…) è passato da 70 a 90 miliardi di euro: uno schifo renziano (e in pellegrinaggio non ci va… tanto la gente ha la memoria corta e gli italiani sono coglioni).
Le allegre comari di Windsor
«Ve li ho dati, ma ora…?»

Allora, non so se è chiaro quello che hanno fatto: non tanto, come hanno fatto a incrementare le entrate… Non certo beccando gli evasori; ma soprattutto come hanno manipolato un bilancio statale allo scopo di abbellire un rapporto deficit/pil che altrimenti sarebbe diverso.

Ora, chi fa impresa sa benissimo che lui questo giochetto (quello della computazione in anno successivo a quello d’esercizio delle voci del bilancio) non lo potrebbe mai fare; che tale giochetto ha un nome e che da lui si presenterebbe subito la Guardia di Finanza.

Ecco: questo è lo Stato italiano “rieducato” dal rottamatore, quello che minaccia l’uso del “lato oscuro della forza”, quello del recentissimo scandalo dei giudici tributari corrotti che prendono le mazzette per addomesticare le cartelle esattoriali.

Chiudo con i dati economici settimanali.

  • Renzi-Erdogan: «Io? Voglio essere come questo omìno qui!»
    Renzi-Erdogan: «Io? Voglio essere come questo omìno qui!»

    Ipp (indice prezzi alla produzione) mensile gennaio: -0.7% da -0.6% del mese prima

  • Ipp annuale gennaio: -2.5% da -3.2% del mese prima
  • Disoccupazione trimestrale: 11.5% come il mese precedente
  • Produzione industriale italiana annuale di gennaio: +3.9% da -1% del mese scorso
  • Produzione industriale italiana mensile di gennaio: +1.9% da -0.6% mese precedente

Qui occorre dire che il dato sulla produzione è ottimo (e meno male), ma anche ribadire che dipende ancora in larga misura dal settore auto che, anche questo mese, segna un incremento record a +20%; e occorre sempre tenere presente che il Pil trimestrale è fermo a un +0.1%, il che significa che se non migliora Renzi se lo può scordare l’obbiettivo di un Pil annuale a +1.4%.

Per approfondire l questione vi lascio due link molto interessanti:

e un video su cui riflettere bene: rischiamo di fare un gigantesco passo indietro grazie al nostro Erdogan di Rignano

[Massimo Scalas]

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2 thoughts on “wonderland. DALLA CINA A TERRA ALL’ERDOGAN DI RIGNANO

  1. Si rimane sempre ammirati dall’acume tecnico-finanziario di Massimo Scalas, leggendo i cui articoli sto imparando anch’io qualcosa in questa materia per me ostica.
    Ho inoltre la conferma che l’essere spiritosi non sembra essere una caratteristica esclusiva dei toscani, ma anche, evidentemente, degli orobici.
    E se dovessi fare un paragone tra Massimo ed il ducetto di Rignano, mi viene da usare quello che era l’inimitabile linguaggio di Sandro Ciotti quando faceva i suoi interventi a Tutto il calcio minuto per minuto: “due a zero per gli orobici sui gigliati” (e palla al centro).
    Dove (ma certamente tutti lo sanno) gli orobici sono i bergamaschi ed i gigliati i fiorentini (che io, da buon toscano del contado, neppure amo molto).
    Piero

  2. Grazie Piero…troppo buono….erano bei tempi quelli di Ciotti: nel calcio si giocava invece di urlare e in politica non si combinava nulla uguale, ma almeno non ci si vantava dei fallimenti….

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