wonderland italy. AFFARI BACATI DI UN SISTEMA MARCIO

In quattro non fanno un Macron…

MACRON dunque ha vinto le elezioni francesi, e non è importante di quanto e nemmeno conta nulla l’astensionismo. Quello che è importante è che ha vinto senza rincorrere la Le Pen.

Ha vinto dicendo chiaramente che lui l’euro lo vuole e che l’Unione Europea è non solo cosa buona e giusta, ma che farà di tutto, da francese, per riavviare il processo di unificazione fermo da molti anni.

In Germania la Merkel continua a vincere dopo 10 anni di regno, a dimostrazione, qui, che chi governa bene, senza sperperare i soldi dei contribuenti, è più forte persino delle paure del terrorismo.

Un fatto clamoroso quello francese, e un sonoro ceffone a quei politici che hanno fatto disastri rincorrendo i populisti sul loro terreno, invece di proporre una loro idea forte.

Tanto per non fare nomi, uno di questi è Renzi, che nei giorni della campagna referendaria faceva togliere le bandiere Ue dai palazzi, che attacca come un caprone gli “euroburocrati”, come un Salvini qualsiasi.

Macron ha fatto vedere a lui, e al resto del circo Barnum, come si vincono le elezioni: proponendo un’idea propria, nettamente alternativa a quella dell’avversario.

Ma questo lo può fare chi le idee ce le ha e le sa argomentare e per farlo bisogna avere studiato. Non dagli scout. Tutto il resto è Boschi.

IL PATRIOTTISMO FARLOCCO CON I SOLDI NOSTRI

Dal Manuale del piccolo politico combina guai

Ma torniamo alle cose serie: Calenda e Padoan vorrebbero liquidare Alitalia, ma Renzi ha deciso che i soldi degli italiani possono ancora esser buttati dalla finestra e quindi ha preteso che si mettessero altri 600 milioni nella scalcinata compagnia di bandiera.

Evidentemente l’uomo non deve poi essere molto intelligente se persevera, oltre che con i soliti atteggiamenti insulsi e arroganti, anche con i soliti errori che ne hanno determinato la sconfitta referendaria.

ERRARE CON CONVINZIONE

È incredibile come i casi Mps e Alitalia non dicano nulla al signore di Rignano; è incredibile la serie di casini che il Pd ha combinato con le banche toscane senza che nessuno abbia davvero pagato.

Di Mps pare che nessuno si ricordi più: non ho ben chiaro se perché siamo un popolo con la memoria di una formica, un popolo di tifosi in mala fede o un popolo di stupidi e basta. Fatto sta che Mps, quella che secondo Renzi era risanata un anno e mezzo fa, è ancora nelle sabbie mobili. E mentre giornali e politici (che sono poi la stessa cosa) sono impegnati a dare la colpa all’Ue, questa banca rischia ancora grosso. Ma ne riparliamo.

DANNI COLLATERALI DI UN SISTEMA MARCIO

Vi parlo invece e ancora di Alitalia, perché quanto sta succedendo è perfetto per spiegare cosa accade quando i patrioti degli affaracci loro entrano in campo con un’operazione a salvaguardia del sistema, il loro.

Avremmo dovuto capirlo subito che Pinocchio era tornato!

Ebbene, in settimana le Generali hanno pubblicato i conti trimestrali, in calo del 9% sul primo trimestre 2016: pesano 42 milioni di svalutazioni dei bond Alitalia, “Dolce vita”, collocato da Morgan Stanley nel 2015, scadenza 2020, cedola 5,25% ma privo di rating, di cui Generali possiede 300 milioni su 375, la cui quotazione, nei giorni scorsi, dopo l’annuncio dell’entrata del vettore in amministrazione straordinaria, si è azzerata.

Peggio è andata ai due grandi azionisti-finanziatori di Alitalia, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Ma anche a Mps: Unicredit ci ha perso sino ad ora 500 milioni, senza contare che detiene il 32% di Midco che detiene il 51% di Alitalia, Intesa lo è al 31%; poi c’è Banca Popolare di Sondrio al 12% e Mps al 3%Atlantia, che è il primo socio industriale di Alitalia, e controlla al 96% Aeroporti di Roma, è al 7%.

Tutti hanno visto incenerite le loro quote, tutte stanno cercando di venirne fuori e sicuramente questo non sarà indolore.

PAGANO I CORRENTISTI E I CONTRIBUENTI

Capite bene l’aberrazione di un sistema, marcio fino al midollo, fatto di politici che chiedono alle banche di salvare un’azienda morta da decenni, per fini meramente clientelari impegnandosi in cambio a ritornare loro i favori, usando soldi nostri, in caso di necessità (Ue permettendo… e permette sempre meno…).

Per quanto tempo ancora?

Capite bene la dannosità di un sistema in cui alle banche viene permesso di diventare soci industriali di aziende di cui nulla capiscono: lo fanno coi soldi dei correntisti tanto poi interviene lo Stato coi soldi dei contribuenti: questa cosa è uno schifo che andrebbe vietato per legge.

Siamo all’assurdo di una banca praticamente distrutta, Mps, che entra nel capitale di un azienda fallita come Alitalia dando soldi che non ha, in attesa che lo Stato o i marziani gli diano altri soldi per tenersi a sua volta in vita.

Moltiplicate questo disastro per le 10, 100, 1000 Alitalia sparse per il “Bel Paese” e avete capito perché stiamo per tirarci in casa Draghi e soci.

[Massimo Scalas]
[Fonti: Borsa Italiana]

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