wonderland italy. ALITALIA CHI?

I due gemelli veneziani
Goldoni. I due gemelli veneziani

È DI OGGI la surreale intervista ad Angeletti, l’ex segretario Uil beccato con le mani nella marmellata insieme al suo successore Barbagallo: sono andati ripetutamente in crociera con tanto di mogli a spese dei tesserati. Quindi sono giustamente rinviati a giudizio per appropriazione indebita.

Secondo voi Barbagallo si è dimesso? Secondo voi gli iscritti hanno strappato la tessera? Ovviamente no, perché così funziona in un Paese dove si fa un gran parlare di lavoro, ma dove in pochi lavorano davvero.

ALITALIA, UN MORTO INCONSAPEVOLE

Alitalia: sotto il vestito, niente
Alitalia: sotto il vestito, niente

In tale contesto da anni sguazzano i sindacalisti e i dipendenti Alitalia, una massa di privilegiati che per anni hanno goduto di condizioni di favore assolutamente fuori da ogni logica di corretta gestione del personale e che, dopo aver evitato, a carissimo prezzo (per noi cittadini ovviamente) un fallimento che è nei fatti da almeno 20 anni, sono stati miracolati dall’acquisto da parte di Etihad.

Orbene, nonostante i capitali arabi, nonostante un manager straniero, che cerca da due anni di rilanciare la compagnia aerea, evitando di licenziare personale, Alitalia perde 500mila euro al giorno. Del resto la concorrenza delle compagnie low cost è fortissima e ora arriva anche nel settore dei voli intercontinentali con Pegasus e Norwegian.

UNA ZAVORRA PER TUTTO IL PAESE

Ci sarebbe quindi di che rimboccarsi le maniche e del resto ormai, dopo le convulsioni pre-fallimentari degli scorsi anni, i lavoratori dovrebbero aver preso coscienza che si è chiusa l’epoca della bella vita.

Ogni tanto càpita di dover lavorare...
Ogni tanto càpita di dover lavorare…

Tocca lavorare: lo so, scoccia, ma capita di doverlo fare. A volte persino nel pubblico impiego o nell’ex pubblico.

Ecco allora la necessità di ottimizzare le linee a corto raggio ed estendere le destinazioni a lungo, che sono poi le più redditizie. Cgl, Cisl e Uil, firmano in tal senso un accordo, ma, in Italia si sa, se ci mettiamo in due, facciamo il nostro sindacato.

ANPAC, ANPAV, USB

sono tre gatti ma... mangiano per venti!
sono tre gatti ma… mangiano per venti!

Ecco allora che queste tre siglette sindacali fanno un bello sciopero: ieri sono stati cancellati 200 voli.

Tre sigle minoritarie che rappresentano meno del 30% dei lavoratori hanno devastato, ancora una volta, l’immagine, il servizio e i conti di questa compagnia che è costata tantissimo al portafoglio degli italiani e che, negli anni 60 era un fiore all’occhiello, prima che, insieme al resto del Paese, venisse trasformata in una mangiatoia dalla politica e dai sindacati.

PROMESSE MANCATE E FACCE DI BRONZO

Delrio: «Ora mi fate arrabbiare. Ma davvero davvero!»
Delrio: «Ora mi fate arrabbiare. Ma davvero davvero!»

In realtà il Ministro Delrio aveva promesso nel 2015 un cambio nella legge sugli scioperi, per consentirli previo referendum tra i lavoratori, avente come quorum di approvazione il 50,1%, ovvero, la maggioranza deve essere a favore per poter indire lo sciopero.

Questo è ciò che avviene in Germania per esempio. Sarebbe a mio parere una cosa sacrosanta che toglierebbe di mezzo almeno chi rappresenta il nulla, ma… siamo ancora in attesa.

LA PARTICOLARITÀ ITALIANA

Ad aggravare le cose, in Italia, unico Paese al mondo, la Corte Costituzionale ha sancito che il diritto di sciopero non è prerogativa esclusiva delle organizzazioni sindacali, ma è un diritto individuale, così che anche il singolo lavoratore può, se vuole, indire sciopero e ci sono stati casi di scioperi spontanei, che sono stati indetti e trasmessi via cellulare e via social.

È ora di cambiare verso. Non però come voleva far credere Renzi!

[Massimo Scalas]

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