wonderland Italy. ARTICOLO 47 E BAIL IN

Eccolo a portata di mano!

ARTICOLO 47 della Costituzione. La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. E ora andate pure a fanculo.

IL DISASTRO ANNUNCIATO

Ieri si è chiusa l’offerta di “ristoro” agli azionisti da parte di Veneto Banca e Banco Popolare di Vicenza. Ricordate? In pratica si è chiusa la possibilità per gli azionisti incauti delle due banche, così malamente gestite dal gatto Consoli e dalla volpe (dell’uva) Zonin, di ricevere il 15% del valore di acquisto delle azioni delle due banche a condizione della rinuncia a qualsiasi causa di rivalsa.

Gli attuali manager intendevano arrivare a un 80% di adesioni, invece pare che si siano fermati poco sopra il 55%: naturalmente i signori esultano (di che non si sa), cercando di trasmettere un messaggio rassicurante, ma la verità, anche in questo Paese, esiste, e ci informa che si va verso il bail in.

LE MERAVIGLIE DI ATLANTE

Ma facciamo un passo indietro. Ve lo ricordate il mitico Atlante? Sì, il fondo lanciato un pompa magna un anno fa con la benedizione di Renzi (sì, il tale che consigliava a tutti in diretta Tv di comprare azioni di Mps), che non solo avrebbe dovuto salvare le due banche venete, ma avrebbe addirittura dovuto essere la lavatrice intaliana per trasformare le sofferenze bancarie del sistema (circa 300 miliardi lordi all’epoca) in profumate camicette bianche che più bianche non si può.

Ma non solo: quest’arma letale nasceva anche per garantire Unicredit che a sua volta doveva salvare la Popolare di Vicenza.

Ebbene oggi Unicredit ha annunciato di aver svalutato dell’80% il valore della sua quota in Atlante, nel bilancio 2016.

Hanno fatto arrabbiare pure gli Dei del’Olimpo…

Ma quante cose meravigliose doveva fare questo Atlante!

Non solo, siccome non avete riso abbastanza, era stato stabilito dopo accurate simulazioni che Tuttofare (Atlante per gli amici dell’Olimpo) doveva rendere il 6% annuo.

ARRAMPICATA LIBERA SULLO SPECCHIO DI CASA

A parte Unicredit, che in questa sciagurata operazione ci rimette 550 milioni di euro, chi altro ci ha rimesso la buccia?

Le banche sane che in tutto ci hanno messo altri 2,5 miliardi, la CdP ovvero la Cassa Depositi e Prestiti, che di questi tempi è diventata un bancomat di Stato, che ci ha messo 500 milioni, poi ci sono le assicurazioni che ce ne hanno messi 250 e, infine, le Fondazioni che ne hanno messo e perso 500.

A proposito delle Fondazioni abbiamo avuto il loro presidente Guzzetti proprio a Pistoia di recente e qui, evidentemente ancora sotto shock per il disastro Atlante, ha dichiarato: “Non vogliamo perdere neppure un euro e quindi non abbiamo alcuna intenzione di svalutare la partecipazione nel fondo Atlante, in cui abbiamo investito 536 milioni.

E continuiamo a farci del male…

“Non siamo quotati e non siamo tenuti in nessun modo a svalutare l’investimento. Fino a quando Atlante non avrà un bilancio dal quale emerge la svalutazione, non siamo tenuti a fare nulla. E anche in quel caso, valuteremo, perché non vogliamo perdere neppure un euro”.

Coraggio, dottor Guzzetti! Ormai è andata, i soldi non li rivedrete più, ma non è tutta colpa sua.

Il problema sono le favole: sono così belle che uno ha voglia di crederci…

[Massimo Scalas]

[Fonti: soldionline.it, Mario Seminerio]

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