wonderland italy. BANCHE, BANCHE, SEMPRE & SOLO BANCHE

Siamo di nuovo nel mirino
Banche. Siamo di nuovo nel mirino

OLBIA. Qui si sta bene. Posso camminare; un passo avanti, uno indietro, uno a destra e uno a sinistra. Quando mi stufo, posso sedermi e pensare. Ma a pensarci bene non so dove sia l’avanti e dove il dietro.

Un pozzo si sa, è circolare. Fino ad ora ho sempre creduto, che nonostante tutto, qui non si stesse poi male, ma poi l’acqua ha iniziato a filtrare, prima un po’ di umido per terra, poi delle piccole pozze.

Ora l’acqua è arrivata ai polpacci, non posso più sedermi, non riesco più a pensare. Ho paura. Ho paura perché non so nuotare.

ANCORA LE BANCHE

Questa settimana inizio dalle cronache italiane. Infatti in Europa esiste una faglia, un punto di rottura: non è la Brexit. Siamo noi. Ormai quasi ogni giorno i maggiori fogli economici europei si occupano del caso banche, non quelle tedesche, ma le nostre.

Non Deutsche Bank, ma il Monte dei Paschi. Questo perché, con buona pace dei nostri venditori di fumo, la banca tedesca che ha grandi problemi legati ai derivati tossici, ogni volta che fa un aumento di capitale (e ne sta per fare un altro) trova i compratori disposti a sottoscriverlo, mentre così non è per le nostre banche che infatti falliscono i collocamenti in borsa e devono essere acquistate dal Fondo Atlante ormai rimasto senza fondi.

MAIONESE IMPAZZITA

Ciò che resta del buon senso
Ciò che resta del buon senso

Pare che in effetti la Gran Bretagna se la caverà in qualche modo, ma la Brexit come prevedibile, ha scatenato la speculazione sull’anello debole dell’Europa.

Non potendo più colpire i titoli pubblici italiani, stante il provvidenziale parafulmine eretto da Draghi, il fuoco si è concentrato sul debolissimo sistema bancario italiano.

I primi giorni della settimana sono stati un bagno di sangue, con Mps che in due giorni ha perso il 30% del proprio valore, salvo recuperare il 14% venerdì in base a non meglio precisate voci su un via libera europeo agli aiuti di Stato.

GLI STRESS TEST DI FINE-MESE

Basta magnà...
Basta magnà…

Il punto è che dopo anni di crisi, anni di malversazioni e gestioni allegre, al netto delle sbruffonate, il nostro sistema bancario è sull’orlo del collasso e ora, con le nuove regole europee firmate e accettate dal duo Letta-Renzi nell’ormai lontano 2014, che servono, lo ribadisco ancora, ad evitare che i fallimenti di aziende private quali sono le banche (per ora) ricadano sul portafogli di tutti gli italiani, tutto il “bel mondo che conta”  è unito nella richiesta di non rispettarle, assecondando così quello che è il vero tratto distintivo e unificante di questa pseudo nazione: le regole si scrivono e si sottoscrivono, ma non si rispettano.

Solo magnà...
Solo magnà…

In questi giorni Governo, Abi (Associazione banche italiane), Confindustria, Sindacati e partiti politici, dimostrano a tutti, se mai ce ne fosse bisogno, cosa è stata ed è tuttora l’Italia. Un’oligarchia volta all’autoconservazione, a spese della gente onesta.

I nostri sono infatti tutti uniti e concordi nel pretendere la sospensione a tempo indeterminato del Bail-In (un giorno smetterò di scrivere che non vogliono una cosa che ancora non si è applicata), nel gridare che il debito pubblico sa da fare sotto forma di salvataggi di Stato, nell’indignarsi perché la Germania si rifiuta di mettere i nostri debiti in comune con i loro surplus di bilancio.

E gli strilli si fanno tanto più acuti quanto più si avvicina l’esito degli stress test condotti dalla Bce, i cui funzionari sono al lavoro in questi giorni in tutta Europa: il Monte dei Paschi trema.

PATUELLI IL FURIOSO

In particolare in questi giorni è sceso in campo Faccia Tosta Patuelli, il presidente dell’Abi, il quale addebita le difficoltà delle banche italiane alla crisi (ma non l’hanno avuta anche gli altri?) e all’Euroburocrazia insensibile al nostro grido di dolore.

Di fronte ai nein! ripetuti di Berlino, pensa che ti ripensa ha deciso di estrarre dal cilindro, l’art. 47 della nostra Costituzione: in pratica a 3 anni dall’approvazione unanime del Bail-In in sede europea e parlamentare italiana, egli si accorge che lo stesso sarebbe anticostituzionale.

ART 47: LE STRAVAGANTI AVVENTURE DEL SIG. PATUELLI

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

Ma che bel trio Patuelli, Padoan e Visco!
Ma che bel trio Patuelli, Padoan e Visco!

Dunque Patuelli-Renzi-Padoan-Visco-Boccia (presidente Confindustria) sarà per questo, per rispetto all’articolo in questione, che la Banca d’Italia, in questi anni ha chiuso tutte due gli occhi su quanto accadeva in Veneto Banca, Banco Popolare di Vicenza, Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara, Cassa di Risparmio di Cesena, Tercas, Mps etc.?

Sarà per questo che i suoi associati veneti, caro Patuelli, hanno distrutto, senza che lei abbia nulla da dire, 12 miliardi di risparmi dei correntisti, non per la crisi ma per mala gestione?

Sarà perché lo Stato tutela gli investimenti azionari che il duo Renzi-Padoan ha alzato la tassazione sulle rendite finanziarie portandolo in un colpo solo dal 12 al 26%?

Domanda: cosa ha a che fare l’Europa con la delinquenza e l’inettitudine italiana? E perché, secondo voi, dovremmo pagare ancora noi cittadini?

SVEGLIA GENTE!

Ma si sa, spesso chi grida di più, non ha ragione ma ottiene ciò che chiede. Infatti in Europa e nel mondo si va diffondendo la convinzione che comunque l’Italia, con il suo peso economico, può tirarsi dietro tutto quanto e quindi un accordo che si avvicini alle richieste dei nostri oligarchi si troverà.

Ma la gente deve sapere che le cose sono ben diverse da come vengono presentate. La realtà è che esistono normative semplici, chiare e giuste che potrebbero essere applicate senza causare i terremoti che lor signori paventano a media riuniti.

Quando il gioco si fa duro, gli italiani iniziano a giocare…
Quando il gioco si fa duro, gli italiani iniziano a giocare…

Esiste la Brrd, della quale ho parlato la scorsa settimana, che permette di evitare il Bail-in tramite l’intervento dei privati e, a certe condizioni, anche dello Stato; esiste i Bail-In che non è altro che un’operazione di giustizia sociale, dal momento che evita a un intero popolo di pagare per gli errori di un CdA e, diciamolo forte, di pagare per la cretinaggine di correntisti, quali sono i 5 milioni (!) di persone che tuttora sono clienti di questa banca.

Infatti io mi domando, come si possa lasciare tranquillamente i propri soldi nelle casse di una banca dopo lo scandalo che si origina nel 2009 ed esplode nel 2013 (vedi) che l’ha quasi condotta al fallimento, che ci sarebbe stato senza l’intervento dello Stato con i Monti bond. Come sia possibile che 5 milioni di persone non si chiedano se i propri soldi sono al sicuro in una banca che in 4 anni ha perso il 95% del proprio valore di cui il 52% nell’ultimo mese (http://invst.ly/k6xt).

Perché io dovrei pagare per queste persone che evidentemente in altre faccende affaccendate non si fanno domande, non si informano, non pensano di doversi cercare una banca più solida?

UN POPOLO DISEDUCATO E IGNORANTE

È sotto gli occhi di tutti la distruzione, la desertificazione culturale perseguìta con sistematica pervicacia dalla politica, dai media e dai sindacati in questi ultimi 40 anni. Siamo un popolo che dorme in piedi, preda perenne delle proprie fantasie, dei propri sogni a occhi aperti, abituati a ingoiare tutto da una paternalistica conduzione della cosa pubblica che si è cementata e saldata in un indistinto brodo buonista della peggiore matrice cattolica (un fraintendimento clamoroso degli insegnamenti di Cristo), che tutto comprende, tutto perdona e tutto dimentica senza che i peccatori debbano nemmeno passare dal Via (espiare la colpa e pentirsi non usa più).

Ma questo non significa che si debba continuare così: soprattutto perché in questo modo faremo la fine della rana bollita a fuoco lento. Rendiamoci conto che ci siamo venduti il futuro dei nostri figli per perseguire le nostre piccole, grandi furbate che evidentemente tanto furbe non sono se nel 2016 siamo messi quasi come la Grecia.

È ora di svoltare: a casa i cialtroni e i parolai, a casa i dipendenti pubblici assenteisti e a casa quelli onesti che non denunciano i furbi, perché tengono famiglia.

Va fatto pulito. Di politici e cittadini comuni che se ne fottono degli altri. Basta coi sindacati foraggiati dallo Stato i cui capi vengono promossi ministri a fine carriera a ringraziamento delle prese di giro ai danni dei lavoratori.

GLI AMICI DEGLI AMICI

Ma torniamo a Patuelli e soci: il loro punto fermo è niente Bail-In e niente sorveglianza europea, ovvero niente sorveglianza europea, perché i panni sporchi non si lavano e, se proprio dobbiamo, lo facciamo a casa e possibilmente salvando i nostri amici e facendo pagare ai cittadini che tanto (e a questo punto come dargli torto?) non si accorgono di nulla.

Il vecchio Cda di Veneto Banca durante un consiglio d’amministrazione
Il vecchio Cda di Veneto Banca durante un consiglio d’amministrazione

Perché alla fine il cuore inconfessabile delle cose è tutto qui, applicare le regole europee non porterebbe a nessuno sconquasso, se non al tenore di vita di personaggi come Zonin.

Aprirebbe finalmente le nostre banche a gestioni più trasparenti e soprattutto al mercato degli investitori esteri, quei biechi avvoltoi, speculatori dei private equity americani, che non vedono l’ora di spolpare le nostre solidissime banche. Peccato che ci abbiano già pensato i nostri.

Se analizziamo la composizione delle sofferenze bancarie italiane, ormai giunte a 360 miliardi lordi con un +9% da inizio anno, vediamo che sono concentrate nella “grande impresa”, cioè fanno capo a quei munifici imprenditori che hanno tratto le loro fortune dall’intreccio e dalla protezione della politica.

Un classico esempio è il Sig. De Benedetti, che ieri pontificava dalle colonne del Corriere, facendo finta di non essere la stessa persona che ha condotto Sorgenia al disastro di un debito di 1,7 miliardi di euro, scaricato sulle spalle delle banche e, ovviamente, dello Stato (vedi) con un comportamento che a un piccolo imprenditore qualsiasi sarebbe costato patrimonio, azienda e carcere. Avesse almeno il senso del pudore, se ne starebbe zitto.

Uno dei nostri capitani coraggiosi…
Uno dei nostri capitani coraggiosi

Diciamolo ancora e chiaramente, se tutto l’establishment italiano si unisce al grido di “no Bail-In” è solo perché non vuole mollare la presa, che significherebbe mollare il potere, quello vero, che significherebbe per lo Stato italiano la bancarotta per manifesto disinteresse per i titoli di Stato italiani.

Le nostre banche ne hanno in pancia per 400 miliardi. Non rendono niente, ma in cambio lo Stato è pronto a salvarle e a salvare i soliti noti.

Le banche hanno in pancia le sofferenze derivate dai prestiti senza sufficienti garanzie, ai soliti noti, ma in cambio i soliti noti (di Confindustria) danno una mano unendosi al coro statalista.

Pensate che di questi 360 miliardi ben l’89% in volume derivano da prestiti ad aziende che fatturano più di 25 milioni di euro l’anno e solo l’11% alla piccola impresa.

Si parla di volumi, perché se andiamo a vedere la distribuzione numerica, l’81% dei prestiti sono di piccolo taglio per le piccole aziende. Ciò significa che il buco è stato creato dall’11% restante, ovvero dalle grandi imprese che fanno capo ai nostri “grandi imprenditori” : i De Benedetti della situazione appunto.

LE SOLUZIONI POSSIBILI

A parte i nostri portafogli, su cui si concentra l’attenzione di codesti vampiri, ci sono altre soluzioni, semplici, lineari, rispettose delle regole che noi abbiamo sottoscritto.

Si è parlato a sproposito del Tarp americano, come possibile modello risolutivo. Non ve lo sto a spiegare perché è faccenda lunga e in definitiva di scarso interesse. Vi basti sapere che la versione italiana del Tarp, ovvero i Monti bond desinati nel 2013 a salvare Mps, l’hanno quasi ammazzata del tutto.

Si trattò in pratica di un prestito a Mps con tasso usuraio superiore all’8%, che finì per compromettere ogni possibilità di ripresa della banca.

E allora? Che si fa? Si fa che, come già scritto, si applica la Brrd, ovvero la normativa europea che precede il Bail-In e permette a certe condizioni di ricapitalizzare una banca solvibile con capitali privati e in compartecipazione, pubblici.

Magari convertendo le obbligazioni in mano ai clienti in azioni della banca, così che tutti i soggetti compartecipino al salvataggio preservando i conti dello Stato da ulteriore debito a go go, permettendo l’ingresso di nuovi soggetti privati in grado di operare quel ricambio nel management oltremodo necessario vista l’incapacità e in alcuni casi, la disonestà mostrata dai vecchi gestori e infine, preservando almeno in partenza, il capitale degli obbligazionisti, che potrebbero anche perderci di primo acchito, ma anche guadagnarci se poi la nuova gestione fosse efficace nel recuperare redditività.

MAL COMUNE MEZZO GAUDIO. LA LEGGENDA DEI DEBITI TEDESCHI

Naturalmente questo non avverrà, per i motivi di cui sopra. Molto meglio continuare con l’efficace campagna di disinformazione di massa, additando il comodo bersaglio Deutsche Bank, imbottita di derivati tossici dal 2008 che però, contrariamente alla vulgata, non è stata salvata dallo stato tedesco, ma è semplicemente stata “garantita” da questo per 150 miliardi, per due motivi:

  • perché loro i soldi li hanno mentre noi no
  • perché quando è accaduto si poteva fare mentre ora no, anche se come sappiamo in realtà adesso anche noi possiamo farlo per lo stesso importo (vedi articolo della scorsa settimana)

Occorre anche dire che Deutsche Bank si è più volte ricapitalizzata, andando a chiedere capitali freschi in borsa e guarda un po’, ottenendoli: vogliamo ricordare la misera fine dei tentativi fatti per Veneto Banca e Banco Popolare di Vicenza? Non è che per caso i mercati non si fidano di CdA che rinunciano a rivalersi sui vecchi amministratori? Non è che per caso Deutsche Bank ha dietro di sé un Paese che va in pareggio di bilancio, mentre Mps un Paese con 2300 miliardi di debito in aumento costante ogni anno?

In ogni caso è bene essere chiari: se Deutsche Bank fallisse gli stress test, questo non cambierebbe di una virgola la situazione de nostro sistema bancario, e augurarsi il mal comune mezzo gaudio è da idioti, perché ipotizzando uno scenario da incubo dove saltano i tedeschi e quindi ogni regola comunitaria, ci sarebbe, per un Paese come il nostro, che non ha spazi di manovra, un’esplosione nucleare in grado di spazzarci via un secondo dopo l’apertura dei mercati la domenica notte.

In parole povere: continuate pure cari renzini e patuellini da 4 soldi a additare la Germania come fanno i bambini piccoli, quando, colti i flagrante colpa, esclamano che c’è anche un altro bimbo che si comporta male; continuate, ma sappiate che le vostre colpe restano tutte sul tavolo, sono vostre e solo vostre e la maestra non sarà comprensiva.

I SOLITI DATI

La gioiosa macchina da guerra renziana...
La gioiosa macchina da guerra renziana…

Chiudiamo con il consueto sbugiardamento dell’Italia che riparte.

Ora si dà il caso che mi trovi al mare, un posto che frequento da anni, pieno zeppo nei tempi d’oro pre-crisi, semi vuoto tra il 2008 e il 2014, quando si è vista una lieve ripresa negli arrivi, culminata l’estate scorsa.

Quest’anno, alla faccia degli esodi vagheggiati via Tg Rai a fine giugno, c’è il deserto. I bar chiudono prima di mezzanotte. Certo un posto di vacanza non fa statistica. E allora vediamo questo bel dato: indice dei direttori agli acquisti del commercio al dettaglio: 40,2 mese giugno rispetto al 45 di maggio. In pratica il commercio al dettaglio è in contrazione e tocca il suo minimo da 31 mesi.

E il grafico che ammazza...
E il grafico che ammazza…

È un problema europeo? Non direi. In Germania siamo a 51,6 e in Francia a 51 ovvero al massimo da 8 mesi. Segnalo che 50 è il valore spartiacque: sopra c’è crescita, sotto c’è recessione.

Questo significa che sono tutti e solo cavoli nostri, che la gente non spende e quando lo fa è solo in presenza di sconti e solo per obbiettivi ben precisi.

Questo significa che le aziende, che si erano preparate aumentando le scorte di magazzino per un ottimo mese di giugno dopo un magro mese di maggio, si ritrovano ora con i magazzini pieni e quindi saranno costrette a fare promozioni ancora più forti per smaltirle.

Questo significa prezzi in discesa, deflazione, erosione ulteriore degli utili aziendali, con ripercussioni serie per i bilanci.

LO DICE MARKIT E NON IO

Markit, fornisce da decenni questi dati per tutti i Paesi e nella relazione che riguarda l’Italia dice tra le altre cose: “i dati mostrano che i dettaglianti avevano pianificato un mese molto migliore, con obiettivi di vendita mancati dalla maggioranza ed ulteriore accumulo di scorte.Questo pone ulteriore pressione sui dettaglianti per trovare modi di smaltire le scorte nei prossimi mesi che, in assenza di un’improvvisa inversione nella domanda, punta a pressioni al ribasso sui prezzi.”

Risulta quindi chiaro che mentre il nostro governo è tutto teso e concentrato a salvare il sedere agli amici banchieri, manca completamente di focalizzare l’attenzione su ciò che davvero conta per gli italiani: il potere d’acquisto e le tasse.

Accade così che mentre continuano i giochetti con l’Europa, i giochetti in parlamento su una riforma elettorale e costituzionale che non era certo in cima alla lista dei bisogni di questo Paese, la pedina del gioco del Monopoli è tornata, dopo due anni a mezzo alla casella del via.

Attenzione perché rischiamo di restare senza alberghi e senza case. Il Vicolo Stretto è sempre più stretto.

[Massimo Scalas]

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2 thoughts on “wonderland italy. BANCHE, BANCHE, SEMPRE & SOLO BANCHE

  1. Aggiungo in tempo reale i consigli di un noto analista inglese in merito al cambio euro-dollaro per la settimana che inizia:
    “Sell EUR/USD. Trend– MT is bear normal. Aside from Brexit, the banking crisis in Italy may be coming to a head. Italy’s banks are in a shabby state and unlike Greece, they may well be too big to save. We want to watch closely how the market reacts to the flow of news on this story. In the meantime we can continue to sell.”
    Ve lo traduco:
    “Vendere ​​EUR / USD Trend -. MT è orso normale. A parte la Brexit, la crisi bancaria in Italia può venire al pettine. le banche italiane sono in uno stato squallido e diversamente che in Grecia Grecia, possono essere troppo grandi per poterle salvare. Vogliamo guardare da vicino come il mercato reagisce al flusso di notizie su questa storia. Nel frattempo possiamo continuare a vendere”.
    Massimo Scalas

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