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DOPO LA 4 GIORNI a Trumplandia, torniamo a Tafazziland.

QUEL GRAN GENIO DEL MIO AMICO

In Italia, si sa, siamo tutti genio e sregolatezza.

Prendiamo impegni solenni, mettiamo firme a trattati scritti in inglese, francese, tedesco e italiano. Ma si sa: non conosciamo nessuna di queste quattro lingue e dunque non capiamo cosa firmiamo. Non importa, però: siamo o non siamo la terra di Leonardo? E ditemi, dove è nato Machiavelli?

Eh sì, miei cari! Ogni generazione ci fornisce un genio senza pari: oggi è il turno di Matteo da Rignano, colui che passò alla storia per aver disinnescato le clausole di salvaguardia da 19 miliardi di euro, da lui stesso inventate per mantenere gli impegni in sede Ue relativi al patto di stabilità.

Disinnesco ottenuto facendo maggiore debito pubblico per 19 miliardi grazie alla “flessibilità” (il nuovo modo di chiamare il debito pubblico) concessa dai “rigidi tecnocrati” di Bruxelles che, come avvoltoi, svolazzano sul Bel Paese italico e che i nostri eroi hanno buttato nel cesso con le note mance pre-referendum.

Tratto da una storia vera…

Ora però accade che abbiamo esagerato (sì, sono ironico…), sforando dello 0,8% rispetto agli impegni presi.

Ma la Commissione Ue non vuole infierire e ci chiede una manovrina correttiva pari allo 0,2%: e ancora c’è un popolo, indovinate quale, che si beve la panzana dei tecnocrati e dell’austeritycheècolpadell’EuropaedellaGermania (tutto d’un fiato).

2+2=3: ma perché vado a rivangare questa storia? Perché una delle clausole di salvaguardia, che il pretino di Rignano si inventò, fu quella che prevedeva l’aumento dell’aliquota intermedia dell’Iva dal 10% al 13% e di quella ordinaria dal 22% al 25% e… indovinate un po’?

TeNpi moderni

Matteo Renzi Gentiloni, attuale presidente del Consiglio, ha pensato che è ora di ridurre i contributi previdenziali che ammazzano le buste paga dei lavoratori. Ohhhhh! Finalmente… bravo Gentiloni! E dove li trovi i soldi? Li trova, pensate un po’, aumentando l’aliquota intermedia dell’Iva dal 10% al 13%, in tutto circa 7 miliardi… perbacco! Mi ricorda qualcosa! Mi ricorda qualcosa e mi sovviene una domanda.

DOMANDINA E DOMANDONE

Poiché le clausole di salvaguardia sono sempre lì che incombono e nel 2018 arriveranno tutte insieme (no cari, non sono condonate, ma solo rinviate, perché sapete… il bel fiorentino doveva fare la rivoluzione, le riforme epocali, e quindi non poteva fermarsi a riflettere sulle castronerie che stava montando tutte insieme e che ora tutte insieme bussano alle porte delle nostre case), se io uso l’aumento dell’Iva per finanziare la riduzione del cuneo fiscale in busta paga, poi… dove li trovo i soldi per rispettare gli impegni presi in sede europea?

Pillole di saggezza

Ma qui accade anche un’altra cosa: che uno s’incazza e si rompe le palle di farsi prendere per il culo da gente che gli racconta di un aumento delle tasse (leggasi aumento dell’Iva) allo scopo di ridurre le tasse (in busta paga), soprattutto quando poi pensiamo ai 15 miliardi spesi in questi ultimi 2 anni per mance varie ed eventuali.

Ve li ricordate i 500 euro per il cinema ai diciottenni? Gli 80 euro in busta paga… dove pensate abbiano preso i soldi se non dalle vostre tasche? Il bonus ai docenti per l’aggiornamento?

E via così che son così tante le brioches lanciate al popolo, che ora nemmeno me le ricordo più).

Continuate a votarli!

Beh, comunque non ci va poi tanto male, l’Iva al 10% che passa al 13% in fondo si applica solo a robucce assolutamente non essenziali: su una serie di prodotti alimentari (dalla carne, al pesce, ai salumi) sui biglietti di treni aerei e autobus, su quelli di cinema e teatri, sull’energia elettrica, sui farmaci, sulle consumazioni al bar e al ristorante e sulla spesa per gli alberghi.

Avete fame? Peggio per voi! Vi ammalate? Morite: che così risparmiate un po’!

E poi basta autobus, ché tanto quelli del Copit o sono pieni o sono in ritardo o non ci sono proprio e vi arrabbiate e basta.

[Massimo Scalas]

[Fonte: Sole-24 Ore]

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