wonderland italy. BOTTI DI FINE ANNO

«Ve lo ricordate quando i fondi americani volevano levarci le castagne dal fuoco comprando le nostre sofferenze al 17% del valore iniziale? Ora manco quello ci danno. Ma per i bischeri, si sa, non c’è medicina!».

Eccone un altro senza arte né parte come la ministra [in]Fedeli
Eccone un altro senza arte né parte come la ministra [in]Fedeli
MENTRE POLETTI si dà da fare per rendere ancora più impopolare questo governo, mostrando tutto il suo apprezzamento per la fuga all’estero di chi ha voglia di lavorare ma non ha un lavoro, è in pieno svolgimento il disperato tentativo di aumento di capitale da parte di Mps, dopo mesi in cui la banca è stata usata dal Pd come ostaggio a scopo intimidatorio sugli italiani.

MANO AL PORTAFOGLIO

Il tentativo è appunto disperato, tant’è che ieri sera, ora che i cocci sono ben bene frantumati, il Consiglio dei Ministri chiede al Parlamento il permesso di aumentare il debito pubblico di circa 20 miliardi di euro. Toh! Ora si ricordano che c’è un parlamento. Comodo così, vero?

La misura, sembra andare incontro all’esigenza, finalmente, di affrontare il problema banche, del “sistema bancario più solido al mondo” (come disse il fiorentino di Rignano), nel suo complesso, anche se la cifra è sicuramente insufficente.

Fuori i soldi, gente! C’è da salvare la banca del Pd
Fuori i soldi, gente! C’è da salvare la banca del Pd

Il provvedimento si articola in due punti:

  1. avere una garanzia di liquidità per ripristinare la capacità di finanziamento a medio e lungo termine selle banche
  2. avviare un programma di rafforzamento patrimoniale nel rispetto delle regole Ue

TRADUZIONE

Il primo provvedimento altro non è che garantire, come Stato, l’emissione di debito da parte delle banche, cosa che era già stata autorizzata dall’Ue molti mesi fa, nella misura di ben 150 miliardi di euro.

Troppo tardi, obbligazionisti... Dovevate pensarci prima!
Troppo tardi, obbligazionisti… Dovevate pensarci prima!

Il secondo provvedimento significa entrare nel capitale delle banche, non prima di aver bruciato, secondo i dettami della Burden Sharing (condivisione delle perdite) i risparmiatori privati clienti delle banche per mezzo della conversione forzosa delle obbligazioni, da questi detenute, in azioni.

NUOVO DEBITO?

Appare dunque chiaro che si va verso l’innalzamento ulteriore del debito pubblico, la cui entità è da valutare. Potrebbero essere 20 miliardi, forse anche meno, ma forse anche di più.

Ci sono altre strade? Sì, se si fosse disposti a convertire tutte le obbligazioni subordinate, corrispondenti al bisogno di capitale, in azioni.

A tale proposito la direttiva Brrd sul risanamento e risoluzione delle banche in dissesto, spiega che l’intervento pubblico può avvenire solo dopo aver effettuato bail in su almeno l’8% del passivo della banca coinvolta.

I nostri soldi e il debito pubblico
I nostri soldi e il debito pubblico

Nel caso di Mps, ad esempio, questo vuol dire 13 miliardi di debito potenzialmente convertibile, sia subordinato (per circa che 4,5 miliardi) che senior non garantito (per la differenza).

Questa norma è derogabile in caso di rilevanza sistemica (cioè se saltando in aria la banca si rischia di far saltare l’intero sistema bancario italiano) della banca in dissesto.

In questo caso l’intervento del denaro pubblico può avvenire prima della soglia dell’8% del passivo, previa autorizzazione della Commissione Ue. Lo Stato così potrebbe intervenire in modo più massiccio evitando il totale sacrificio degli obbligazionisti.

Pare però che il Tesoro, per fortuna nostra, sia intenzionato a intervenire un secondo dopo la Burden Sharing e un secondo prima del bail in, scucendo per Mps circa un miliardo.

UN’OCCASIONE EDUCATIVA

Senza parole
Senza parole

Personalmente penso che sia sbagliatissimo intervenre con soldi pubblici, ci sono in giro 300 miliardi di obbligazioni subordinate. Basterebbe convertirle in azioni alla bisogna.

Questo avrebbe un’implicazione educativa fortissima: il motto chi rompe paga (e chi si fida a occhi chiusi e non si informa, paga pure lui), che nel nostro Paese da troppi anni si traduce in “io rompo e voi pagate”, riacquisterebbe un sano vigore,

Inoltre lo Stato eviterebbe altro debito che ci costerà nel 2017 una bella manovra lacrime e sangue. Perché nazionalizzare con i soldi degli altri (i nostri) è facile. Fare pulito dei responsabili molto meno, a quanto pare. E il Pd in questo è bravo quanto la Dc di una volta.

GOVERNO RENZI, DANNI COLLATERALI

Ora appare visibile a tutti la follia pensata e portata avanti da Renzi, il quale non è certo responsabile delle condizioni penose del nostro sistema bancario, che già preesisteva all’epoca della sua ascesa, ma che è responsabile di tutto quanto avvenuto dopo: lui e Padoan.

Sarà infatti bene ricordare i miliardi bruciati dalle banche sane, nel Fondo Atlante e nel Fondo Interbancario.

Cosa ci ha lasciato Renzi il rottamatore...?
Cosa ci ha lasciato Renzi il rottamatore…?

Miliardi bruciati per sempre, che hanno impoverito le realtà sane del sistema, tant’è che ora Unicredit deve assolutamente portare a termine un aumento di capitale da 13 miliardi.

Ricordo bene quando qui irridevo il previsto rendimento del nientedimeno 6% previsto dai maghi Otelma del governo, per il fondo Atlante. Come no?

Ve lo ricordate quando i fondi americani volevano levarci le castagne dal fuoco comprando le nostre sofferenze al 17% del valore iniziale?

Rifiutammo sdegnosi, perché per noi quelle sofferenze erano attivi da difendere con le unghie per l’onore e per la patria.

Appunto. Ora manco quello ci danno. Ma per i bischeri, si sa, non c’è medicina!

[Massimo Scalas]

[Fonti: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Leoni blog, Il Fatto]

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