wonderland italy. COUNT DOWN PER LA MUSATA. 1

«Ma l’apoteosi, che riduce questo Def a una commedia di Totò, è la nota dedicata alle conseguenze della Brexit per l’Italia: un bagno di sangue corrispondente all’1% del Pil. Insomma, quando non è colpa dei tedeschi, è colpa della Brexit, che colpisce non chi la fa, ma chi osserva da lontano»
Cartelli su Marte dopo il lancio dell’Italia nell’ipespazio
Cartelli su Marte dopo il lancio dell’Italia nell’ipespazio voluto da Renzi

UN LIBRO PER RAGAZZI: Dalla Terra alla luna di Jules Verne, un visionario scrittore che seppe anticipare ciò che poi sarebbe stato.

E infatti un intero Paese oggi viene sparato in orbita come un fuoco d’artificio.

Durerà poco, ma sarà bellissimo e, quando tutto sarà finito, potremo orgogliosamente dire al primo marziano che incontreremo: “Noi c’eravamo!”.

IL DEF

Il Def, ovvero il Documento di Economia e Finanza, dovrebbe rappresentare la premessa alla Legge di Stabilità Finanziaria, cioè la vecchia Finanziaria, in cui sono contenuti i provvedimenti che il governo intende prendere per garantire:

  1. la stabilità e la sostenibilità del bilancio dello Stato
  2. lo sviluppo del Paese da un punto di vista economico e sociale
Ciaone!
Ciaone! Dalla famiglia Civette

Il tutto va poi inviato alla Commissione Ue per una disamina al fine di verificare il rispetto dei parametri fissati in sede Ue.

In realtà solitamente rappresenta un libro dei sogni ad occhi aperti, che poco dopo s’infrange.

Questo Def non fa eccezione.

L’OTTIMISMO VS LA REALTÀ

Chi ne ha voglia qui trova tutto. Io vi accenno alcune cosette.

Intanto è eloquente il titolo del primo paragrafo: “L’Italia continua lungo il sentiero di ripresa iniziato nel 2014”.

Da qui si capisce subito l’aria che tira nel Governo “dell’uomo solo al comando”, nonostante il povero Padoan si sia sforzato di ricondurre Renzi alla prudenza.

Ma c’è il referendum in arrivo e ormai è una questione di sopravvivenza politica. Ovviamente per continuare a ciucciare.

IL QUADRO PROGRAMMATICO

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Ecco il libro dei sogni

Diceva l’amico di Renzi ai tempi di Unieuro, che l’ottimismo è il profumo della vita… Se è vero, qui sono stati usati ettolitri di Chanel n. 5.

Infatti dal quadro programmatico balzano all’occhio alcuni numeri che fanno davvero ridere alla luce di come l’anno si avvia a chiudere.

Non voglio infierire, mi limito solo a segnalarvi, in questo Paese fatto di persone che non vogliono sentirsi raccontare la verità, ma solo essere costantemente rassicurate a suon di bugie, alcune cose contenute nella tabella:

  • l’indebitamento netto, secondo il governo, dovrebbe continuare a scendere nei prossimi anni, insieme al debito pubblico in virtù di non si sa bene cosa, forse dell’intervento divino di un qualche santo di cui l’Italia, come sappiamo, è ben fornita.
    Il tutto è in stridente contraddizione con le richieste appena reiterate a Bruxelles di avere, anche per il 2017, maggiore flessibilità, ovvero possibilità di fare più debito. Le due cose, come potete ben capire, non stanno insieme. Neppure con lo sputo.
  • Il saldo primario, cioè il saldo prima di pagare gli interessi sul debito pubblico (vedi la voce Bot, Cct, Ctz, ecc.), attualmente all’1,5%, dovrebbe addirittura esplodere da qui al 2019 con uno strepitoso +3,2%.
    In questo caso, dato che di spending review non se ne vede manco l’ombra, o Renzi pensa di aumentare ancora la tassazione già a livelli record, o pensa che il Pil salga in maniera esponenziale, oppure pensa di continuare, come da tradizione italica, a fare tagli lineari ai servizi.
    Io però non sono così ottimista circa la profondità di pensiero al riguardo e nemmeno circa il pensiero (punto).

IL QUADRO INTERNAZIONALE

I fattori esterni
I fattori esterni

C’è poi una seconda parte, denominata “Il quadro macro economico”, in cui vengono presi in esame i principali fattori esterni all’Italia. Interessante questa tabella:

Anche qui lo scenario è improntato all’ottimismo, grazie a cui vediamo un commercio internazionale in forte ripresa, un prezzo del petrolio stabile, idem per il cambio euro/dollaro.

Lasciando perdere il petrolio, che è forse l’unica previsione sensata, pensare che il cambio euro/dollaro resti fermo ai minimi, significa semplicemente confidare in San Mario Draghi.

Attenzione che nel 2019 scade il suo mandato e probabilmente il successore sarà un tedesco. E sarà un… Mein Kampf.

DEVASTATI DALLA BREXIT

Ma l’apoteosi, che riduce questo Def a una commedia di Totò, è la nota dedicata alle conseguenze della Brexit per l’Italia: un bagno di sangue corrispondente all’1% del Pil. Insomma, quando non è colpa dei tedeschi, è colpa della Brexit, che colpisce non chi la fa, ma chi osserva da lontano.

IL CAPITOLO LAVORO

Si passa poi al quadro dedicato al lavoro. Qui abbiamo alcune tabelle interessanti

La disoccupazione cala, ma...
La disoccupazione cala, ma…

...la produttività pure!
…la produttività pure!

e cioè quella sulla disoccupazione e quella sulla produttività.

Come potete notare, la disoccupazione lentamente scende, ma scende anche la produttività.

Questo significa che aumentano gli occupati ma non le ore lavorate: e quindi dovremmo farci alcune domande circa la qualità di questa nuova occupazione, e chiederci se davvero il Jobs Act ha reso il lavoro più stabile.

La risposta a mio parere è no: il Jobs Act in sé è stato ininfluente; gli imprenditori non si sono fatti ingolosire dalla possibilità di licenziare liberamente i nuovi assunti.

Ha funzionato, e bene, la detrazione per ogni lavoratore assunto col Jobs Act, fino a quando è stata piena. L’effetto è andato svanendo progressivamente da inizio anno, da quando, cioè, queste detrazioni sono state bruscamente tagliate.

Questa è la dimostrazione lampante di due cose:

  • dare acqua a un cavallo che non ha sete, è inutile; ovvero, se l’economia non riparte, non riparte nemmeno il mercato del lavoro
  • una detrazione, uno sgravio fiscale, perché funzioni deve essere strutturale e non a tempo.
    Perché lo diventi, la copertura non può essere in deficit, ma ottenuta attraverso tagli strutturali di spesa corrente (la famosa spending review che non si fa e non si vuole fare).
    Invece in Italia se si taglia, lo si fa sugli investimenti, che non si pagano nelle urne oggi ma che paga, e salato, in termini di mancata crescita, il Paese domani.

Ulteriore conferma di quanto detto: l’esplosione dei voucher e ricordate… basta che uno lavori per una sola ora alla settimana, per risultare occupato.

Ecco le verità di Renzi.

LE SOFFERENZE PER SETTORE

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E le sofferenze continuano a salire

Qui nemmeno mago Zurlì può nascondere il disastro.

Le sofferenze sui prestiti sono ancora in crescita, almeno per quanto concerne il settore immobiliare, con la gente che non ce la fa a pagare il mutuo e l’ecatombe che in questi ultimi 6 anni ha falcidiato le aziende costruttrici.

Questo settore non tornerà mai più al livello pre-crisi: lo dico e lo ripeto, il settore immobiliare deve cambiare pelle.

Il futuro è nelle ristrutturazioni del nostro immenso ma vecchio patrimonio immobiliare e nella costruzione mirata di edifici ad alto contenuto tecnologico.

Penso alla casa domotica, alle tecnologie antisismiche e isolanti, all’autoproduzione di energia, acqua, al compostaggio casalingo. Insomma: una miniera che è solo all’inizio.

Purché ci si investa, purché le politiche del governo siano mirate. E non mi pare che si vada in questa direzione.

Naturalmente c’è molto altro nel Def, ma i parametri principali sono questi e siccome è il governo a fornirceli, penso che, a meno di smentire se stesso, non può venirci a raccontare che i numeri sono bugiardi o fuorvianti.

E nemmeno attaccare l’Istat come Renzi fa da quando le cose non girano più per il verso desiderato…

[Massimo Scalas] – continua

[Fonti: Ministero Economia e Finanza, La verità]

Vedi anche: http://www.linealibera.info/wonderland-italy-count-down-per-la-musata-2/

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