wonderland italy. E VENNE LA MANOVRA. 2

C’è sempre un perché nelle cose...
C’è sempre un perché nelle cose…

ABBIAMO la manovra finanziaria: tanto marketing e pochi numeri.

IL NULLA DELL’EPOCA

DEI SOCIAL E DELLE SLIDES

La storia è segnata da epoche difficili, a volte tragiche: questa è l’epoca in cui la storia italiana si ripete sotto forma di farsa, dove i social ne sono il perfetto veicolo: intendiamoci, se facebook non esistesse bisognerebbe inventarlo.

Quale altro strumento permette di scoprire, per tempo, la quantità di stupidi che girano per il mondo?

La legge di bilancio triennale ne è una delle tante espressioni. Vale 26,5 miliardi, ma come sia strutturata nei numeri è un mistero più o meno buffo che le slides non svelano.

TRE QUESTIONI DA TENERE A MENTE

Bocciata? E chissenefréga!
RenzItaly: Bocciata? E chissenefréga!

Eppure i numeri precisi sarebbero davvero necessari, non foss’altro per fugare quattro lunghe ombre che si stendono su detta manovra.

Le possiamo così riassumere:

  1. la bocciatura della stessa da parte dell’Ufficio Parlamentare del Bilancio, organismo indipendente introdotto nel nostro ordinamento quando fu votato il pareggio di bilancio in Costituzione, proprio per certificare i numeri del governo
  2. Le coperture, in alcuni casi davvero inverosimili
  3. il deficit che dall’1,8% previsto va al 2,3%
  4. il referendum del 4 dicembre, che in caso di no, non potrà non incidere anche sulla manovra

Come sempre le stime di crescita vengono sopravvalutate e quelle del deficit sottovalutate: la storia insegna che i nostri governi hanno sempre agito così e hanno sempre mancato il bersaglio.

LE COPERTURE

  • 3,3 miliardi dovrebbero venire dalla gestione delle forniture alla pubblica amministrazione mediante aste telematiche gestite da Consip
  • 1,6 miliardi da riallocazione di fondi previsti per altre spese (quali? Boh…)

Questi 4,9 miliardi erano la spending review. Erano: perché, come potete capire, non vanno a tagliare la spesa, ma a coprire nuova spesa.

Ma ride anche lui!
Ma ride anche lui!

Ma le risate iniziano ora:

  • 2 miliardi dalla voluntary disclosure bis, ovvero l’ennesimo condono, ma, con barzelletta aggiuntiva, data dal fatto che il governo sa che noi tutti nascondiamo 150 miliardi di euro sotto il materasso e quindi siamo tutti evasori per definizione. E dobbiamo autodenunciarci e pagare in cambio del perdono.
  • 4 miliardi, udite bene, vengono dall’abolizione di Equitalia: è perché mai, visto che Equitalia viene inglobata nell’Agenzia delle Entrate? Mistero.

E questo è tutto: tutto? Sì lo so, sono solo 10,9 miliardi. Non chiedetemi che fine ha fatto il resto perché potrei scagliare il pc fuori dalla finestra. Il resto è deficit belli miei! Se volete credere che queste coperture siano reali, sennò sapete già cosa pensare.

LE SPESE

Per quanto riguarda le spese, continua la sciagurata politica dei bonus preelettorali che in 3 anni hanno prodotto risultati tanto modesti, i famosi zero virgola, da poter essere scambiati per errori statistici, ma che hanno bruciato il 2% del Pil nazionale.

Vediamo:

  • gli incentivi alle imprese sono la parte migliore della manovra, in cui il progetto impresa 4.0 usufruisce di incentivi pari a 1,4 miliardi nel 2017 e di 13 miliardi nel triennio fino al 2019. Con in più un iperammortamento sugli investimenti nel settore dell’innovazione tecnologica e manifatturiera.
  • L’Ires scende dal 27% al 24% e vale 4 miliardi
  • l’Iri per artigiani e commercianti al 24% invece dell’Irpef progressiva attuale
  • l’aumento della decontribuzione sui bonus di produttività
  • l’abbattimento dell’Irpef agricola; l’estensione dei bonus edilizi, dagli immobili privati anche agli alberghi; il regime fiscale agevolato al 25% per le partite Iva;
  • il rifinanziamento di 1 miliardo al Fondo di Garanzia per il credito alle piccole e medie imprese

Quando la verità è vera...Questa dicevamo, è la parte migliore della manovra, perché va a tentare di incidere su una produttività che è ferma da 20 anni.

Veniamo al resto:

  • i prepensionamenti Ape e l’aumento della quattordicesima ai pensionati, costano 7 miliardi nel triennio 2017-19
  • 2 miliardi l’aumento al fondo sanitario

Va detto subito che il 4,5% di contributo per anno di anticipo-pensione richiesta al beneficiario non copre i costi e lo Stato dovrà accollarsene una parte non quantificata.

In compenso la dotazione di mezzo miliardo del Fondo per la lotta alla povertà, che dovrebbe essere una priorità, viene rinviato al 2018.

Chiaro no? Si aumenta il reddito a persone che già ce l’hanno, si manda prima in pensione la gente che un lavoro ce lo ha, non si fa niente per i poveri, i giovani e i disoccupati: e spesso queste tre figure coincidono.

Complimenti! Sicuramente non vedremo le piazze colme di manifestanti indignati. Andiamo oltre.

Due pensionate pronte a suicidarsi per fame
Due pensionate pronte a suicidarsi per fame

Giovani in fila per un lavoro che non c’è
Giovani in fila per un lavoro che non c’è
  • ci sono 600 milioni per le famiglie, ma ancora una volta sotto forma di bonus, con il bonus bebè che ricalca pari pari quello berlusconiano, tanto sbeffeggiato all’epoca da lor signori.
    Continua a mancare invece un progetto complessivo della tassazione basata sul quoziente familiare.
  • 1,9 miliardi per il rinnovo dei contratti nella pubblica amministrazione
  • 5 miliardi per la ricostruzione post-terremoto
  • 3 miliardi per l’accoglienza migranti

Su queste ultime due cifre mi limito a dire che, se i soldi venissero dati direttamente ai 5000 terremotati, sarebbero la bellezza di 1 milione di euro a testa e per quanto riguarda i migranti sappiamo bene a chi vanno i soldi: e infatti l’Ue storce il naso.

Non ci crede e fa benissimo. Quando ne sapremo di più, ve lo faremo sapere – anche per farvi giustamente piangere.

[Massimo Scalas]

[Fonti: Mef, Fondazione Leoni, Radio 24]

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