wonderland italy. ECCO COM’È: CI FANNO E CI SONO

«Ecco cosa può capitare agli analfabeti, quando, nell’ansia di compiacere il capo, rilasciano pubbliche dichiarazioni senza aver capito i dati»

J’adore Renzore
J’adore Renzore [campagna pubblicitaria donne del pd]
TUTTO IL MONDO è paese. In Usa Trump e la Clinton parlano di sesso e videotape per non dover spiegare cosa intendono fare una volta giunti alla presidenza.

Da noi, in un Paese che rifiuta per principio la realtà dei numeri, si continua a sproloquiare su cose che non si capiscono tra una zuffa e l’altra sul referendum.

Oggi vi propongo due modi classici di manipolazione dei numeri utilizzando il sistema dell’omissione.

Nel primo caso si omette di spiegare cosa significa il mese di agosto per i dati in questione e si evita accuratamente di parlare dei dati scomodi.

Nel secondo si omette di parlare della “qualità” del dato stesso. Il tutto ad opera di due signore che ci dimostrano una volta di più che non esiste alcuna superiorità culturale a sinistra.

Anni di scuola buttati al vento.

IL FANTASTICO BOOM

DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE

Produzione industriale: non esattamente un trionfo...
Produzione industriale: non esattamente un trionfo…

L’Istat ha rilasciato i dati relativi alla produzione industriale italiana di agosto (tenete bene a mente il mese):

  • produzione industriale mensile agosto: +1,7 rispetto a 0,7 precedente
  • produzione industriale annuale agosto: +4,1% rispetto a -0,3% precedente

Un dato insperato, una manna dal cielo che ha scatenato le fregole delle Fregolent di turno, compresa l’originale (pare sia svenuta in un campo di Gramigna).

Ma io, che sono carogna per natura, vi invito a riflettere sul fatto che la base statistica, causa chiusura agostana delle aziende, è ai minimi termini, e soprattutto vi invito a guardare attentamente il grafico sull’andamento della produzione industriale dall’insediamento di Renzi il Magnifico.

In ogni caso, il quarto trimestre eredita una variazione congiunturale trimestrale di -0,6% e Confindustria, già a settembre, rileva un calo brusco della produzione industriale pari all’1,8% su agosto.

Vedrete che quando arriveranno i dati dell’Istat ci saranno molti meno tweet e comunicati fregolosi in giro.

GARANZIA GIOVANI

In Italia nessuno se ne è accorto, ma abbiamo avuto il piano “Garanzia Giovani” che nelle intenzioni doveva creare centinaia di migliaia di posti di lavoro per i giovani e che alla fine si è risolto, nel solito costoso, inutile provvedimento estemporaneo che ha garantito sì, ha garantito migliaia di tirocini.

Fermatevi con me a Rignano: vi do 200 € appena fate i 18 anni
«Fermatevi con me a Rignano: vi do 500 € appena fate 18 anni di disoccupazione!»

Ecco cosa può capitare agli analfabeti, quando, nell’ansia di compiacere il capo, rilasciano pubbliche dichiarazioni senza aver capito i dati.

Mi riferisco alle sorelline piddine della Fregolent che così sparano a mezzo Ansa: “I dati della Commissione europea parlano chiaro: in Italia oltre il 64 per cento dei giovani di età compresa fra i 14 e i 29 anni che hanno usufruito del programma attuato dal Governo Renzi Garanzia Giovani ha trovato un lavoro”.

Lo dichiarano le deputate del Pd Anna Ascani e Francesca Bonomo, che avevano presentato un’interrogazione al governo proprio per chiedere un aumento del prefinanziamento sulle risorse per l’occupazione giovanile.

“Il 64 per cento significa che 6 giovani su 10 hanno trovato una occupazione – proseguono le deputate –. Un’ottima notizia e un successo che il Governo Renzi ha contribuito a determinare nell’Eurozona, dove ora la disoccupazione giovanile è diminuita
del 5,5 per cento» (Ansa, 5 ottobre 2016).

Solo due considerazioni:

  • il programma in realtà parte nel 2013 e Renzi c’entra come i fichi secchi
  • ma è un bene, perché l’Ue nel working document finale (trattasi di iniziativa europea), così si esprime sull’esperienza italiana: «Nearly two-thirds (64.1%) of those leaving the scheme in 2015 were known to be in employment, education or training 6 months afterwards». Ovvero: «Quasi due terzi (64,1%) di coloro che hanno terminato il programma nel 2015 hanno svolto poi un tirocinio di 6 mesi».
Garanzia Giovani. In Italia il record europeo dei tirocini
Garanzia Giovani. In Italia il record europeo dei tirocini

Qui sotto vedete il dato europeo dell’esito di garanzia giovani disaggregato per tipo di esito, e come vedete l’Italia spicca per la percentuale di tirocini sul totale e per l’assoluta povertà di assunzioni.

Concludendo possiamo dire che il 10% dei giovani ha usufruito del programma Garanzia Giovani e che di questi il 64% ha ottenuto di poter fare un tirocinio.

Mi pare un po’ diverso da come le nostre due veline hanno voluto dare a intendere.

Se volete sapere come stanno le cose leggete qui che è meglio.

[Massimo Scalas]

[Fonti: Ocse, Eurostat, Istat, Phastidio.net]

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