wonderland italy. FESTA DELLA LIBERAZIONE E “ORA DELLA VERITÀ”

DUNQUE CI SIAMO. Dopo la festa della liberazione dalla Tasi, casualmente caduta 3 giorni prima del ballottaggio nelle maggiori città italiane, dopo un avviso di garanzia casualmente arrivato alla Raggi due giorni prima del medesimo ballottaggio, siamo finalmente giunti al giorno della verità, e la verità è che i populisti del Pd hanno perso… Renzi ha perso. Sì, Gramigna da Pistoia: ha perso, si fidi!

INPS BARO E TRADITORE

Job’s Act che...?
Job’s Act che…?

Intanto, nel silenzio pressoché totale, Renzi deve ingoiare ancora una volta l’amara verità dei numeri. Questa volta sono quelli dell’Inps, che pubblica i dati aggiornati del quadrimestre gennaio-aprile 2016 sul precariato: vedi.

“In sintesi, abbiamo la conferma ad nauseam che i sussidi temporanei alle assunzioni a tempo indeterminato non hanno modificato le naturali dinamiche del mercato del lavoro nei numeri di fondo” (cit. Mario Seminerio).

In compenso notiamo che la produttività, già abbondantemente sotto la media Ue, scende ancora dello 0,2%, forse perché le aziende hanno assunto più dei bisogni per incamerare i contributi a termine? Ai posteri, e ai licenziati per fine contributi, l’ardua risposta.

Intanto però da tabella vediamo che “le variazioni nette nei rapporti a tempo indeterminato del primo quadrimestre 2016 sono inferiori di circa un terzo al valore del 2014, cioè avanti Era Renziana” (cit. Mario Seminerio).

Job’s act come...?
Job’s act come…?

Inoltre, l’incidenza del tempo indeterminato (rapporti attivati e variati) sul totale dei rapporti di lavoro attivati e variati è tornata a calare, ed è oggi inferiore a quella del corrispondente periodo del 2014.

Questo conferma che il Job’s Act, combinato con la costosissima decontribuzione a termine, ha avuto un impatto neutro sull’economia del lavoro, e che, in definitiva, si è risolto in un sostegno a termine per le aziende e una maggiore facilità di scelta su chi licenziare in caso di bisogno.

È quindi chiaro, dati alla mano, che la ripresa occupazionale non è dovuta a questi provvedimenti, ma a fattori esterni ripetutamente segnalati da noi: petrolio ai minimi, Qe di Draghi, euro deprezzato del 30% sul dollaro e ripresa economica dell’area Ue per tutto il biennio 2014-15.

Quindi quando illustri economisti da salotto, che non hanno mai messo un centesimo di tasca loro a supporto dimostrativo di quanto affermano, vi dicono che il merito è del Job’s Act, beh, vi stanno pigliando per i fondelli.

UNA SOFFERENZA AL GIORNO LEVA IL CORRENTISTA DI TORNO

Consoli. 1
Consoli. 1

Ma torniamo al nostro argomento preferito, quello relativo al sistema bancario “più solido al mondo”, come quel tale di Palazzo Chigi lo ha più volte definito, anche questa settimana finito pesantemente sotto attacco sia a causa dell’avvicinarsi del referendum inglese sia per motivi nostri, solo nostri, fortissimamente nostri.

Più passano i giorni, più emerge con chiarezza l’autentico verminaio costituito da Banco Popolare di Vicenza e Veneto Banca, dove i mutui venivano concessi solo in cambio di acquisto delle azioni delle due banche, dove chi poi aveva bisogno di contanti, e quindi cercava di smobilizzare dette azioni, non poteva farlo ed era costretto ad accendere nuovi mutui… ma questo non valeva per tutti. Perché si sa, le piccole banche territoriali sono vicine ai cittadini, sopratutto ad alcuni.

4 ….Consoli vista retro
Consoli. 2

Per esempio l’ex presidente di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, che chissà perché è ancora a piede libero, credeva così tanto in Veneto Banca, che, oltre a farle comprare a soci e correntisti, di azioni ne deteneva personalmente solo 1000, per un controvalore di 40.000 euro.

Strano per uno che guadagnava 900mila euro l’anno, non vi pare? Sopratutto perché ci sono stati soci come Zoppas che hanno perso 10 milioni di euro con le favolose azioni di Veneto Banca.

Interessante notare che fra il 2006 e il 2014 le retribuzioni di amministratori e top manager di Veneto Banca sono aumentate del 500 per cento mentre i costi operativi appena dell’1,5 per cento. Un esempio lampante di compensi che salgono al salire delle sofferenze. Complimenti davvero!

Complimenti alla Bce che ha portato a galla questo porcaio e una domanda a Visco: non è che le andrebbe di dimettersi, vero?

LE STRANEZZE DELLA CONSOB

Ma ora Veneto Banca va alla quotazione… o meglio, ci andrebbe se qualcuno la volesse, ma, dato che anche loro hanno rinunciato all’azione di rivalsa verso il vecchio Cda, giustamente nessuno se la fila e Consob ha autorizzato un secondo prospetto informativo che, pochi giorni dopo il primo, mette in rilievo che non ci sono i parametri per la continuazione dell’attività.

Proponiamo in borsa una banca che non vuole nessuno. Si ripete la manfrina della Popolare di Vicenza: interverrà Atlante.

LA MORALE È SEMPRE QUELLA

Così, ci tocca prendere atto, che nell’Italia di Visco gli amici, e gli amici degli amici, non solo non si vergognano,  ma vorrebbero restare impuniti e in sella.

Viviamo fuori dal mondo sognando anche noi l’uscita dall’Ue che ci consenta di mantenere i potentati locali, i monopoli locali, la concentrazione del rischio.

Tutto il contrario di quanto chiesto dalla Bce, non per capriccio, non per arroganza, ma per smettere di truffare i clienti e per buona amministrazione.

I DATI

Roma ha parlato...
Roma ha parlato…

La settimana appena chiusa ha avuto pietà per il nostro governo. La Settimana è andata in ferie insieme ai figlioli Dati e ci manda i suoi saluti.

Ci chiede di stare vicini a Renzi in questo momento difficile, sopratutto ora che la Verità lo incalza da vicino.

E in ogni caso, Roma si è espressa.

[Massimo Scalas]

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