wonderland italy. IL GOVERNO DELLE STRONZATE COME IRRESISTIBILI SUCCESSI

«La parola d’ordine del Pd è “l’ignoranza è forza”: prosegue senza sosta l’operazione di occultamento delle cose reali, concrete di cui si dovrebbe pubblicamente parlare e lo si fa utilizzando i nomi di queste cose ma ribaltandone completamente il significato»
Ma allora è vero che siete dei paraculi!

CE LA POSSIAMO fare? Non ce la possiamo fare.

Capite vero? Fino a che l’Italia sarà infestata da paraculi che scrivono certe castronerie non se ne esce. Perché sono come la gramigna.

THE RIDICOLOUS TRUMAN SHOW

Il Truman show andato in onda al Lingotto ha toccato vette altissime in tal senso, da non fare ormai più nemmeno ridere. Un concentrato di populismo sudamericano con il quale si vorrebbe esorcizzare il populismo dilagante. Come spegnere il fuoco con la benzina.

Queste sono le proposte “rivoluzionarie” e autolesioniste dei nostri che, essendo Europe friendly and Market Friendly, fanno di tutto per desertificare quel poco che ancora esiste in fatto d’investimenti finanziari e non, da parte degli stranieri, che come è noto sono gli unici ad avere soldi veri, soldi loro, da mettere sul piatto.

E continuano a farci del male

Visto che i nostri De Benedetti e Colaninno a caso sono da sempre molto bravi a pubblicizzare le perdite e privatizzare i guadagni.

La verità è che il governo politico e mediatico, lasciato nelle mani di questi qui, partorisce ogni giorno delle stronzate che diventano degli irresistibili successi da dare in pasto a cittadini che ormai, dopo 30 anni di diseducazione di massa, portata avanti anche grazie alla distruzione della scuola (con la gentile collaborazione dei sindacati), non hanno più nemmeno i mezzi culturali per capire e difendersi.

La parola d’ordine del Pd è “l’ignoranza è forza”: prosegue senza sosta l’operazione di occultamento delle cose reali, concrete di cui si dovrebbe pubblicamente parlare e lo si fa utilizzando i nomi di queste cose ma ribaltandone completamente il significato.

UN PLASTICO ESEMPIO

Toglietemi tutto ma non il mio facebook…

Volete una prova? Eccovi il surreale dibattito governativo sulla possibile “privatizzazione” di Poste Italiane (che consentirebbe di abbattere il debito pubblico portandolo da 2300 miliardi di euro a 2295 miliardi di euro!).

Le privatizzazioni, che nell’Italia targata Pd consistono nel prendere un 10-15% di una società pubblica, darla in pasto alle borse per esultare poi all’immancabile trionfo (dell’idiozia pura).

Un trionfo che permette di mantenere le manacce in pasta e che scalfisce ogni volta il debito pubblico di uno 0,001%: per la serie che poi bastano un paio di vitaliziati in più o una delibera della Regione Sicilia a favore degli spalatori di neve del Comune di Palermo e ci siamo già rimangiati tutto con gli interessi.

Va così da decenni, ora siamo al capolinea.

ANCORA QUEL GRAN GENIO DEL MIO AMICO

Le privatizzazioni italiane e le reazioni a Bruxelles

La genialata del momento è prendere un’altra quota di Poste (dopo il 30% già ceduto al medesimo soggetto) e cederla a CdP (Cassa Depositi e Prestiti, ovvero il soggetto di cui prima) cioè di passarla dal Tesoro a CdP (ma non vi pare una bella partita di giro, cioè una presa in giro?). Il cedibile ammonta ad un 30%.

Ma CdP, che agli italiani è stato raccontato essere la loro cassaforte inespugnabile, causa castronerie a raffica, pardonnez moi, causa l’ottima politica renziana/padoaniana degli ultimi anni, non ha risorse (sì cari, sorpresone! in Cdp sono al verde).

Allora cosa ti pensano? Cosa ti escogitano i furbissimi strateghi del governo? Pensano di far distribuire a Poste un dividendo straordinario sugli utili pari a circa un miliardo.

La “privatizzazione” di Poste Italiane

CdP possiede già il 30% di Poste e quindi incasserebbe una consistente fetta di questo dividendo, con il quale si compra un’altra quota di Poste: in pratica una genialata da invenzione del moto perpetuo. Ma mica finisce così.

NOI SÌ CHE PRIVATIZZIAMO!

Il giorno dopo questa trovata, che fa parte della nuova disciplina sportiva, meglio conosciuta come lancio (via Ansa) della stronzata, ecco che il Nobel all’economia, che c’è in loro, partorisce una nuova proposta: privatizzare il 15% di CdP.

Come? Perché? Non è dato sapere.

Quello che è dato sapere ce lo fornisce il sottosegretario Giacomelli con questa dichiarazione che ci chiarisce tutto: “a me sta bene cedere un altro 30% di Poste a CdP per scongiurarne la privatizzazione”.

MORALE

Abbiamo dunque un partito di lotta e di governo, il quale intende privatizzare ma non vuole privatizzare, perché deve essere chiara a tutti una cosa: in Italia si deve privatizzare, ma non si deve privatizzare. Chiaro? No? Beh, non siete voi a non aver capito.

CONCLUSIONE

La cosa davvero schifosa di questi anni, diciamo dall’avvento di Berlusconi in poi, e che trova l’apoteosi nell’ultimo lustro politico istituzionale, è vedere come il Pd tratta un’azienda quotata in borsa: come fosse roba sua.

Roba loro: dopo Mps ora provano a distruggere anche Poste Italiane

Poste Italiane è il più grande intermediario finanziario italiano, sta in piedi grazie ai depositi di milioni di cittadini che neanche si immaginano che i loro risparmi finiscano nelle grinfie di CdP la quale, dovendo fare da bancomat a questo Stato infame, le ha comunque vuote. Perché tanto tutti sanno che alla fine garantisce lo Stato.

Garantisce? Garantisce il nulla.

Caso mai è lo Stato che, essendo da tempo fallito, si fa garantire. Si fa garantire da voi, cari lettori; dai vostri risparmi e dal vostro patrimonio, specialmente da quello custodito da Poste Italiane che presto saranno privatizzate, ma anche non privatizzate con i soldi, i vostri, che daranno a CdP per farsi comprare da CdP.

L’ho sempre detto che siamo dei geni…

[Massimo Scalas]

[Fonti: Sole-24 Ore, Milano Finanza]

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