wonderland italy. LA FINE ANNUNCIATA DELLE BANCHE “RISANATE”

Naturalmente resta il chiodo fisso di rendere pubblica Banca d’Italia
Abituato ai tori tedeschi, i ciuchi italiani mi fanno il solletico

ALLORA, bisogna fare un grande favore a noi stessi ed al Paese: alle prossime elezioni dobbiamo votare per permettere finalmente a “belpaese” di fallire.

È necessario, se abbiamo a cuore il futuro dei nostri figli occorre ufficializzare la bancarotta (fraudolenta) avvenuta da anni. Altrimenti non si riparte, altrimenti continueremo ad avere a che fare con il giovine Berlusconi, l’irritante cacciapalle Renzi e i figli di Mao Tze Dong che oggi si fanno chiamare 5 stelle.

Per farlo non occorre ingegnarsi: basta votare ancora uno di loro. Poi, tempo pochi mesi, arriverà finalmente Draghi.

SON DUE ANNI CHE CE LO DICONO

Alla fine ci tocca fare quello che è scritto chiaro e tondo nella legge, italiana ed europea. Mps, la banca “risanata” da Renzi, ha dovuto finalmente imboccare l’unica strada possibile: i vertici hanno deciso di accollare ai clienti, obbligazionisti ed azionisti, tutte le perdite attuali e prevedibili del suo disastrato bilancio.

Storie di banche e di governo

Scatta la Burden Sharing prevista dalle norme europee e recepite dall’Italia nel lontano 2013, lo Stato torna al suo ruolo, che non è quello di salvare banche decotte, ma di favorire una soluzione ordinata, nel rispetto delle norme e senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini,

L’accordo trovato con l’Ue non è altro che il rispetto della legge e prevede il rimborso solo per azionisti e obbligazionisti, che dimostrino di essere effettivamente stati truffati.

Quest’ultimo aspetto è fondamentale, perché non permette l’abominio fatto nel caso di banca Etruria, dove il rimborso è avvenuto in base alla natura del compratore, cioè in base al reddito e patrimonio dell’azionista e non alla constatazione dell’avvenuta truffa ai suoi danni. Una cosa assurda. Inoltre sarà la banca a doversi accollare questi rimborsi e non lo Stato; altra cosa logica ma non in questo paese di giullari.

LE BANCHE VENETE E IL RITORNO
DELLA MACCHIETTA DI RIGNANO

Intanto l’Ue stabilisce anche che le due banche venete non possono essere salvate dallo Stato, e che serve un miliardo aggiuntivo di capitale privato al posto di quello che voleva mettere il governo.

È tutta colpa dei tedeschi…

Ovviamente i privati, che hanno già dato, non vogliono buttarci un soldo in più. Le banche sane si rifiutano di dare un altro contributo a fondo perduto e il governo sta pensando ad un nuovo modo per aggirare le normative tramite garanzie pubbliche ad eventuali capitali impegnati dai privati o, udite, udite, perché siamo a livelli delinquenziali/demenziali, utilizzando gli utili di Poste Vita.

Intanto Renzi, che teme come la peste il bail in che sta per arrivare sulle due venete, spara a zero sul Sole 24 Ore, contro l’Ue, ripetendo la solita solfa, trita e ritrita di aver permesso ai tedeschi, vie d’uscita non permesse a noi (la nota serie Tv “e i tedeschi allora?”).

Inutile ripetere che i tedeschi hanno messo garanzie e non soldi, quando le leggi lo consentivano, inutile ripetere che le leggi attuali sono entrate in vigore nel 2013, inutile dire che da allora in tutta Europa queste sono e queste si applicano. Inutile perché Renzi continua a menar il can per l’aia, oltre che in difficoltà a spiegare tali disastri delle banche Pd al suo popolo di elettori.

VIOLA DI VERGOGNA

A chiosa, segnalo una dichiarazione molto grave di Viola, l’A.D. di Popolare di Vicenza, il quale dice a mezzo stampa che, in caso di risoluzione (bail in) verrebbe richiesto ai clienti l’immediato ritorno dei fidi accesi. Ma questo è l’esatto contrario di quello che stabilisce il Bail in, quindi una menzogna detta da parte di una persona che conosce a memoria la normativa e che quindi andrebbe immediatamente destituito.

LE PATACCHE A 5 STELLE

Ma come spiegavo, per fallire possiamo scegliere e questa settimana si segnala il nostro Di Maio, il quale ha la ricetta pronta per non far scattare i 20 miliardi di clausole di salvaguardia con le quali Renzi cerca di far esplodere definitivamente il Paese: il pentastellato che non ci ha la laurea ma viene tanto bene in Tv, pensa di recuperare 10 miliardi dalla eterna lotta alla corruzione. Perché 10? Perché fa tanto cifra tonda. In base a quali simulazioni? “Che fai provochi?”…no, per carità….

Di Maio, continua la tradizione degli ignoranti al potere

Altri 9 invece salterebbero fuori eliminando un po’ di poltrone alle partecipate pubbliche. Perché 9 (non fa nemmeno cifra tonda)?

In ogni caso, un tale che si chiama Cottarelli, dopo aver inutilmente lavorato per due anni alla spending review e aver consegnato a Renzi un corposo dossier con il quale il fiorentino ha rifornito di carta igienica i bagni di Palazzo Chigi, ha stimato un risparmio di 450 milioni di euro dall’azzeramento dei CdA delle partecipate pubbliche….ma è chiaro che un ex webmaster di bella presenza è sicuramente più attendibile di un’economista stimato a livello internazionale che fa il direttore all’Fmi (Fondo Monetario Internazionale).

Ultima chicca: Di Maio da bravo soldatino maoista pensa che le banche vadano tutte nazionalizzate, in modo tale da usarle come bancomat gratuito per dare credito a go go, a imprese e famiglie, indipendentemente dalla loro solvibilità.

Naturalmente resta il chiodo fisso di rendere pubblica Banca d’Italia: già lo è, ma i nostri non sentono ragioni. Per loro la banca centrale italiana è privata e basta e non fa niente se a chiare lettere, tutti possono leggere a partire da Wikipedia per finire con lo statuto, che trattasi di Ente di Diritto Pubblico.

[Massimo Scalas]

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