wonderland italy. METTIAMO I PUNTINI SULLE «I»

La Boschi? Il su’ babbo sono io...
«Bòna, Maria Elena… C’è qui ’l tu’ babbino…»

VADE RETRO PSEUDORICCO!

 

DUNQUE, ci eravamo lasciati con Atlante. Bene… tutto è bene quel che finisce bene. Come previsto la Popolare di Vicenza non l’hanno voluta manco a 10 centesi per azione. Come previsto se la è comprata Atlante, per oltre il 99, quindi, anche se avrebbero voluto far finta di nulla, la Consob ha dovuto rifiutare l’ingresso in borsa di Banco Popolare di Vicenza.

In conclusione nulla di nuovo sotto il cielo italiano, lo Stato interviene con Bruxelles costretta ad abbozzarla per evitare guai peggiori e intanto gli azionisti sono rovinati.

Occorre ricordare perché siamo arrivati a questo: perché la Popolare di Vicenza e con essa le banche italiane in generale, hanno messo a bilancio crediti inesigibili valutandoli al 40% del loro valore originario. I mercati e l’Ue, che sicuramente non capiscono nulla, li valutano al 17%. Se fosse accettata tale valutazione si dovrebbero riscrivere i bilanci con un effetto che immagino sarebbe devastante per quasi tutte le nostre banche. Ecco perché Atlante.

Intanto però venerdì sera scorso Renzi annuncia trionfalmente che gli obbligazionisti di Banca Etruria, Banca Marche ecc. sono salvi, verranno rimborsati: ma all’80% di quanto perso, ma in base al reddito, ovvero, se si supera i 35mila euro lordi annui o si ha un immobile che supera i 100mila euro di valore allora… allora cosa vuoi ricco profittatore? Notiamo che un bilocale in molte città supera tale cifra e può anche essere l’unico immobile posseduto; notiamo che 35mila euro lordi sono un normalissimo stipendio – una mesata di Renzi!

«Adesso... datemi ai pescecani!»
«Adesso… datemi ai pescecani!»

Allora me lo spiegate in quale Paese un rimborso di questo tipo avviene in base al reddito e non in base al fatto che tu sia stato truffato o meno? Cosa c’entra il reddito con la truffa? E la stampa, come al solito, tutta zitta e prona nel narrare l’epopea renziana.

Inoltre viene riproposto il meccanismo per recuperare i crediti in tempi rapidi da parte delle banche. Qui ci ricolleghiamo a quanto scritto sopra: se una banca può confiscare la casa in 8 mesi e non in 8 anni, allora i crediti inesigibili aumentano di valore e probabilmente si avvicinano a quel 40% che le banche pretendono (e a questo punto anche Atlante, che essendo mitico, vuole che noi tutti, specie i correntisti/azionisti rovinati e con mutuo da pagare, si ricordino per sempre di lui oltre che di Zonin).

LA FULGIDA EPOPEA RENZIANA

E allora vediamola bene questa epopea che si nutre di squilli di tromba a ogni lieve sussulto positivo di Pil e disoccupazione e dei silenzi assordanti che seguono quelli negativi.

La settimana scorsa come sapete la disoccupazione è scesa dall’11.7% all’11.4%: ovviamente siamo tutti contenti, non è che ci piace spararci sui piedi. Però lo stesso risalto non ha avuto un altro dato, altrettanto importante e significativo, cioè l’indice dei prezzi al consumo annuale, che in aprile precipita a -0.4% sul mese precedente con gli stipendi fermi su uno 0 spaccato.

Ora si dà il caso che inizi la stagione turistica e sul versante disoccupazione non ci dovrebbero essere sorprese negative. Ma la deflazione non è certo un buon segnale per l’economia, anche in considerazione del fatto che il prezzo delle materie prime è ripartito e questo avrebbe dovuto dare un certo impulso all’inflazione.

1 - !cid_image003_jpg@01D1A464Ecco, visto che ogni buon economista sa che i dati mensili sono per loro natura volatili (ovvero molto variabili) penso che se Renzi fosse un po’ più furbo e modesto, chiederebbe di guardare queste tabelle relative all’andamento del Pil (Gdp) dal primo trimestre 2014, quando iniziò l’era Renzi, ad oggi.

I dati sono comparati, perché, non mi stancherò mai di dirlo, è necessario confrontarsi con gli altri per capire bene dove siamo finiti. So che agli italiani non piace, ma è utile farlo.

Qui sotto l’andamento dell’occupazione nello stesso periodo (incremento percentuale):

2 !cid_image005_jpg@01D1A464Andamento percentuale degli investimenti sempre nel medesimo periodo (ma non c’era la gara a chi veniva ad investire da noi?)

!cid_image009_jpg@01D1A464Mi pare che queste tabelle parlino da sole. Naturalmente siamo felici se il Paese riparte. Se riparte e se per farlo non si buttano nel cesso 20 miliardi di euro per decontribuzioni a termine o soldi a pioggia per provvedimenti elettorali (fonte Thomson Reuters).

Questa settimana sono stato breve. Ma la comparsata di Renzi all’Arena compiacente di Rai 1 meritava un sunto bello secco e chiaro.

[Massimo Scalas]

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