wonderland italy-planet. QUESTA SETTIMANA CRETINI IN LIBERA USCITA

«I rendimenti dei Treasures (titoli di stato del tesoro americano) stanno salendo e di conseguenza è decollato anche il dollaro (e occhio che salgono anche i nostri: dopo molto tempo siamo sopra al 2% sui Btp a 10 anni e lo spread continua a salire... ne riparleremo)»
Ma che ve lo dice a fare?
Ma che ve lo dice a fare?

SIAMO IMBATTIBILI in due cose: nelle prediche senza fondamento e nel salto sul carro del vincitore.

Entrambe le cose portano, come risultato finale, al completo disconoscimento della realtà e al ridicolo planetario.

Nella prima categoria iscriviamo pure la sinistra in blocco, che ancora cerca di convincerci e convicersi che non sono loro a non aver capito, ma gli americani ad aver sbagliato voto.

Ma di loro ce ne siamo già occupati. Parliamo invece di Grillo e dei grillini i quali, dall’elezione della Raggi in poi paiono aver smarrito la capacità di proporre ragionamenti fondati su qualcosa di reale.

GRILLO, UN VAFFA MAL RIPOSTO

Secondo Grillo (ma anche Salvini per essere onesti) l’elezione di Trump è un “gigantesco vaffa” al sistema, ai poteri forti all’estabilishment americano e mondiale.

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Incrocio tra Gandhi, Martin Luter King e Trotskij

Ora, posto che senz’altro la Clinton era appoggiata e rappresentava perfettamente il sistema, a bocce ferme sarà bene ricordare alcune cose di Trump. Ché altrimenti qualcuno potrebbe pure venirci a dire che si tratta del novello Che Guevara, di un incrocio tra Gandhi, Martin Luter King e Trotskij.

Donald Trump nasce figlio di miliardario: il paparino gli dà casa e lavoro. Da grandicello decide di fare di testa sua e si mette a fare il palazzinaro.

Purtroppo le fortune vanno e vengono ed egli, oltre a fare un paio di crack fragorosi (e questo in America è indice di distinzione: se non fallisci almeno una volta non sei nessuno), ha rischiato innumerevoli volte di saltare in aria e sempre è stato salvato dalle banche… di Wall Street. Non so se iniziate a capire.

In effetti il sistema delle grandi corporation ha sostenuto la Clinton, ma come i mercati hanno chiarito nei giorni scorsi, non è che si siano strappati le vesti per l’elezione di Trump.

Il particolare delle banche, testé citato, non è secondario, perché pare che uno dei maggiori candidati a fare il ministro del tesoro sia un manager di… J.P. Morgan, una delle più grandi banche d’affari del mondo: cioè Belzebù in persona. L’altro candidato invece viene da Goldman Sachs: coè Lucifero.

Una banca non esattamente dalla parte della classe lavoratrice...
Una banca non esattamente dalla parte della classe lavoratrice…

Altra cosetta che dovrebbe consigliare cautela quando si sparano slogan: Trump ha fatto un crack da 1 miliardo di dollari a Las Vegas, non esattamente un simbolo no global e, in virtù delle leggi americane, tale perdita viene ora recuperata spalmandola come minusvalenza sulle attività di Trump in modo tale che egli, da 10 anni, non paga tasse.

Ma non ci siamo solo noi.

DUE PRESIDENTI A LORO INSAPUTA

C’è anche l’Ue che da qualche tempo è abitata da strani figuri, che credono ancora che l’Europa sia il centro del mondo.

Uno è Juncker, presidente della Commissione Europea, il quale, non contento di essersi esposto tifando Clinton (e se vince Trump? Ma no non vince di sicuro…), ora rincara affermando che “Trump farà perder due anni di tempo perché non conosce l’Europa…”.

Di rinforzo, tale Schulz, presidente del Parlamento Europeo, ha detto le peggiori cose del presidente americano, prima e dopo l’elezione.

Juncker e Schulz: scemo e più semo...?
Juncker e Schulz: scemo e più semo…?

Domanda: come pensano di rapportarsi, le due massime cariche istituzionali europee, con il presidente americano, per difendere gli interessi di un continente che, per la propria sicurezza, dipende in tutto e per tutto dagli Usa? E per quanto riguarda l’economia?

I PRIMI PASSI

Comunque sia, si iniziano a delineare i contorni del mandato di Trump in materia di politica economica.

Intanto pare che egli intenda applicare dazi selettivi verso alcuni Paesi con i quali la bilancia commerciale è molto sbilanciata (a sfavore degli Usa). In primis la Cina, sui cui prodotti vorrebbe mettere dazi per il 15% del valore importato.

Poi vorrebbe dare il via a un gigantesco piano fiscale per favorire il rientro delle produzioni in patria e per abbattere le tasse degli americani.

In materia d’immigrazione ci sarà un giro di vite ma meno duro rispetto alle promesse.

CONSEGUENZE

I rendimenti treasures Usa stanno prendendo il volo
I rendimenti treasures Usa stanno prendendo il volo

I mercati hanno reagito, per la prima volta dal 2008 vendendo obbligazioni e titoli di stato e comprando azioni. Ciò significa che si inizia a scommettere su una crescita reale e non solo finanziaria della nazione.

E infatti i rendimenti dei Treasures (titoli di stato del tesoro americano) stanno salendo e di conseguenza è decollato anche il dollaro (e occhio che salgono anche i nostri: dopo molto tempo siamo sopra al 2% sui Btp a 10 anni e lo spread continua a salire… ne riparleremo).

Qui siamo all’inizio ed è presto per dire se la politica di Trump porterà all’esplosione del debito Usa, ma quel che è certo è che l’inflazione sale anch’essa e questo potrebbe costringere la Fed ad alzare, nel 2017, i tassi di riferimento per almeno 3 volte.

Ormai è praticamente sicuro che ce ne sarà uno a dicembre.

NOTA FINALE DI BUON UMORE

Visto che è lunedì e visto il fritto misto, chiudiamo con Di Battista che afferma che bisogna votare no al referendum perché… perché…

Domanda: ma quando gli altri andavano a scuola lui cosa faceva?

[Massimo Scalas]

[Fonti: Financial Times, Economist, Forexlive.com, Radio 24]

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