wonderland italy. SCASSABALLE MOLESTI. 1

È tutto chiaro?

La settimana appena conclusa ha visto la pubblicazione da parte dell’Istat del rapporto sulla disoccupazione. Abbiamo visto il tifo della curva scatenarsi.

TOCCARE IL FONDO E BEARSI DI QUESTO

Ma che razza di stampa abbiamo in Italia, se ormai anche i giornali più “importanti” non riescono a distinguere i fischi dai fiaschi?

Tutto inizia dal dato sulla disoccupazione di marzo: siamo passati dall’11,8% all’11,5%. Lo vedi asinaccio di uno Scalas che la disoccupazione cala? Lo vedi?

Più che altro vedo analfabeti di ritorno, lecchini di regime e gente in mala fede varia.

Infatti se andiamo a leggere i dati che anche giornalisti di professione e politici leggono o dovrebbero leggere, calano i disoccupati di 83mila unità, ma aumentano anche gli inattivi, cioè coloro che essendo disoccupati non cercano nemmeno più un lavoro di 51mila unità.

La verità dei numeri

Giova ricordare che gli inattivi escono dalle statistiche andando quindi a diminuire la base di calcolo della disoccupazione, ovvero sono disoccupati ma non risultano disoccupati. Bello vero? Uno come Renzi sai come ci gioca con questo imbroglio?

Beh, mi dice il piddino cortigiano di turno… ma non ti sei accorto che anche la disoccupazione giovanile cala? Cala dell’1,7%.

Si signora, ma guardi questa tabella dell’Istat:

Come vedete, tra gennaio e febbraio non aumento degli occupati, calano i disoccupati perché aumentano gli inattivi e quindi appare chiaro come il calo della disoccupazione dell’1,7% sia un effetto ottico. Chiaro?

UN ALTRO INDIZIO DELLA STAGNAZIONE

Il mortorio dell’occupazione giovanile

Se prendiamo il dato trimestrale vediamo che nella fascia da 18 a 24 anni il quadro è chiaro e desolante:

vediamo che c’è una corrispondenza perfetta tra l’aumento degli inattivi, +86mila e quello del calo dei disoccupati, -86mila.

Questo significa che non c’è stato un occupato in più in questa fascia d’età negli ultimi tre mesi.

INTERVALLO COMICO

Bene, a questo punto vi propongo due commenti giubilanti. Poi domani finiamo:

Grazie Gentiloni, anche no possibilmente.

[Massimo Scalas – Continua]
[Fonti: Istat, Mario Seminerio]

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