wonderland italy. SCASSABALLE MOLESTI. 2

LO STREPITOSO JOBS ACT

Come vedete le cose non stanno come i ridicoli al potere affermano, certi di non essere contraddetti; ma loro non si danno per vinti e come gramigne infestanti, beatificano Renzi e il Jobs Act che ha portato “ben 1.000.000 di posti di lavoro in più”. Come no?

In realtà l’Istat ci dice ben altro, ci parla di un espansione della fascia anagrafica sopra i 50 anni.

«Al netto dell’effetto della componente demografica, l’occupazione è in crescita su base annua in tutte le classi di età: +0,8% tra i 15-24enni, +1,0% tra i 35-49enni e +3,0% tra i 50-64enni. Si conferma quindi il ruolo predominante degli ultracinquantenni nello spiegare la crescita occupazionale, anche per effetto dell’aumento dell’età pensionabile.

Anziane impiegate mandano sentiti ringraziamenti via mail alla Fornero

Il calo della popolazione tra 15 e 49 anni influisce in modo decisivo sulla variazione dell’occupazione nei dodici mesi in questa classe di età, rendendola nulla tra i 15-34enni e negativa tra i 35-49enni.

Al contrario la crescita della popolazione degli ultracinquantenni amplifica la crescita occupazionale, con un conseguente aumento del divario generazionale»

Chiaro? No? Ve lo spiego: l’occupazione sale esclusivamente per effetto della legge Fornero che ha trattenuto al lavoro gente che doveva già essere in pensione, perché nelle altre fasce d’età il risultato è negativo ma viene mascherato dall’aumento degli inattivi che uscendo dalle statistiche non risultano disoccupati, ma appunto, inattivi (tipico uso delle parole che la lingua italiana offre su un piatto d’argento ai demagoghi e arruffapopolo al governo)

CALANO GLI INATTIVI OVER 50

Non solo, grazie alla magica Fornero (la cui legge, gli stupidini vorrebbero pure smantellare…) calano gli inattivi over 50, che sono i pensionati: ovvio, se non vanno in pensione restano attivi e mentre i pensionati muoiono di vecchiaia gli inattivi si assottigliano. Magica bula.

 

LEGGERE L’ISTAT PER CAPIRE
LA FINE (BRUTTA) CHE STIAMO PER FARE

«La dinamica della partecipazione al mercato del lavoro per classi di età risente dei mutamenti demografici che negli anni recenti evidenziano un progressivo invecchiamento della popolazione. In particolare, si osserva il calo della popolazione tra 15 e 49 anni (negli ultimi mesi mediamente circa -1,5% annuo, pari a quasi 400 mila persone) determinato dalla fuoriuscita dalla classe di età delle folte generazioni dei 49enni non compensata dall’ingresso dei 15enni.

Simultaneamente si rileva la crescita della popolazione nella classe 50-64 anni (mediamente +1,8% annuo, pari a oltre 200 mila persone)»

Bene, avete capito? Questo fantastico Paese è stato capace, sfidando le leggi della fisica, di creare una piramide rovesciata dove la base fatta dai giovani si va assottigliando sempre più e deve sostenere un vertice fatto da una pletora di persone anziane sempre più folta. Non può durare.

Se avete seguito tutto il filo, ecco che allora capite da dove viene il boom degli occupati over 50 tanto sbandierato in questo anno da Renzi e soci.

Eh sì… una notizia sconvolgente: i quarantenni invecchiano, diventano prima quarantunenni e poi su, su, fino a che, se non vengono uccisi da un pirata della strada o da un rapinatore o da un cancro per aver bevuto amianto dalle favolose condutture dell’acquedotto di una Pubbliacqua qualsiasi, diventano persino cinquantenni.

Questo significa che se non vengono licenziati il gioco è fatto: boom di occupati over 50, con le aziende che fanno a gara per strapparseli…nelle menti bacate dei nostri politici analfabeti.

EFFETTI COMBINATI

Resta di stucco, è un barbatrucco!

Quindi, ricapitolando, nella fascia d’età tra 18 e 24 anni, non aumenta l’occupazione, ma aumentando gli inattivi l’effetto ottico è opposto dando l’illusione di un calo della disoccupazione, nella fascia fino a 49 anni si perdono posti di lavoro, mentre c’è un finto boom sopra i 50 dovuto alla combinazione tra la riforma Fornero che tiene la gente più tempo al lavoro e l’invecchiamento della popolazione che porta gli occupati under 50 a passare nella fascia degli over 50.

Il risultato è pura illusione ottica. Non c’è nessun calo della disoccupazione

STAMPA STUPIDA O IN MALA FEDE

Eppure ci sono giornalisti come Orioli del Sole 24 ore che afferma:

“Crescono occupati over 50, che ritrovano lavoro dopo la crisi”; oppure Fratini su La7: “È vero che in questo Paese trovano più facilmente lavoro i ‘vecchi’? Sì”

QUANDO LA SMETTEREMO DI BERE VINO A COLAZIONE?

Ora, basta bere!

Quando la smetteremo di assumere stupefacenti magari ci accorgeremo anche che i dati Istat, sono, come tutti i dati statistici, rilevati a campione, con un tasso ragionevole di errore del 5%: sapete quale è la forbice entro cui si colloca realmente la disoccupazione italiana, di cui l’Istat fornisce una mediana? Tra 11,4 e 12,2%.

Cari politici quando la finite di prenderci in giro? Siamo 2 punti sopra la media europea per la disoccupazione, la Corte dei Conti certifica che siamo ad una tassazione record in Europa, con un 10% in più rispetto alla media europea, che dopo aver ottenuto la flessibilità da Bruxelles in cambio di investimenti pubblici questi sono calati nel 2016 del 4%.

Cosa ci volete venire a dire cari renziani cacciapalle, locali e nazionali? Basta per favore, levatevi di torno e faremo finta che non siate mai esistiti.

[Massimo Scalas – Fine]
[Fonti: Istat, Mario Seminerio]

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