wonderland italy. URGE RITROVARE LA BUSSOLA

Costo del lavoro altissimo e produttività bassa: il risultato di venti anni di scempi legislativi
Costo del lavoro altissimo e produttività bassa: il risultato di venti anni di scempi legislativi

OGGI la faremo breve. Ci basta il rapporto del Centro Studi di Confindustria.

Siccome siamo stanchi di rimettere in fila i dati che puntualmente smentiscono i nostri politici, ci limitiamo a citare testuale alcuni passaggi del rapporto.

CRESCITA MONDIALE

E DISASTRO ITALIANO

  • La crescita mondiale di produzioni e commerci. Ante-crisi il Pil aumentava del 3,2% annuo e gli scambi di beni del 6,8%. Ora non vanno oltre il 2,4% il primo e l’1,8% i secondi
  • Prima, durante e dopo la Grande recessione (che nel Paese è stata più intensa e lunga) si è accumulato un distacco molto ampio con gli altri Paesi: tra il 2000 e il 2015 il Pil è aumentato del 23,5% in Spagna, del 18,5% in Francia e del 18,2% in Germania, mentre è calato dello 0,5% in Italia. Le dinamiche in corso sentenziano che le distanze stanno aumentando ancor più rapidamente.

APPUNTAMENTO AL 2028

  • Ai ritmi attuali di incremento del prodotto, l’appuntamento con i livelli lasciati nel 2007 è rinviato al 2028, mentre non verrà mai riagguantato il sentiero di crescita che si sarebbe avuto proseguendo con il passo precedente, pur lento.

LA CUCCAGNA STA PER FINIRE

Fregati anche stavolta (e per di più da un democristiano)
Fregati anche stavolta (e per di più da un democristiano…)

Si sta esaurendo l’effetto favorevole dei fattori esterni una tantum (svalutazione dell’euro, dimezzamento del prezzo del petrolio, calo dei tassi).

Anzi, quei fattori stanno in parte tornando indietro.

Il deterioramento della performance dell’economia italiana rispetto alle stime della scorsa primavera riduce ulteriormente gli spazi di manovra per la politica di bilancio.

Ora potremmo continuare per tutte le 60 pagine del rapporto; sono piene di dati e grafici.

Ma sono le stesse cose che noi vi diciamo dalla fine del 2015, quando cominciavano a vedersi i primi segni di un marcato nuovo rallentamento. Il link del rapporto completo è qui.

 

INTANTO RIPARTE “LA MEGLIO SCUOLA” DEL MONDO

A questo punto volendo rimettere ordine in questo Paese, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Non si perdono 20 punti di Pil rispetto a tutti gli altri in soli 15 anni se non si è lavorato con impegno costante a fare di tutto un guazzabuglio inestricabile.

Da dove iniziare? Radere al suolo i sindacati? Non male: diciamo che si potrebbe partire da dove tutto inizia; l’accoppiata sindacati/scuola non sarebbe da scartare.

I risultati di trent'anni di buona scuola sempre cara alla sinistra
I risultati di trent’anni di “buona scuola” sempre cara alla sinistra pescatrice…

Insultateci pure, ma prima guardate questo grafico dell’Ocse, sul livello dell’istruzione delle persone: come vedete ce la giochiamo con Paesi come Turchia e Messico, per non finire ultimi.

D’altro canto bisogna dirlo chiaramente e una volta sola: la scuola da 30 anni è un ufficio di collocamento, un centro di potere del sindacato, dove, insieme a bravi insegnanti (pochissimi) entrano cani e porci; il che impedisce di avere una scuola di livello uniforme sul territorio nazionale e anche nella stessa città. Il che lede gravemente il diritto degli allievi ad avere pari possibilità di partenza.

D’altro canto abbiamo cattedre sguarnite al Centro-nord del Paese e sovrabbondanza di insegnanti al Sud, i quali, rifiutano graziosamente i trasferimenti al Nord, perché è lo Stato che deve essere al loro servizio e non viceversa.

In un Paese normale, come era anche l’Italia ai tempi in cui mia madre insegnava, queste persone sarebbero prese a pedate nel sedere, perché non sarebbe permesso loro di danneggiare, ben fomentate dai sindacati, la formazione dei nostri figli e il futuro del nostro Paese.

Parte tutto da qui, ma anche da voi, care famiglie perennemente wuozzappanti. Ma che ve lo diciamo a fare?

MA CHI SE LA PIGLIA?

Atac: meglio i leoni del Colosseo!
Atac: meglio i leoni del Colosseo!

Vi lasciamo con una nota di buon umore: la Sindaca Raggi nel presentare la settimana europea sulla mobilità, tra le altre cose ha detto: “Oggi è stato nominato il nuovo amministratore unico dell’Atac, Manuel Fantasia (un nome un programma – n.d.r.).

“Noi dobbiamo rilanciare l’Atac, perché per noi l’azienda del trasporto pubblico è fondamentale, e deve rimanere pubblica”.

Domanda: ma chi se la piglia l’Atac?

[Massimo Scalas]

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