wonderland planet. BREXIT, MA CHE GRANDE SCOMPIGLIO

«Pare che si stia perdendo la bussola, se la più antica democrazia del mondo crea liste di proscrizione di lavoratori stranieri, se il baluardo dello stato più liberista d’Europa, intende comprare case coi soldi del cittadino britannico per farne non si sa bene che»
Londra, la fine di un’epoca
Londra, la fine di un’epoca

AVETE VISTO gli inglesi? Loro sì, che ci hanno gli attributi! Intanto però, nel mondo reale, un tarlo silenzioso inizia a rodere l’economia inglese.

OGNUNO HA

I SUOI POLITICI DA PELARE

Sarà un caso, sarà che l’esclusiva dei rintronati non ce l’ha l’Italia, ma dopo che venerdì la premier inglese, Teresa May, ha dichiarato che a marzo 2017 attiveranno il famigerato articolo 50 del trattato europeo, dando il via di fatto all’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, la sterlina ha iniziato a affondare.

A ciascuno il suo populista
A ciascuno il suo populista

Peggio ha poi fatto ieri la ministra degli Interni Amber Rudd, la quale ha detto, “Firms must list foreign workers”, le aziende dovranno fare cioè liste dei lavoratori stranieri, precisando poi al congresso dei Tories: “Ci sono troppi lavoratori stranieri in Gran Bretagna” e che sono troppi anche gli studenti stranieri. “Gli uni e gli altri tolgono posti, spazio e risorse ai cittadini britannici” sostiene la ministra.

Liam Fox, uno dei tre “ministri per la Brexit” nominati da Theresa May, afferma tranquillamente che gli europei residenti in Gran Bretagna, 3 milioni di persone, potrebbero essere usati “tatticamente” come merce di scambio al tavolo della trattativa fra governo britannico e Ue sui termini del divorzio.

UN’USCITA PER UN TONFO

Ora, vediamo di capirci bene. Lasciamo pure perdere che Londra sta in piedi grazie ai lavoratori stranieri; ma gli studenti cosa c’entrano?

Tutte le statistiche sono univoche nell’affermare che quello rappresentato dagli studenti stranieri, che pagano fior di sterline per studiare, vivere, dormire, mangiare in Gran Bretagna e non solo a Londra, è un indotto di tutto rispetto.

Lo vada a dire all’industria delle scuole di lingua che gli studenti sono troppi; lo vada a dire agli alberghi, ostelli, affittacamere, ai pub, alle discoteche, ai musei.

La Rudd parla e la sterlina precipita
La Rudd parla e la sterlina precipita

Quanto ai lavoratori stranieri, la Gran Bretagna ha tratto enormi vantaggi dal fatto di ritrovarsi bella e formata, senza spendere un soldo, una mano d’opera altamente qualificata, prevalentemente europea, che non pone problemi d’integrazione

In ogni caso il risultato di questa 3 giorni di “parole al vento” è stato il tonfo della sterlina, che è precipitata a 1,26, ai minimi da 35 anni sul dollaro.

A questo punto è possibile ipotizzare l’inimmaginabile, ovvero una rapida caduta fino a 1,2 e poi, se l’aria che tira resta questa, anche la parità sul dollaro (se mai lo farà, si può comprare a occhi chiusi, già ora la valuta britannica è ampiamente sottovalutata, ma comprarla adesso ha senso solo per rivenderla a un prezzo più alto).

In ogni caso, vi sono rumors che vedrebbero la Boe (banca centrale inglese) in trincea per difendere il cambio sterlina dollaro a 1.26 e poi a 1.25.

Lì ci sarà battaglia e io, che da venerdì vendo sterlina su dollaro, ho chiuso stasera a 1.2610.

IL GRAN BALLO INIZIA ORA

In ogni caso, si preannunciano tempi difficili con una trattativa ancora da aprire che però è preceduta da toni durissimi, funzionali al proprio orticello, ma che danno l’idea del livello a cui siamo arrivati in Europa.

La sensazione che gli effetti della Brexit non si siano ancora avuti, ma che stiano per arrivare è sempre più forte.

Con quel che costa il carburante...
Con quel che costa il carburante…

Oggi sappiamo che Ryanair presenterà dei conti a picco, principalmente a causa della svalutazione fortissima della sterlina (passata da 1,70 su dollaro a 1,26 di queste ore) che ha determinato un aggravio molto forte del costo del carburante (capito cari fautori dell’uscita unilaterale dall’Euro? La svalutazione porta tanti effetti…).

Intanto Nissan sta seriamente pensando di chiudere i suoi stabilimenti inglesi a meno che il governo non si impegni a compensare l’aggravio di costo dovuto ai dazi che saranno messi dall’Ue per le importazioni di automobili dall’ Inghilterra.

C’è poi la questione delle due agenzie europee: quella del farmaco e quella della sorveglianza bancaria (Eba) che sino ad oggi hanno assicurato a Londra un indotto di rilievo.

Queste agenzie saranno trasferite e sarà una bella botta anche simbolica alla Londra centro finanziario mondiale insieme a Wall Street.

E l’immobiliare crolla
E l’immobiliare crolla

SCRICCHIOLII DAL MERCATO IMMOBILIARE

Nessuna nazione, in età moderna, cresce senza un solido mercato immobiliare.

Ma ecco che con il referendum tutto si è bloccato. La situazione è grave, perché i prezzi sono scesi e quindi in caso di insolvenza da parte di chi ha un mutuo da pagare, il valore della casa non copre più il mutuo erogato.

Ne avevamo parlato ai primi di giugno. La situazione non solo non migliora, ma ora, il governo inglese ha deciso di acquistare le case invendute dai costruttori per un valore di 2 miliardi di sterline.

Lo faranno facendo più debito pubblico.

Maremma, che roba!
Maremma, che roba!

Insomma, pare che si stia perdendo la bussola, se la più antica democrazia del mondo crea liste di proscrizione di lavoratori stranieri, se il baluardo dello stato più liberista d’Europa, intende comprare case coi soldi del cittadino britannico per farne non si sa bene che.

Nel 2017 assisteremo a cose davvero interessanti in Europa.

Prendete i popcorn, mettetevi comodi e non cambiate canale.

[Massimo Scalas]

[Fonti: Forexlive.com, Bloomberg, The Times]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

One thought on “wonderland planet. BREXIT, MA CHE GRANDE SCOMPIGLIO

Lascia un commento