wonderland planet. DAL CETRIOLO TROPPO CURVO ALLA DECAPITAZIONE DELLA GRECIA

E il tutto per salvare, a rigor di dogmi, il mondo dell’€ e degli interessi della classe dirigente. «La “dottrina” europea oggi prevede la predica, il camminare in ginocchioni sui ceci e l’umiliazione sulla pubblica piazza, perché come diceva Mao, bisogna punirne uno per educarne cento...»
Il Monte dei Paschi visto dalla galassia di Andromeda
Il Monte dei Paschi visto dalla galassia di Andromeda

DOBBIAMO DIRLO, la situazione è grave ma non seria, confusa, ma del resto se guardate con un bel telescopio, quello che accade nel resto dell’Universo è tutto uno strepito e uno schianto di stelle e galassie.

Se poi ci mettiamo i buchi neri (no, non parlo di Mps) noterete che da qualche miliardo di anni non c’è pace. Da nessuna parte. Come ti rilassi un attimo… sdeng! Ti arriva un lavandino in testa.

SANGUE FREDDO: ANZI, NO

Questa settimana il lavandino fuori dal balcone l’ha tirato Carney, il governatore della Boe (Banca Centrale Inglese), che giovedì ha tagliato i tassi di riferimento sulla sterlina e aumentato di 70 miliardi il Qe attualmente in corso.

Questa cosa, che noi di Linee avevamo previsto e anticipato un mese fa, non è molto bella. Infatti il segnale lanciato e quello di un allarme rosso. Ha sparato subito e con l’artiglieria pesante.

Il cortese messaggio di Carney alla May
Il cortese messaggio di Carney alla May

La cosa, è parsa un po’ come se il nostro amico volesse mettere da sùbito le mani avanti, scoprire immediatamente le carte, per poter dire: “Cara May (la Premier inglese – n.d.r.), io ho fatto tutto e subito, voi ancora niente… Adesso tocca a voi”.

Il risultato immediato, anche questo ampiamente prevedibile, è stato il deprezzamento della sterlina su tutte le altre valute e la reazione positiva di tutte le Borse mondiali.

A questo punto inizia il conto alla rovescia per capire quando entrare in acquisto con la sterlina. Sarà l’affare dell’anno.

Per chi non ha un’alta propensione al rischio, potrebbe rivelarsi vantaggioso l’acquisto di titoli di stato inglesi che essendo denominati in sterline, possono, giocando sul cambio portare a ottimi rendimenti.

E LA FED CHE HA FATTO?

Niente. Anche questo vi era stato anticipato due settimane fa. Il Fomc, braccio operativo della Fed, ha deciso di lasciare tutto com’è e scommetto che la cosa si ripeterà questo mese.

Come al solito ha la pistola caricata a salve...
Come al solito ha la pistola caricata a salve…

Infatti i dati americani continuano ad essere in chiaroscuro, con il Pil che sale, ma meno del previsto (1,2% questo mese rispetto al 3 atteso e al 2% precedente) e ci sono dati di questa settimana sui beni durevoli e non durevoli piuttosto negativi.

In compenso si stanno smaltendo le scorte di magazzino (il contrario che da noi) il che fa pensare a un buon inizio d’autunno (se svuoti i magazzini poi li devi riempire…).

Inoltre abbiamo avuto un forte dato dei Nfp (No farm payrolls), le buste paga non agricole, con 285mila posti di lavoro creati questo mese e una disoccupazione che resta attorno al 4.9%.

E KURODA SE LA RIDE

Il meglio ce lo ha però fornito Kuroda, il governatore della Boj (banca centrale del Giappone), che ha la curiosa abitudine (come del resto i cinesi) di fissare una data, ma non un’ora, per comunicare le decisioni che prende.

La cosa è davvero simpatica, visto che a causa del fuso orario, il nostro amico orientale, può illuminarci alle 4 del mattino ma anche no, anche verso le 6.

Di solito evito accuratamente di invischiarmi con lo yen prima delle riunioni Boj, ma un paio di volte mi hanno preso in mezzo… La prima volta non ho sentito la sveglia e mi è andata benissimo. La seconda ero lì davanti e… non ve lo dico.

Se becco quel deficiente di Kuroda…
«Se becco quel deficiente di Kuroda…»

Fatto sta che da lui, Abe, il premier si aspettava grandi cose… e in effetti: solo che le ha fatte al contrario. In pratica ha caricato gli investitori a molla facendo credere che avrebbe fatto di tutto di più. Nei giorni precedenti la riunione erano trapelate indiscrezioni che manco sulla Nazione. Dall’ Helicopter money, al lancio del gatto dall’auto in corsa (permettetemi il politicamente scorretto), dall’invasione aliena sulla Terra, all’invasione giapponese della Manciuria.

Noi, sempre noi, però, vi avevamo avvertiti che non avrebbe fatto niente.

Vi devo proprio dire il finale? Il finale ha visto lo yen partire sulla luna con Abe che tentava il harakiri e Kuroda che partiva per le Hawai, dopo aver bofonchiato che comprava un po’ di Etf…

Questa settimana non c’è molto altro; sì, certo, ci sono i ministri finanziari del G20 che parlano, parlano, parlano. Ma sarà che siamo in agosto (non ci crederete, ma in agosto persino i grandi speculatori di borsa tirano i remi del panfilo a bordo). La liquidità cala e di solito il cambio euro-dollaro va in letargo per qualche settimana.

Chiudo quindi con una riflessione personalissima che sicuramente troverà molta gente in totale disaccordo.

IL MALE OSCURO DELL’EUROPA

In questi ultimi anni assistiamo sgomenti alla triste deriva presa dall’Unione Europea.

Tutti noi abbiamo sperato, dopo l’abbattimento del muro di Berlino, in un’Unione prospera, unita e in pace. Ma la cosa si è presto rivelata un’utopia. Perché?

Perché l’ideologia ha preso il sopravvento, la realtà, lasciata in un angolino, a incubare la sua vendetta, che puntualmente arriva ora a presentare il conto di tante sciocchezze dette e fatte.

La cosa curiosa è che non è stata l’ideologia vincente a prendere il sopravvento, ovvero il liberismo, cui l’Occidente deve la vittoria sul blocco sovietico (non scordiamoci che prima che militare questa è una supremazia economica), ma quella perdente, cioè il socialismo di stampo moralistico, rappresentato dall’ammucchiata europarlamentare Ppe/Pse, apparentemente divisi, ma uniti nei loro assurdi dogmi, che, come conseguenza visibile, hanno la proliferazione di leggi e regolamenti su tutto ciò che è inutile regolare, contro natura regolare, dannoso regolare.

LA NATURA E I CETRIOLI SECONDO L’UE

Cetrioli. Ma vi pare normale?
Cetrioli troppo piegati al macero. Ma vi pare normale…?

Non ci credete? Leggete la direttiva europea relativa ai cetrioli e alla “curvatura” degli stessi. Questo è un plastico esempio di come i politici europei, perseguano le loro utopie, nel momento in cui esigono che la natura si adegui alle loro leggi e non viceversa.

Cosa, meglio di questo spiega la nostra penosa situazione attuale? Oltretutto a me pare un modo nazistoide di rapportarsi al creato. Tu, cetriolo curvo oltre misura, vai in discarica, tu, cetriolo ariano ma insipido, vai pure a farti mangiare.

GLI INUTILI IDIOTI

Meditazione trascendentale sul destino dell’Europa da parte della classe dirigente
Meditazione trascendentale sul destino dell’Europa da parte della “classe dirigente”

Incredibilmente ha preso il sopravvento quella élite vanagloriosa, logorroica e moralista (coi soldi degli altri) ben nota agli italiani sotto forma dei cosiddetti “salotti buoni”, fatta per lo più da ricchi signori, accompagnati da mogli annoiate, facili ad invaghirsi, tra un cocktail e l’altro, di belle foto del Che o delle rivoluzioni alla Pol Pot (senza nemmeno arrossire a posteriori, quando emergerà l’orrore cambogiano).

O anche… dei cetrioli più diritti!

LA MEMORIA STORICA NON È IL LORO FORTE

Non è un caso che l’unica nazione europea, liberista, la Gran Bretagna, resterà sempre ai margini e sempre diffidente verso l’Ue. Un Europa, dunque, che negli anni commette l’errore clamoroso di dimenticarsi del perché dal 1800 ad oggi è riuscita ad aumentare del 3000% i redditi dei propri cittadini.

Da un trentennio invece, la melassa Ppe/Pse domina l’Unione e i risultati si vedono: la gente si è impoverita, perché questo, piaccia o meno, è ciò che accade quando a prevalere sono i dogmi, con la loro pretesa di regolamentare tutto, ogni aspetto della nostra vita, con il fine ultimo di creare un’uguaglianza artificiosa che non esiste in natura.

Caro Juncker, le differenze esistono. Smettiamola di offendere le scimmie!
«Caro Juncker, le differenze esistono. Smettiamola di offendere le scimmie!»

Gli uomini non nascono uguali, non sono uguali. Ognuno è diverso e sono proprio le differenze, che oltre a rendere il mondo interessante, spingono gli individui a darsi da fare per migliorare se stessi, la propria condizione economica e spirituale.

Tutto ciò è, mi rendo conto, difficilmente digeribile, specie in una nazione come la nostra, che ha completamente travisato il significato del cristianesimo, trasformandolo nell’esatto contrario di quanto Gesù ci ha chiesto: l’assunzione della responsabilità personale, l’esercizio di fatto del libero arbitrio, l’essere gli artefici primi della nostra vita terrena. Il miglioramento materiale e morale affidato a noi stessi per noi stessi. La crescita individuale come motore della crescita collettiva.

Perché, parliamoci chiaro, nessun povero può aiutare un altro povero: per poterlo fare bisogna avere denaro a disposizione (mi prendo a schiaffi dalle ovvietà che scrivo, ma che le scrivo a fare?). Esiste traccia di ciò nell’Italia e nell’Europa del 2016?

L’ASSISTENZIALISMO COME GALERA DELLO SPIRITO

Il paternalismo europeo si è rivelato perfetto nello spegnere questa naturale aspirazione umana, che asseconda la voglia che ha l’uomo, sin da bambino, di mettersi alla prova, di esplorare il mondo e coglierne le opportunità. Perché questo e solo questo lo può rendere felice e dare senso concreto alla sua vita.

Ecco perché oggi l’uomo europeo è insoddisfatto, arrabbiato. Si rende conto di essere stato rinchiuso in una gabbia e piallato a forza di leggi e regolamenti che impongono un’uguaglianza inesistente tra cittadini e tra cittadini e immigrati. Perché sente che questa uguaglianza imposta va a scapito del diritto ad avere uguali possibilità di partenza tra gli individui (l’unica uguaglianza auspicabile) per una “gara” in cui può e deve vincere il migliore e non il più protetto.

E guardate che questo ugualitarismo pernicioso è lo stesso che ha prodotto e perpetuato questa classe politica inefficiente e corrotta, che ha messo al bando i migliori e cooptato gli amici e gli amici degli amici.

D’altro canto molti penseranno: “Eccolo qui! Un altro pazzo che vorrebbe eliminare ogni forma di welfare alla povera gente”. Niente di più falso. Io parto solo dall’assunto che per avere un welfare vero, che copra i bisogni reali della gente (e non le esigenze elettorali dei politici) ci vuole denaro, tanto denaro e l’attuale oligarchia sinistrosa che ci governa ci sta impoverendo e sta togliendo la possibilità di creare e mantenere le risorse necessarie allo scopo.

La risposta sbagliata che ci porta dalla padella alla brace
Solo cetrioli ariani… La risposta sbagliata che ci porta dalla padella alla brace

Naturalmente, mentre ci tolgono servizi, pensioni e diritti, lo fanno additando al pubblico ludibrio, nell’ordine, i poteri forti (che sono loro), i mercati, il libero mercato, la globalizzazione. E la gente ci crede.

Ed ecco allora che la ribellione a ciò si esprime con la rinascita dei nazionalismi, una risposta istintiva e sbagliata, che è la causa di tutte le guerre europee dall’inizio delle comunità-nazione ad oggi. Hitler docet.

D’altro canto non si colgono minimamente i segni di un’autocritica da parte di queste élites europee che, di fronte alle scoppole elettorali che fioccano sul loro capo, reagiscono con un misto di sorpresa/preoccupazione per le sorti della “democrazia” (o meglio per ciò che loro credono essere la democrazia, ma che è solo la tutela di interessi particolari), imputandone la colpa ai populismi di varia natura, ovvero, in definitiva, al popolo rozzo e incolto che non li capisce. Purtroppo per loro il popolo non può essere abrogato per direttiva comunitaria.

UN ESEMPIO ILLUMINANTE

Un esempio clamoroso di tutto questo è la gestione della crisi greca. Crisi che tale non era ma che tale è divenuta a causa dei “provvedimenti caritatevoli” imposti da Bruxelles.

In pratica un Paese che rappresenta meno dell’1% del Pil europeo, aveva falsificato il proprio bilancio pubblico per anni, con l’aiuto delle agenzie di rating, e la complicità del complesso sistema banche/industria di Francia e Germania, cui piaceva moltissimo vendere sottomarini e utensili alla Grecia e concederle crediti generosi senza garanzie.

Quando si è “scoperta” la verità, la Grecia era semplicemente un piccolo stato fallito: si trattava di lasciare che la “natura” facesse il suo corso. Loro falliti a ristrutturare il debito, i creditori incauti a leccarsi le ferite e a meditare sulla loro ingordigia e sugli errori commessi. Questo avrebbe permesso alla Grecia di ripartire in tempi ragionevoli e ai creditori di trarre la dovuta lezione.

Volendo si poteva anche salvarli con un piatto di ceci. Ma la “dottrina” europea oggi prevede la predica, il camminare ginocchioni sui ceci e l’umiliazione sulla pubblica piazza, perché come diceva Mao, bisogna punirne uno per educarne cento. Oggi, che la Grecia è diventata un pozzo senza fondo, sappiamo che questa è una delle più grandi stronzate della storia.

Così si è scelta la strada dei “salvataggi” a ripetizione, dati a condizioni durissime e irrealistiche: q. In questo modo da 8 anni i greci soffrono come non mai e non vedono la luce in fondo al tunnel. E nel frattempo sono stati inceneriti miliardi di aiuti.

IL MEA CULPA SOLITARIO

DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE

12 Lagarde ma che abbiamo combinato….parrucchiereeee

Ecco, infatti, tardivo e solitario il mea culpa dello Fmi (Fondo monetario internazionale), il cui intervento a fianco delle autorità europee per “salvare” la Grecia viene così descritto in un audit interno: “Il personale di alto livello del Fondo Monetario Internazionale ha fuorviato il suo consiglio di amministrazione, ha fatto una serie di disastrosi errori di valutazione in Grecia, è diventato un euforico sostenitore del progetto dell’euro, ha ignorato i segnali di pericolo di una crisi imminente e non è riuscito a cogliere un concetto elementare della teoria valutaria”. E ancora si parla di “cultura di compiacimento”, soggetta ad analisi “superficiali e meccaniche”.

Il report dell’Ufficio di Valutazione Indipendente (Ieo) del Fmi passa sopra la testa del direttore operativo, Christine Lagarde. Esso dipende solamente dal consiglio di amministrazione esecutivo, e i membri di Asia e America Latina sono chiaramente furibondi per la maniera in cui i membri dell’Unione Europea hanno utilizzato il Fondo per salvare la loro ricca unione monetaria e il suo sistema bancario.

I tre principali salvataggi – di Grecia, Portogallo e Irlanda – sono stati di un tipo e di una grandezza senza precedenti. Ai tre Paesi sono stati elargiti prestiti per più del 2.000% della loro quota di partecipazione (ossia più di tre volte il limite normale) e questi prestiti hanno costituito l’80% di quelli totali elargiti dal Fondo nel periodo tra il 2011 e il 2014.

“Molti documenti sono stati preparati fuori dai consueti canali ufficiali; e non è stato possibile trovare la documentazione scritta riguardo ad alcuni argomenti sensibili.

9 ogni tanto la realtà presenta il conto
Ogni tanto la realtà presenta il conto…

L’Ieo in alcuni casi non è stato in grado di determinare chi ha preso certe decisioni o quali informazioni fossero disponibili, né è riuscito a chiarire i ruoli di gestione e di staff”, dice il report.

Ma perché tutto ciò? Perché l’approccio dello Fmi fu ideologico, dettato più che altro da cieca adesione alla visione idilliaca di un’Unione Europea inesistente. Non fu nemmeno presa in considerazione l’ipotesi che gli ingenti flussi di capitali verso la periferia dell’Ue potesse improvvisamente arrestarsi come invece è avvenuto e quindi non fu predisposto un piano B al posto della via che fu poi seguita. In definitiva un grave fallimento professionale da parte degli “esperti” del Fondo.

Guardate qui cosa prevedevano per l’andamento del Pil greco. Le linee colorate sono le previsioni riviste nel tempo e la linea nera quanto è poi accaduto.

Il rapporto chiude mettendo nero su bianco che la Grecia fu sacrificata per salvare l’euro e le banche del Nord Europa. “La Grecia dovette sopportare il consueto pacchetto Fmi di austerità, ma senza poterne mitigare gli effetti con una ristrutturazione del debito e una svalutazione valutaria per recuperare la redditività del Paese”.

 I greci e gli aiuti Ue
I greci e gli aiuti dell’Ue

Un sotto-rapporto del caso greco dice che “il Paese fu costretto a subire un’inaudita stretta fiscale”, pari all’11% del Pil nel giro di 3 anni. Questo innescò una spirale debitoria fallimentare. Più la situazione peggiorava, più la Grecia veniva costretta a nuovi tagli.

“Gli stabilizzatori automatici vennero disinnescati, aggravando la tendenza pro-ciclica della politica fiscale, cosa che esacerbò la recessione”, dice ancora il rapporto.

Il risultato è che il Pil fu del 25% inferiore rispetto a quanto stimato dal Fmi, e la disoccupazione balzò al 25% anziché assestarsi al 15% come da previsioni. “L’ordine di grandezza degli errori di valutazione riguardo alla crescita greca sono straordinari” dice il rapporto.

A questo va aggiunto il dilettantesco ottimismo (sono tutti uguali questi politici/tecnici), con cui si contava di recuperare 50 miliardi da privatizzazioni di asset che non si capiva nemmeno di chi fossero e quanto davvero valessero.

Ma che palle ’sto popolo… Rilassiamoci va’!
«Ma che palle ’sto popolo… Rilassiamoci va’!»

Tale catastrofica mancanza di aderenza alla realtà durò fino al 2011. Ma a quel punto la Grecia era ridotta a uno staccio e la cara Troika, non ha mai ammesso che lo scopo ultimo era salvare l’unione monetaria a scapito dei cittadini greci, che hanno pagato carissimo il falso in bilancio e anche dopo, quando gli interventi sbagliati sono regolarmente falliti, sono stati incolpati di tali fallimenti (un po’ come gli europei, che oggi vengono trattati dai politici come incompetenti e rozzi perché votano a destra…).

Oggi per la prima volta il rapporto interno dello Fmi riconosce tutto questo e chiude così: “Se una delle preoccupazioni principali era evitare il contagio internazionale, il costo di queste misure protettive avrebbe dovuto essere sostenuto, almeno in parte, dalla comunità internazionale, in quanto principale beneficiaria”.

Naturalmente a Bruxelles tutto tace, perché l’importante è salvare l’immagine…

Quale?

[Massimo Scalas]

[Fonti: The Telegraph, Fmi, Bruegel.com, Federal Reserve, Boj, Boe]

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