wonderland planet. E LORO TORNERANNO A PASCOLARE CAMMELLI?

Si torna all’antico
Si torna all’antico

LA CRISI ECONOMICA non si risolverà prima del 2020, ma il peggio è alle spalle.

Parlo del mondo: noi italiani potremmo anche fare cose inaudite da qui a tre anni, visto chi ci governa e i nostri politici in generale.

PETROLIO, FINE DI UN’ÈRA

Salutiamolo con gratitudine ma senza rimpianti. Il petrolio ci ha permesso un salto, nelle condizioni di vita senza precedenti. Ma ormai la rivoluzione tecnologica è alle porte e, detto tra noi, probabilmente risolverà anche ogni conflitto mediorientale.

Gli arabi torneranno a pascolare cammelli e noi la smetteremo di occuparci di loro.

Oggi torno ad occuparmi, dopo parecchio tempo, di petrolio.

Lo faccio perché, pare che lo “storico!” accordo tra Putin e l’Opec e all’interno dell’Opec, per tagliare la produzione vacilli, infatti tutti d’accordo sulla necessità di tagliare la produzione ma, quanto a chi e in che quantità debba farlo, è tutta un’altra storia.

Intanto il prezzo del petrolio è tornato sotto i 50 dollari al barile. Vedremo alla riunione Opec di fine mese: segnalo che sono in corso in queste ore serrate trattative e non possiamo escludere sorprese in giornata.

Ma proviamo ad allungare lo sguardo: il mondo galleggia sul petrolio, e tutte le previsioni legate alla carenza dello stesso si sono rivelate clamorosamente errate.

Il mondo non rinuncerà al petrolio per mancanza di esso, ma per scelta imposta dai nuovi attori tecnologici, per denaro e, buon ultimo, per non morire d’inquinamento.

Il processo è partito e non si fermerà. Probabilmente assisteremo a un cambiamento epocale nel campo energetico, tale da generare un nuovo ciclo economico per i prossimi 100 anni.

GLI SCRICCHIOLII DELL’ARABIA SAUDITA

E gli arabi finiranno a rotoloni
E gli arabi finiranno a rotoloni

Nessuno ci ha fatto caso, ma i sauditi hanno ridotto del 30% gli stipendi dei dipendenti pubblici (legge promulgata il sabato e applicata dal lunedì successivo e senza scioperi sindacali); hanno messo sul mercato il 5% di Aramco, la compagnia petrolifera più grande del mondo.

Quest’ultimo particolare è indicativo di una casa regnante che ormai non vede il calo del prezzo del petrolio come un fatto episodico, come successo in alte epoche, ma un qualcosa di sinistramente strutturale.

A tutto ciò aggiungeteci il calo delle riserve in valuta estera pari a 10 miliardi di dollari al mese per far fronte al crollo del prezzo del greggio e il fatto, clamoroso, che stanno facendo molta fatica a pagare i fornitori.

Societé Générale, il colosso bancario francese, sta scommettendo sul fatto che continuando così, la moneta nazionale, il riyal dovrà sganciarsi dal dollaro americano cui è strettamente legata ora, e questo causerà un ulteriore crollo delle entrate sotto forma di svalutazione.

IL CROLLO DEGLI ULTIMI DUE ANNI

Siamo già al tramonto delle trivelle
Siamo già al tramonto delle trivelle

Negli ultimi due anni il petrolio è passato da 100 a 30 dollari al barile a causa della sciagurata (per loro) decisine dei sauditi di scatenare una guerra commerciale contro i produttori di shale oil americano, inondando il pianeta di petrolio e facendo quindi crollare la quotazione.

Oggi la battaglia è persa, perché gli americani sono ancora in piedi, ma il prezzo non recupera e non lo farà più. Se non per brevi periodi.

Il picco di consumo è previsto in un lasso di tempo intorno ai 10 anni. Poi la caduta sarà rovinosa.

FINE DELL’ÈRA PETROLIFERA

E SUE CAUSE

L’istituto di ricerca McKisney cita essenzialmente tre cause che determineranno il crollo finale dei prezzi del petrolio:

  • l’indebolimento strutturale della crescita del Pil mondiale nei prossimi decenni e l’invecchiamento della popolazione
  • lo spostamento dell’economia mondiale dal settore dell’industria ad alto consumo energetico a quello dei servizi
  • l’efficienza energetica che sta compiendo balzi in avanti continui

Mi soffermo sull’ultimo aspetto della questione. Stiamo assistendo a enormi miglioramenti nel modo di produrre energia da fonti rinnovabili e in modo efficiente, tant’è che un impianto fotovoltaico monofamiliare oggi costa la metà rispetto a 10 anni fa e ha una resa molto più alta.

Presto l’energia da fonti rinnovabili sarà competitiva rispetto alle fonti tradizionali.

DOVE SI VA A FINIRE?

Fotovoltaico: crollano i prezzi, salgono le installazioni
Fotovoltaico: crollano i prezzi, salgono le installazioni. 1

È chiaro che molte delle attuali potenze petrolifere dovranno ridimensionarsi e alcune crolleranno rovinosamente.

Ci sarà un grande travaso di ricchezza verso coloro che avranno preso la testa o almeno la scia di questa rivoluzione, grazie alla quale l’economia mondiale vedrà una nuova fase espansiva.

Fotovoltaico: crollano i prezzi, salgono le installazioni
Fotovoltaico: crollano i prezzi, salgono le installazioni. 2

Se l’innesco della fase terminale dell’epoca del fossile è stato il fracking (l’estrazione del greggio tramite frantumazione delle rocce), la fonte che darà il colpo finale sarà il solare.

E come dicevo sta diventando sempre più efficiente e conveniente come dimostra il grafico qui sotto:

La cosa interessante è che più la tendenza a produrre con impianti fotovoltaici accelera, più l’evoluzione è rapida in senso tecnologico.

Una torta che dovrebbe fare riflettere
Una torta che dovrebbe fare riflettere

Negli ultimi 10 anni produrre un Kw di energia con il fotovoltaico è passato da un costo di 8 dollari a meno di 3.

Questo in corrispondenza dell’aumento esponenziale dei pannelli installati di quasi 6 volte.

Nel 2014 vediamo che l’abbattimento dei prezzi ha permesso a sempre più persone di dotarsi di impianti energetici alternativi.

UNA DIREZIONE UNIVOCA

Come si vede dai tre grafici, tutti raccontano la stessa storia.

Fotovoltaico in Usa. Produzione + 7900%
Fotovoltaico in Usa. Produzione + 7900%

Stiamo andando verso la massa critica che consentirà al solare di sfidare a pieno il petrolio sul piano della convenienza.

Se prendiamo l’Italia, vediamo per esempio che ha aumentato la produzione energetica da solare del 410% dal 2010.

Nel 2014 la Germania produceva il 6,9% del suo fabbisogno da fonte solare, negli Usa la capacità solare è aumentata dal 2004 al 2014 di 40 volte ed entro la fine dell’anno dovrebbe raddoppiare un’altra volta: il che porta l’aumento americano a uno strabiliante 7900% negli ultimi 12 anni.

IL RUOLO DEI TRASPORTI

Ma questa è solo una pare della storia. Un ruolo fondamentale si accinge a giocarlo anche il settore dei trasporti: ma ne parliamo domani.

[Massimo Scalas – continua. 1]

[Fonti: Seia/Gtm Research, Ferc, Monthly Energy Review US Energy Information Administration]

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