wonderland planet. GUERRE FINTE E TEATRINO PER ALLOCCHI

CHIARIAMOCI una volta per tutte, dei soliti strilli nei soliti salotti “buoni” dove si dialoga sul nulla facendo finta di interessarsi all’uomo  (specie in questa città dove ormai si lascia che i rom si impossessino di un parcheggio pubblico in centro senza che il filosofo pensi di intervenire) non ce ne importa niente, chiariamoci e contiamoci, contiamo quante sono le persone che ritengono importante non permettere a dittatori sanguinari di andare in giro a gasare il popolo.

Chiariamoci perchè Trump ha fatto quello che da anni andava fatto e non è stato fatto, nell’indifferenza totale di tutti.

(Trump versione ufficiale)

Perché cari lettori, ricordatevi che se passa il principio che i gas nervini possono essere usati in guerra e per di più contro i civili, un giorno forse, li useranno contro di voi e sarà normale.

PIANETA TERRA, VIA LATTEA

Trump in versione ufficiosa…

E ora invece vi dico il vero motivo per il quale Trump ha sparato…no dico, non penserete mica che dopo anni di guerra e di bambini trucidati senza che nessuno battesse ciglio i motivi siano quelli che vi ho raccontato sopra vero?

La verità è che il presidente americano è stretto all’angolo dai democratici e anche da parte dei repubblicani che stanno stringendo il cerchio sui suoi rapporti pericolosi coi russi prima dell’elezione: l’obbiettivo è l’impeachment e la destituzione.

Trump aveva dunque bisogno di un’azione eclatante che dimostri che lui e Putin sono cane e gatto: ecco allora i 59 (chissà perché non 60….già che c’era) Tomahawk da 15 milioni di dollari cadauno su una base siriana debitamente avvisata e svuotata…

BUFALE

Questo ci porta a parlare di un presidente che inizia a misurare sulla sua pelle la distanza tra cose che si promettono e cose che si possono fare: Trump inizia a delineare meglio la sua politica economica ed estera e non sembra ancora aver compreso la differenza tra twitter e la realtà.

Noi ci occupiamo di economia e quindi partiamo con la bufala della settimana, quella che voleva il presidente americano firmare un provvedimento che mette dazi mostruosi a carico di Vespa, Perrier, Parmigiano Reggiano e via così.

Vi do una notizia: non è vero, non è mai accaduto. Lo so, l’hanno scritto tutti, perché tutti hanno copiato un lancio del Wall Street Journal, che si basava su indiscrezioni poi rivelatesi false. Peccato che, nella foga di continuare il tiro al piccione partito con l’elezione, nessuno ha pensato di rettificare.

Stampa e Tv, una garanzia di disinformazione

In realtà il Presidente americano, ha semplicemente firmato un cosiddetto “executive order” che dà agli organi competenti 90 giorni di tempo per indagare e chiarire i perché del mostruoso deficit commerciale. (punto)

C’è da anni invece, una questione aperta sulle barriere protezionistiche che l’Ue ha messo sulla carne americana, tanto è che il contenzioso è finito in sede Wto (organizzazione mondiale del commercio) il quale oltre ad aver condannato l’Unione per non essere stata in grado di provare scientificamente che la carne americana fa male alla salute, ha stabilito che dovesse aprire i mercati a una quantità risibile (45mila tonnellate di carne su 8 milioni di produzione annua in Europa) di carne americana di qualità non trattata con gli ormoni, prodotta appositamente per il mercato europeo.

Tutto sembrava risolto, ma poi l’Ue non ha ottemperato e quindi la questione è sul tavolo e le minacce di Trump sono reali, ma non hanno al momento portato a provvedimenti.

UN BEL PO’ DI CONFUSIONE

La transizione post elezione è stata lunga e faticosa ed è ancora in corso con diversi quadri dirigenziali ancora scoperti: pensate che Trump manda figli e parenti vari ai meeting di politica estera dove dall’altra parte ci sono vecchie volpi della politica e dell’economia.

Il presidente ha saggiato con mano cosa significhi avere a che fare col Congresso e con un partito diviso in due fazioni ognuna delle quali lo attacca per motivi opposti: gli ultraconservatori che lo accusano di essere troppo morbido e i repubblicani di stampo europeo che lo accusano di essere un estremista.

Ecco allora il primo siluro sparatogli contro, con l’abrogazione dell’Obama care che è stata di fatto impedita dal suo partito. Per la riforma fiscale giova ripassare la storia del Vietnam…

IL PROTEZIONISMO

Conseguenze del protezionismo: dopo il crollo del 29 il pil pro capite si dimezza in 4 anni

Ecco allora che un presidente stretto nell’angolo dopo soli tre mesi, è tentato di giocare la facile carta del protezionismo.

Ma cosa comporterebbe una guerra commerciale a Cina ed Europa? Intanto chiariamo una volta per tutte: la storia non insegna nulla.

Infatti storicamente sempre e sottolineo sempre, il protezionismo ha portato impoverimento e guerre. Vale la pena ricordare che il massimo periodo di apertura ai commerci non è quella attuale, come tanti pensano, ma il periodo che va da metà 800 e i primi anni del 900 e che le due guerre mondiali vengono dal protezionismo che si fa strada a partire dalla fine del primo decennio del ventesimo secolo.

IL MOTIVO PER CUI NON LO FARÀ

Se Trump dovesse mettere i dazi si suiciderà, perché l’Unione europea è il primo datore di lavoro degli Usa e chiudere le frontiere alle merci significa quindi danneggiare in primis l’apparato produttivo americano (che infatti non glielo permetterà), con perdita di posti di lavoro americani.

Non solo, l’autarchia implica la fine della concorrenza, con i prezzi dei prodotti che crescono di conseguenza, l’inflazione che sale e i portafogli dei cittadini che si sgonfiano dovendo pagare di più ciò che serve per vivere.

IL SECONDO MOTIVO PER CUI NON LO FARÀ

Perché non si può

Ma c’è dell’altro, cioè questo estratto dal Financial Times.

Ecco la traduzione:

“La Cina sembra aver capito che il modo migliore per influenzare il signor Trump è tramite la sua famiglia. I diplomatici cinesi hanno corteggiato il sig. Kushner e Ivanka Trump (genero e figlia di Trump), che erano i loro ospiti d’onore della celebrazione del nuovo anno cinese nel mese di febbraio. La Cina dimostra concretamente di avere un occhio di riguardo per gli affari del Sig. Trump.”

“Dal suo insediamento hanno approvato decine di domande di marchi in sospeso presentati dalle aziende di Trump. Il volume di domande per accedere al mercato cinese con marchio di Ivanka Trump in Cina è anche aumentato vertiginosamente.”

“Questa settimana, le aziende Kushner – il gruppo di proprietà della famiglia da cui Jared ha fatto un passo indietro – ha chiuso i colloqui per vendere immobili pregiati a Manhattan immobiliare a condizioni molto favorevoli ad Anbang, una società cinese, dopo che i membri del Congresso hanno stabilito che determinavano un conflitto d’interessi”.

Trump, un cane che abbaia alla luna… cinese

Vi basta? O volete anche sapere che i cinesi sono i maggiori finanziatori di Trump? Domandone: come fa Trump a mettere dazi sui prodotti cinesi senza spararsi sui piedi?

IL TASSO DI POVERTÀ AI MINIMI STORICI

Come ebbi modo di spiegare in un articolo di qualche mese fa, la globalizzazione, l’abbattimento delle barriere commerciali, ha portato la povertà assoluta nel mondo ai minimi storici: certo le classi medie occidentali ne hanno risentito, ma mi pare ipocrita piangere per i bimbi che muoiono di fame e poi essere di fatto indisponibili a dividere la torta. Avanti bravi cristiani fate vedere chi siete!

Effetti positivi della globalizzazione: poveri assoluti da 2 miliardi nel 1990 a 700 milioni nel 2015

L’ITALIA E GLI USA

Per chiudere l’Italia: ha una bilancia commerciale in netto attivo verso gli Usa, con le esportazioni verso il paese americano che sono cresciute del 70% in 10 anni. Pensiamoci prima di invocare il protezionismo; è un desiderio che si potrebbe avverare.

[Massimo Scalas]
[Fonti: Financial Times, Twitter]

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