wonderland planet. IL PENTOLONE DEGLI APPRENDISTI STREGONI

Igitus digitus... Divertiamoci così
Igitus digitus… Divertiamoci così

NELLA PENTOLA dell’economia mondiale bolle qualcosa di veramente grosso, qualcosa di cui a livello puramente astratto si dibatte da tempo, ma sottovoce.

A seconda di come lo si voglia vedere, può essere interpretato come il capolinea del capitalismo o, come io penso, il passaggio dall’alta velocità ai treni monorotaia a cuscinetto magnetico. Non siamo ancora al teletrasporto, ma ci si arriverà.

Il G7 in Giappone si è chiuso con una delle solite dichiarazioni d’intenti, dove ci si propone di utilizzare riforme strutturali, politica monetaria, politica fiscale per stimolare la crescita.

Il summit ha visto una Germania messa in minoranza che ha esercitato il proprio veto a una dichiarazione più esplicita. Ma non c’è niente da fare, Houston ha lanciato il razzo e non si fermerà fino all’obbiettivo o fino a che qualcuno chiamerà dicendo: “Houston abbiamo un problema”.

FINE DELLE NAZIONI TRADIZIONALI

INIZIO DEI CONGLOMERATI ECONOMICI

Nazioni tradizionali, addìo!
Nazioni tradizionali, addìo!

Quindi? Quindi chiarisco: le nazioni “avanzate”, per come le abbiamo conosciute, hanno spremuto tutto ciò che potevano da se stesse, dagli altri e dalle forme tradizionali di governo e di gestione dell’economia. Mai sono state così ricche e mai sono state così vicine al default, alla bancarotta.

In merito ci sono da sempre due scuole di pensiero: quella euro-tedesca, del pareggio di bilancio e del rientro dai debiti, e quella più anglosassone dell’espansione del debito purché il Pil cresca.

In realtà entrambe le visioni hanno i loro punti deboli e di forza, ma in entrambi i casi, si sono scontrate con la necessità legate al consenso elettorale.

Quindi? Quindi c’è la terza via, che le supera entrambe, di cui si teorizza, ma delle cui conseguenze poco si sa. La monetizzazione del debito pubblico.

In pratica con questo G7 si va verso una serie progressiva di default nazionali pilotati. Ovviamente non ce lo dicono e non ce lo diranno mai ufficialmente: li chiameranno in altro modo. Io vi spiego, per come lo capisco, cosa potrebbe accadere.

INTANTO OCCORRE UNA PREMESSA

Se è possibile stampare denaro in proprio, è possibile farlo, teoricamente senza alcun limite, gli unici rischi sono l’inflazione e la svalutazione della propria moneta. Ma si dà il caso che inflazione e svalutazione sono proprio quello che i governi di tutti i Paesi vogliono per rendere più competitivi i propri Paesi.

Nel mondo sviluppato, l’inflazione è inesistente, (perché ormai il denaro circolante è una quantità talmente elevata che altro denaro non cambia i termini… è come versare una secchiata d’acqua nell’Oceano) e infuria la guerra valutaria. La carta vincente in questo gioco è di default tramite monetizzazione e sta arrivando.

Il sentimento dominante degli ultimi 25 anni è stata una spinta verso la disciplina fiscale. Politici e commentatori politici hanno costruito la loro reputazione e la carriera come tirchi (coi soldi degli altri): ma questo è sbagliato come il  suo contrario e i risultati si vedono in Europa.

ELOGIO DELLA FOLLIA

Corriamo verso la follia!
Corriamo verso la follia!

In realtà la monetarizzazione è già iniziata e ne abbiamo un esempio in Europa, dove la Bce sta comprando debito pubblico dell’Eurozona a un ritmo di parecchi miliardi al mese, avviene in Giappone da molti anni, con la Boj (Banca Centrale del Giappone) che già ora detiene il 35% del debito pubblico.

Ora, tutti noi sappiamo che triste destino aspetti chi non ripaga i propri debiti: ti portano via la casa, l’auto… Abbiamo visto quanto accade in Grecia a causa dei debiti, quindi il discorso che tento di fare può sembrare folle. In realtà con la monetarizzazione non vi sarà panico nei mercati e per le strade, non ce ne accorgeremo quasi, e la parte più difficile, ovvero iniziare i vari Qe stando attenti all’inflazione, è forse già stata fatta.

E qui veniamo al cuore della faccenda, quello che hanno deciso di fare senza dirlo a noi, ma che loro sapevano da tempo che avrebbero fatto, è prendere i debiti pubblici, ammettere implicitamente che non sono sanabili, e, tramite le banche centrali, assorbirli sotto forma di obbligazioni con interesse 0 e senza scadenza temporale di rimborso.

In pratica io Bce, vengo da te, Renzi, politico italiano più fortunato della storia, e scambio il tuo debito pubblico con delle obbligazioni a tasso 0 che tu mi dovrai rimborsare ma senza una data di scadenza… cioè non me le rimborserai mai. Lo posso fare perché posso stampare tutta la moneta che voglio.

IL GIAPPONE: PRIMO TEST DI DEFAULT

Il Giappone sarà il primo a farlo. È previsto che il debito pubblico detenuto dalla Boj, passerà dal 35 al 63.3% del totale entro il 2020 con un nuovo Qe e tenendo il controllo di tutto il mercato obbligazionario.

Naturalmente questa è la certificazione di un default che non verrà mai chiamato con questo termine, verrà preparato nei prossimi mesi, con una campagna a base di economisti e opinionisti appositamente messi in campo.

NON SARÀ UNA PASSEGGIATA

MA LE ELEZIONI INCOMBONO

Grazie ragazzi è stato un G7 magnifico…. per il conto paga Mario Draghi, tanto a lui i soldi escono dalle orecchie
«Grazie ragazzi! È stato un G7 magnifico! Il conto a Draghi, tanto a lui i soldi gli escono dalle orecchie…»

Naturalmente io semplifico e messa così sembra una cosa altamente desiderabile, ma le scelte dei governi nei prossimi mesi non sono semplici, e la monetarizzazione del debito è l’alternativa al rigore di bilancio, che al momento porta allo stallo economico e alla perdita di voti.

Probabile che all’inizio ci siano contraccolpi vari, personalmente consiglio per chi può di investire in oro il cui prezzo è probabile spari verso l’alto e poi avremo anche un po’ d’inflazione.

LA SOLUZIONE

DEI VECCHI PROBLEMI

CREA UN MONDO NUOVO CON NUOVI PROBLEMI

Risolveremo forse gli attuali problemi di crescita ma probabilmente ne creeremo di nuovi, perché ricordatevi che, in economia e nella vita, nessun pasto è gratis. E scommettiamo che la gente comune dovrà continuare a stare molto attenta ai suoi debiti personali?

Ma su questo parleremo in un’altra puntata. Intanto mi sembra che vi sia di che riflettere. Vi lascio con un link di Bloomberg in cui si discute proprio di questo e poi chiudo con un paio di notizie minori. Eccolo: https://www.youtube.com/watch?v=UBXjlNNNFus.

E ABE ALLORA CHE FA?

ANNULLA L’AUMENTO DELL’IVA…

ma che tasse!!!....Beccatevi sti yen!
«Ma che tasse! Beccatevi ’sti yen!»

Le altre notizie della settimana, sono l’annullamento dell’aumento dell’Iva dall’8 al 10% in Giappone, che tanto a questo punto non serve più (visto quanto sopra) e il convegno alla Harvard University cui ha partecipato Janet Yellen, che ho seguito in diretta su Bloomberg tv, dove tra una facezia e una risata, la Presidente della Fed si è lasciata scappare che un nuovo aumento dei tassi di riferimento è in vista.

Naturalmente ho subito venduto euro su dollaro e ho fatto bene perché è venuto giù per tutta l’ora successiva. Ora mi preparo a riacquistare al primo segnale utile.

[Massimo Scalas – Fonti: forexlive e Bloomberg tv]


P.S. – A tutti i Carc, i comunisti, le signore con i miliardi e la foto del Che sul comodino. Non esultate:  questa non è la fine del capitalismo, ma il suo trionfo; ricchezza basata sul niente. Il capitalismo fattosi ormai essenza incorporea…


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