wonderland planet. LE CARTUCCE SONO FINITE E LA PAURA È QUESTA RIPRESA

Obama tra la Yellen e Bernanke, sotto il cui mandato esplose la crisi del 2008
Obama tra la Yellen e Bernanke, sotto il cui mandato esplose la crisi del 2008

AVANTI TUTTA!

MA CON MOLTA, MOLTA CALMA

IERI È STATO lo Yellen day.

Zia Janet ha tenuto il suo bel discorsetto a Jackson Hole e, come era prevedibile, a una spasmodica attesa dei mercati, non si sa bene di cosa e perché, ha fatto seguito un bel “ploff”. Infatti, come da abitudine, ha detto che sono pronti a un aumento dei tassi di riferimento ma anche no, e che tutto è legato ai dati economici.

E allora vediamoli:

  • vendita nuove abitazioni a luglio +654mila pari a +12,4% (dato annualizzato) rispetto al +1,7% precedente
  • vendita abitazioni esistenti a luglio (annuale) 5,39 milioni
  • ordinativi beni durevoli a luglio +4,4% rispetto a -4,2% precedente
  • indice dei direttori agli acquisti settore terziario ad agosto 50,9 rispetto al 51,4 precedente
  • Pil secondo trimestre +1,1% rispetto a 1,2% precedente
  • spesa consumatori reale di luglio +4,4%

I SOGNI DEGLI ORFANELLI DEL CHE

Come vediamo, al netto delle previsioni catastrofiche che da almeno 20 anni preannunciano la fine dell’impero amerikano, gli Usa, sono gli unici, grazie a un forte mercato interno, a non doversi troppo preoccupare di quello che accade fuori.

Sono, e restano, il Paese che dirige le danze; l’unico di cui non si può fare a meno se non vogliamo tornare a leggere libri a lume di candela. Con buona pace degli irriducibili che sempre scambiano i loro sogni per la realtà.

Ma noi vogliamo bene a questa gente e quindi ogni volta ricordiamo loro che non mangiano grazie a Fidel, non mangiano grazie a Chavez, alla Kirchner, che per lo più hanno ridotto i loro popoli alla fame.

LA DURA REALTÀ DEI POVERI MILIARDARI DI WALL STREET

In ogni caso ieri i poveri gestori di fondi si sono rassegnati, loro malgrado, a un triste weekend su verdi campi da golf: o, se proprio, al solito giretto in panfilo su e giù per coste varie ed eventuali.

Le borse europee hanno chiuso leggermente superiori e Wall Street leggermente sotto.

Il valutario ha visto un bel testa coda sul discorso della Yellen, con il dollaro, inizialmente sotto pressione che ha chiuso più forte sulle altre valute (si potrebbe parlare di goleada in rimonta).

CALMA PIATTA

NELL’OCCHIO DEL CICLONE

Dunque tutto è tranquillo, tutto è a posto… Ma davvero davvero?

Qualcosa bolle sotto la superficie: in queste ultime settimane sono partite alcune bordate non male all’indirizzo della Banca Centrale Americana con particolare riguardo alla gestione Yellen. Le critiche prima isolate, ora sono divenute un coro.

La congiura dei portavoce
La congiura dei portavoce

L’altro ieri sul Wall Street Journal l’ex governatore della Fed e sostenitore di una politica monetaria espansiva (leggasi Qe), Kevin Warsh, ha duramente attaccato la Fed accusandola, senza mezzi termini, di essere un’accolita avvolta da una sorta di “pensiero di gruppo” volto ad accrescere più il proprio potere che il benessere degli americani.

Ieri è stato il turno del portavoce della stessa Fed John Hilsenrath, che improvvisamente si è dimenticato di essere il portavoce della Yellen (caro John, vai al S. Jacopo e fatti spiegare come si fa il mestiere… loro sono espertissimi…).

Il suo articolo, sempre su Wall Street Journal, è intitolato “Anni di passi falsi alimentano la disillusione sull’economia”.

2 «Angelina, fa’ finta di nulla. Sorridi che tanto li teniamo quanti...»
«Angelina, fa’ finta di nulla. Sorridi che tanto li teniamo tutti quanti per le…»

Egli dice tra l’altro: “Una volta ammirate a livello globale per la loro guida del sistema economico, le banche centrali sono ora accusate sia dalla sinistra che dalla destra per i salvataggi durante la crisi finanziaria e per non aver previsto e gestito la situazione soffocando l’economia globale”. Così scrive Hilsenrath. Ovvero: cara Fed ci hai fatto tante promesse, ci siamo fidati e ci hai deluso.

Ma quali sono le cause di queste critiche? Intanto sicuramente oltre alla politica della Fed degli ultimi 20 anni sotto accusa è proprio Janet Yellen, che si capiva subito, non era proprio una donna dalla personalità spiccata.

In realtà proprio questa carenza, accompagnata dai modi pacati, aveva dapprima avuto un effetto rassicurante. Ma poi, a seguito di una serie di previsioni errate e di palesi indecisioni, ora appare come una figura incerta e titubante.

E chi guida le sorti dell’economia mondiale non può permetterselo. Oggi un banchiere centrale deve anche essere carismatico e fonte d’ispirazione… manco fosse un Kennedy.

CERCASI POLITICO CON… DUE SFERE

Sicuramente la bassissima qualità espressa dalla politica non aiuta in questo momento: in generale, e questo vale per tutte le banche centrali di tutti i Paesi, i politici hanno per lo più accuratamente evitato di fare le cose che andavano fatte per affrontare la crisi economica, ma meglio sarebbe dire il cambio epocale, che avvolge le economie mondiali.

Non hanno fatto nulla (se consideriamo che la Merkel è ritenuta un fenomeno solo perché ha imparato a fare correttamente le addizioni e le sottrazioni) e hanno rovesciato sulle banche centrali ruoli e aspettative improprie.

I leader tradizionali non danno risposte, ma in compenso sono lestissimi ad addebitare ad altri le proprie responsabilità.

SE SEI BELLO TI TIRANO LE PIETRE

MA CHE COLPA ABBIAMO NOI

«Mamma mia! Come mi diverto alla Boj!»
«Mamma mia! Come mi diverto alla Boj!»

È paradossale che venga attaccata la banca centrale dell’unico Paese che cresce ininterrottamente da 7 anni, ma la realtà è quella di una ripresa forzata dalla politica monetaria, che però ha raggiunto dei limiti difficilmente valicabili.

Le cartucce sono finite e la paura è che questa ripresa, senza entusiasmo, sia in realtà il preludio a un tonfo che probabilmente in questi anni è stato solo posticipato; e non c’è dubbio che le banche centrali saranno, nel caso, accusate di tutto il peggio possibile, quando invece sappiamo che i banchieri centrali sono comunque di nomina politica (il rischio yes men è sempre molto alto: vedi Trichet, il predecessore di Draghi, che era il cagnolino dei tedeschi) e che fondamentalmente hanno in questi anni l’ingrato compito di far dimenticare agli elettori il nulla espresso dai loro rappresentanti eletti, che non hanno avuto il coraggio di parlare chiaro e di intraprendere con decisione le strade che andavano percorse.

4 Esempio di un grandioso “finto stupido”
Esempio di un grandioso “finto stupido”

La Boj è la prima banca centrale ad aver esaurito le munizioni e le altre sono sulla stessa strada.

Ci aspetta, andando avanti, una fase “creativa” e sperimentale (helicopter money?) piena di incognite e a elevato rischio.

Vedremo: ciò che possiamo dire sin d’ora è che un eventuale ritorno della crisi in Usa nel giro di un paio d’anni determinerà la fine del mandato alla Yellen.

Perché, nonostante i dati, questo si teme e questo si prospetta.

SAGGEZZA IN PILLOLE

In ogni caso vi saluto con il sempre mitico Yogi Berra che, a proposito delle previsioni, così si espresse: “È difficile fare previsioni, specialmente sul futuro”.

[Massimo Scalas]

(Fonti: Wall Street Journal, Investing.com, Forexlive.com)

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento