wonderland planet. LE INUTILI LEZIONI DELLA STORIA

GLI UOMINI non imparano niente. Niente.

TEMPI MODERNI CHE PUZZANO DI ANTICO

Uno è pericoloso perché sa quello che fa, l’altro perché non lo sa…

Pare che la gente si annoi, si annoia, la pace è noiosa, il benessere è noioso. Siamo diventati un branco di rammolliti, capaci solo di lamentarci dell’euro, della globalizzazione, dei poteri forti, che, guarda un po’, sono dalla parte di quei 2 miliardi di disperati che fino a che morivano di fame ci piacevano e ci ispiravano “profondi sentimenti di pietà cristiana”, mentre ora, ora che loro iniziano a stare un po’ meglio, e noi un po’ peggio (ma c’entrano i ladri di Stato e non la globalizzazione) ci stanno proprio sulle balle.

Siamo capaci di lamentarci ma non di fare qualcosa di concreto per prendere in mano le nostre vite, perché poi si sa che facebook e twitter non è che lascino molto tempo: prima le cose serie, perdiana!

Accade così che come tanti bimbetti rivolgiamo le nostre simpatie all’uomo forte, l’uomo del destino, colui che prende e fa, colui che sa cosa è bene per noi.

Ecco allora, in questo medioevo moderno, che fioccano i Trump, i Putin e gli Erdoğan e perché no, anche i Renzi e le Le Pen. Gente alla quale, se fossimo ancora sani di mente non ci sogneremmo mai di affidare nemmeno un pelo del nostro gatto, ma che oggi, come 80 anni fa, vanno per la maggiore. Gente che non a caso arriva in un periodo di miseria morale fortissima, dove chi è al potere pensa solo al proprio tornaconto personale, mentre il popolo pensa solo a come arraffare gli avanzi del banchetto di corte.

Il metodo Putin applicato in Cecenia ieri e in Siria oggi e domani

Gli italiani, in particolare, ammirano Putin, uno che ha raso al suolo la Cecenia e la Siria, per sconfiggere qualche migliaio di terroristi, uno che elimina, fisicamente, oppositori e giornalisti. Ma piace molto anche Trump, uno che pare divertirsi un mondo con twitter e che usa bombe e missili per evitare che si inizi a parlare del nulla assoluto che sin qui ha prodotto. Parliamone.

TRUMP, UN BLUFF PERICOLOSO

In tempi non sospetti dissi che avremmo rimpianto Obama. Non pensavo così presto. In effetti Trump, dopo 5 mesi ha prodotto 0,0 periodico in campo legislativo ed economico.

Il signore vive di rendita per quanto fatto dall’amministrazione precedente, e ci riempie continuamente di tweet insulsi in cui afferma cose come “nessuna amministrazione ha fatto quanto noi nei primi 90 giorni”… Ora, a parte che sembra Renzi, ma forse giova ricordare che uno come Truman nella prima parte del suo mandato vinse la seconda guerra mondiale… forse… che un certo Roosvelt, acciuffò l’America e il mondo per i capelli e li trasse dalla Grande Depressione… forse, magari, un po’ di pudore andrebbe riscoperto.

Trump: gli inutili provvedimenti a beneficio della tv

In realtà il nostro uomo, nei primi 90 giorni è stato un disastro, si è fatto bocciare la riforma dell’Obamacare dal suo partito, si è fatto bocciare il blocco dell’immigrazione dai paesi musulmani, tanto era scritta male la legge, e da mesi ci parla dell’imminenza della rivoluzione fiscale senza che si muova foglia.

Si è dimostrato totalmente inadatto a condurre quelle trattative e compromessi senza i quali in democrazia non si ottiene nulla; il tanto vituperato Obama riuscì a far passare la sanità universale in un Congresso dominato dai repubblicani dei quali ottenne il voto.

Lui non riesce a fare nulla pur avendo il suo partito la maggioranza assoluta. Ammira Putin ed Erdoğan, senza comprendere bene le differenze che corrono tra uno Stato democratico e una dittatura.

TANTI BEI GIRI DI VALZER

In questi mesi abbiamo assistito a prese di posizione durissime rimangiate nello spazio di un amen:

  • La Nato è un ferrovecchio/ la Nato è utilissima
  • La Cina manipola la valuta/ la Cina è un partner affidabile
  • La Yellen sbaglia la politica dei tassi/ la Yellen fa una giusta politica dei tassi
  • La Yellen se ne deve andare prima della fine del mandato/ la Yellen può restare per un secondo mandato
L’inutile guerra alla Yellen persa senza nemmeno combattere

Capite bene che sarabanda sia questa presidenza che ha visto, uno dopo l’altro, i principali collaboratori di Trump finire sotto inchiesta oppure licenziati dallo stesso Trump, il quale non riesce a coprire adeguatamente le caselle vuote alla Casa Bianca, con i familiari coinvolti nella gestione degli Usa, come fosse una qualsiasi azienda di famiglia.

UN UOMO FORTE MA DEBOLISSIMO

Capite bene allora che al momento questa presidenza cammina con il passo dell’ubriaco, con Trump che cerca di coprire la sua assoluta debolezza con parole roboanti e soprattutto con azioni eclatanti in politica estera che tutto sembrano tranne che preparate e attuate con una strategia di lungo respiro.

La verità è che si tratta di un presidente che intreccia, come mai nessuno fino ad oggi, una mole di conflitti d’interesse (vedi i finanziamenti generosi dei cinesi alle sue aziende), con un modo che definirei semplicistico o dilettantesco di affrontare situazioni complesse.

Per questo motivo, l’uomo antisistema è più che mai in mano al sistema, che con lui sta facendo quello che vuole.

I generali americani stanno facendo la politica estera e Wall Street ha piazzato i suoi angeli custodi a vegliare sulla Casa Bianca.

Ragazzi, ora si va a votare che per la Brexit c’è tempo…

Trump è uno, l’unico, che ha fatto le congratulazioni a Erdoğan, per aver vinto un referendum truccato che gli consente di instaurare una dittatura fondamentalista nel cuore del Mediterraneo e dare linfa ai vaneggiamenti sulla rinascita dell’Impero Ottomano.

FUMO DI LONDRA

Chiudiamo con quanto sta accadendo a Londra, dove la premier May, ha, “a sorpresa” indetto elezioni politiche per giugno (mica come in Italia che si indicono per finta!).

La poverina non sapeva più come trarsi d’impaccio con questa rogna della Brexit… che intanto si allontana sempre di più.

Non a caso i mercati valutari oggi premiano la sterlina che sale con decisione per la prima volta dal referendum e non a caso, e qui torno al nostro amico Donald, Wall Street chiude in rosso come avviene ormai da giorni, da quando cioè il dubbio sulla reale capacità del presidente americano di portare a casa risultati, si va facendo strada tra gli operatori.

[Massimo Scalas]

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