wonderland planet. LO STUPIDARIO SOVRANISTA SMENTITO DALLA REALTÀ

«Il rovescio della medaglia è che le aziende inglesi che esportano perderanno la competitività acquisita con la svalutazione della sterlina»
Certo Bagnai… e magari prendersi un po’ di tempo prima di parlare, sarebbe anche meglio

VE LO AVEVAMO DETTO, non si esce come se nulla fosse. Questa è la fine che si fa, quando quelli che sono eletti per governare non lo fanno e chiamano un popolo inconsapevole a votare una cosa che non ha capito.

Vedete:

 

LA FESSURA NELLA DIGA

Oggi sono arrivati i dati sulle vendite al dettaglio inglesi del mese di marzo: il dato mensile vede le vendite crollare dal +1,7% segnato a febbraio rispetto a gennaio al -1,8% di marzo su febbraio. Il dato annuale, sempre a marzo, passa da dal +3,7% al +1,7%. Come vedete una bella legnata. Cosa accade a Londra?

Inglesi il giorno dopo il referendum
Inglesi il giorno dopo il referendum

Inglesi dieci mesi dopo il referendum
Inglesi dieci mesi dopo il referendum

UN ESPERIMENTO BEN RIUSCITO
DI AUTODISTRUZIONE DI MASSA

Accade una cosa molto semplice che sarebbe il caso che fosse studiata e capita bene dai nostri sovranisti a 5 stelle e della Lega.

Iniziano a manifestarsi gli effetti della Brexit senza la Brexit. Fenomenale: gli inglesi sono riusciti a farsi del male prima ancora di ricevere il colpo. Un po’ come accusare un violentissimo dolore al capo prima che la tegola in bilico sul cornicione si stacchi cadendovi in testa.

In pratica, come avevamo avuto modo di osservare tempo fa, il solo esito referendario ha innescato una serie di eventi a catena che qui provo a riassumere.

  1. La notte del referendum la sterlina crolla, proseguendo la discesa anche nei giorni successivi, anche a causa dell’immediato intervento della Boe (Banca centrale inglese) che per attutire gli effetti finanziari da fuga di capitali, avvia immediatamente un Qe (Quantitative Easing), inondando i mercati di sterline. Il Qe è tuttora in corso.
  2. A causa di quanto sopra, l’inflazione inizia a salire e poiché la Gran Bretagna ha incentrato tutto il suo sviluppo economico sui servizi finanziari, lasciando “decadere” parte del settore manifatturiero e agricolo, essa si trova a dover importare molti prodotti pagandoli con una moneta che si è svalutata perdendo il 30% del proprio valore. Il che va ad alimentare ulteriormente l’inflazione che ora è già oltre il 3%
  3. Inflazione significa che le cose, i beni di consumo costano di più e siccome i salari sono fermi, il risultato e che i portafogli iniziano a svuotarsi.
Profughi…

Ora è chiaro il perché di questi dati e se pensiamo che nel suo ultimo rapporto Carney (il governatore della Boe) basa la crescita economica della Gran Bretagna per i prossimi due anni, sui consumi degli inglesi… auguri e figli maschi.

E NON FINISCE QUI

A questo punto cosa accadrà? Accadrà che, per frenare l’inflazione Carney sarà costretto a fare un salto mortale all’indietro: dovrà terminare il Qe e possibilmente alzare i tassi di riferimento.

Questo spingerà la sterlina a rivalutarsi, rendendo meno costose le importazioni e dunque calmierando i prezzi al consumo.

Il rovescio della medaglia è che le aziende inglesi che esportano perderanno la competitività acquisita con la svalutazione della sterlina. Ma non solo: le banche inglesi perderanno le licenze per operare nell’Ue e quindi la premier May cosa farà? Agirà sul piano fiscale, con sgravi e incentivi tali da attrarre capitali e aziende multinazionali sul territorio inglese, ovvero farà l’esatto opposto di quanto, con il voto, aveva chiesto la gente che ha voluto la Brexit: volevano una chiusura delle frontiere, avranno più globalizzazione.

MORALE

Parrebbe di sì…

La classe media lavoratrice, che ha votato Brexit perché non voleva più imposizioni dall’Ue, perché voleva le frontiere chiuse agli stranieri, perché voleva il protezionismo sulle merci inglesi, non avrà nessuna di queste cose (vedi i link sopra), i sovranisti da uscita dall’Ue nel weekend, tipo Farage – ma anche tipo Le Pen, Grillo e Salvini, che raccontano fandonie sul potere salvifico della moneta sovrana –, hanno ottenuto una bella bolla inflazionistica che sta impoverendo la solita classe media e si sono accorti (o se ne dovrebbero accorgere se fossero in grado) che, in un mondo interconnesso, la sterlina non naviga nel vuoto cosmico, ma il suo valore ha tante determinanti e quindi, non solo la sua svalutazione, cavallo di battaglia dei cretini, non ha portato benessere e gioia agli inglesi, ma alla fine si ritroveranno con una valuta di nuovo forte, fortissima (scommettiamo?) e dunque di nessun aiuto alle esportazioni.

Quindi, come direbbe Mourinho: zero titoli e un pugno di mosche in mano o, come dico io, cornuti e mazziati.

E ricordatevi che in Italia, il giorno dopo la vittoria di uno di questi signori alle elezioni, (possiamo scegliere tra gente che non studia, gente che non lavora oppure un Di Maio a caso) lo spread andrà a 500 e gli speculatori non aspetteranno 24 ore senza sentire rassicurazioni sul fatto che in Italia non si farà mai un referendum per uscire dall’euro.

Non aspetteranno e vedrete che il lunedì dopo, molte banche non riapriranno.

[Massimo Scalas]
[Fonte: Prezzi al consumo Uk da Bank of England]

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