wonderland planet. SINDROME CINESE E FESSI AMERICANI

«Certo che vi ho fregato bene, cari americani! Ci siete cascati!»

IN USA idee tante e un tantino sceme, in Cina no.

TRUMPETE!

Trump è stato eletto ormai sei mesi fa, ha da poco “festeggiato” i suoi primi 100 giorni da presidente, con la sparata della rivoluzione fiscale, passata per tale dai furono giornali italiani senza nemmeno prendersi la briga di leggersela prima.

In realtà trattasi di una paginetta e mezzo di “fioretti”, buoni propositi con annessa presa in giro alla working class. In pratica il nostro, vorrebbe ridurre le aliquote sul reddito da 7 a 3 (10, 25 e 35%), senza specificare le soglie di reddito; vorrebbe esentare dal pagamento delle tasse coloro che guadagnano meno di 24.000 dollari lordi l’anno ma… ma viene eliminata dall’aliquota marginale più elevata la sovrattassa del 3,8% sui redditi di capitale prevista dall’Obamacare per contribuenti oltre i 200 mila dollari annui (primo favore ai super ricchi, cioè a se stesso) e sopratutto elimina la Alternative Minimum Tax, che è un’imposta che permette comunque di far pagare ai più ricchi un contributo che altrimenti finirebbe eluso su un conto estero (secondo favore ai ricconi).

Sul lato imprese riduce la tassazione dal 35 al 15%: bene direte voi. Sì, peccato che non ci sono le coperture e sopratutto peccato che tale provvedimento si estende anche a chiunque, cioè a qualsiasi persona fisica detenga quote societarie.

Ora, poiché in Usa l’investimento in azioni è assai diffuso, appare chiaro che ci si prepara a una imponenete trasmigrazione di contribuenti che saranno tassati come persone giuridiche al 15%. facile immaginare la voragine nei conti pubblici del Paese col più alto debito pubblico al mondo in termini assoluti.

Esistono degli studi su quanto una legge che segua i desiderata di Trump in materia, possa incidere nei conti pubblici americani. In un decennio il debito dovrebbe crescere di 6200 miliardi di dollari, con un aumento del rapporto debito/pil del 25%. (http://www.taxpolicycenter.org/publications/analysis-donald-trumps-revised-tax-plan/full)

TWEET GRATIS PER TUTTI

«Scusa Kim… Io però ti avevo chiesto se per favore non li tiravi più i missili…»

In effetti il nostro eroe non ha ancora deciso cosa vuole fare da grande: appare ormai chiaro che Donald non sarà Ronald (Reagan), poiché le idee sono sempre più vaghe e confuse. Un giorno straccia l’accordo Nafta di libero comercio con Canada e Messico, il giorno dopo ci ripensa e dice che al limite ci sarà da fargli un tagliandino.

Un altro giorno manda le portaerei davanti alla Corea e il giorno dopo si dichiara desideroso e onorato di incontrare Kim il folle (leggasi Corea del Nord). Un giorno mette dazi alla Cina, il giorno dopo manda la figlia a Pechino a concludere affari per l’azienda di famiglia e si rimangia tutto.

Trump sembra davvero credere di poter governare gli Usa del 2017, pianeta Terra, compulsando tweet e minacciando dazi, come se fosse possibile, in mondo ormai multipolare andare ancora per rapporti bilaterali basati su un semplicismo da sempliciotti, che credono di poter imporre dazi e sanzioni a Paesi come la Cina senza scottarsi le mani.

ECONOMIA STANCA

Trump che, tra le altre cose, ha licenziato il capo dell’Fbi, ufficialmente per le indagini in campagna elettorale sulla Clinton, ma in realtà a causa delle indagini su di lui e i suoi rapporti coi russi, pare occuparsi poco di economia reale, tanto c’è la rendita lasciata da Obama: peccato che dopo 4 mesi senza fare niente l’economia americana inizi a dare segnali un tantino deludenti.

Se guardiamo i dati dele ultime settimane non possiamo che restare perplessi, visto l’andamento divergente di Wall Street che continua a macinare record storici. Solo da inizio maggio abbiamo visto, come siano calate le spese personali degli americani, ferme a marzo allo 0%, i redditi personali registrano una contrazione della crescita da febbraio a marzo, le spese per le costruzioni edili subiscono una forte contrazione passando da +1.8% di febbraio a – 0.3% di marzo, l’indice Ism sull’occupazione manifatturiera cala vistosamente da 58.9 a 52 in marzo, idem per l’indice Ism sui direttori agli acquisti del settore manifatturiero che passa da 57,2 a 54,8.

In aprile rallentano anche le vendite di veicoli e gli ordinativi di fabbrica che passano da un +1.2% di febbraio a un +0.2% di marzo. L’occupazione tiene, ma passa da un + 19k (migliaia) di marzo a un + 3.2k di aprile.

Il Pil, per chiudere, che nel primo trimestre 2017 rallenta bruscamente dal +2.1% del precedente al +0.7% attuale. Forse twittare meno e lavorare di più sarebbe meglio per questo presidente che si rivela ogni giorno che passa sempre più instabile e inaffidabile.

L’ULTIMA TRUMPATA

L’ultima è fresca di stanotte: pare che durante l’ultimo incontro avuto con il russo Lavrov alla Casa Bianca,Trump abbia rivelato informazioni classificate come top secret e di interesse nazionale, mettendo a rschio l’incolumità della fonte di intelligence che le ha raccolte su campo. Per la serie, siamo tutti al bar sport a fare gli spacconi (fonte: Washington Post).

LA CINA È VICINA (MOLTO)

Accade così che nel mentre il bimbo americano si trastulla coi suoi giochini verbali, alla Cina tocchi, suo malgrado, fare l’America. Guardare il video per credere:

Ora, si dà il caso che i cinesi abbiano un enorme surplus di capacità produttiva da piazzare qua e là sul globo terrestre; si dà il caso che la vecchia Europa, come anche molte altre lande più o meno desolate, abbia estremo bisogno degli investimenti cinesi, per garantire ai propri stanchi abitanti il tenore di vita attuale, quindi… Quindi a me pare che siamo entrati ormai nell’era del dragone e quindi, se non vogliamo diventare una provincia cinese, sarà bene evitare di perdere tempo con i sovranisti e le loro scemenze sull’autarchia.

Perchè piccolo è bello solo se ti chiami Svizzera.

[Massimo Scalas]
[Fonti: taxpolicycenter.org, taxfoundation.org]

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