wonderland planet. US ELECTION DAY

I tre candidati alle elezioni Usa: uno è russo...
I tre candidati alle elezioni Usa: uno è rosso, uno è russo…

È INIZIATA LA DANZA

ALLORA, siamo partiti. Noi siamo già in grado di dirvi chi vince

Ebbene sì, noi abbiamo già il nuovo presidente degli Usa.

Almeno per gli elettori di Dixville Notch, nel New Hampshire, puntino nell’immensità che ha mandato a votare i suoi 18 abitanti:

  • Clinton: 4
  • Trump: 2
  • Johnson: 1
  • Romney: 1

Bene. Archiviate le elezioni americane oggi… come? Ne mancano 150 milioni? Ah sì… ecco il calendario degli exit polls per chi la notte non dorme:

  • Virginia 7:00 PM EST (sottraete 6 ore)
  • Most of Florida 7:00 PM EST
  • North Carolina 7:30 PM
  • Ohio 7:30 PM
  • Western Florida (panhandle) 8:00 PM
  • Michigan 8:00 PM
  • New Hampshire 8:00 PM
  • Pennsylvania 8:00 PM
  • Colorado 9:00 PM
  • New Mexico 9:00 PM
  • Nevada  10:00 PM

In linea di principio, ci sono due stati chiave, Ohio e Florida. Chi li conquista è sempre diventato presidente.

CONSEGUENZE

Volete una first lady sposata con un cochon, o un cochon sposato con una Presidentessa...?
Volete una first lady sposata con un cochon, o un cochon sposato con una Presidentessa…?

Se vince Trump non succede l’ira di ddio. Si è proposto come un non politico di successo (vi ricorda qualcuno?).

Una fetta di elettorato lo considera un guascone e sbruffone ma comunque da provare, mentre i Clinton appaiono ai favorevoli a Trump una ribollita, un minestrone, ma freddo.

Di contro, da lei sappiamo cosa aspettarci.

Ma quali sono i punti cardine dei due candidati?

Trump ritiene che:

Gli americani non possono fare i consumatori di ultima istanza del mondo, la bilancia dei pagamenti va riequilibrata e va riportata in America la produzione che ora si trova in Paesi come Cina, Messico, India, Brasile.

Questa è una cosa saggia, ma oltre a non piacere ai mercati,  bisogna vedere come la si ottiene: con i dazi e devastando il commercio internazionale? Sembra la ricetta di un certo Tremonti.

Se invece lo scopo fosse raggiunto con una reindustrializzazzione tecnologica sarebbe diverso e senz’altro positivo, per gli americani che vedrebbero quasi scomparire la disoccupazione, già bassa.

In politica estera invece come sarà? Sarà che potrebbe finire la pacchia per gli europei piagnoni e lamentosi, per quelli dell’Amerika impero. Sarà che ci potrebbe essere un forte disimpegno americano in Europa, con Putin che potrebbe essere tentato di riannettersi le repubbliche baltiche.

Questo significa solo una cosa, che l’Europa dovrà dotarsi di forze proprie e che le spese militari aumenteranno per il vecchio continente. E che la dovremo piantare di fare i giochini e giochetti doppi e tripli, come fa ora la Germania che impone le sanzioni a Putin e nel frattempo chiude un accordo miliardario con i russi per la cotruzione del gasdotto Nordstream.

D’altro canto se i rapporti tra le due potenze tornassero distesi sarebbe un bene evidente per tutto il mondo: due facce della stessa medaglia. In ogni caso Trump è un isolazionista e questo per noi cambierà molte cose.

Della Clinton sappiamo invece tutto:

contrariamente a quanto raccontano i salotti buoni di una sinistra sempre molto boriosa e sempre pronta a deridere quelli che poi diventano i dominus della politica, è lei e non Trump il punto di riferimento dei cosidetti poteri forti. Finanza, mercati e grandi corporation sono con lei. Sono con lei perchè rappresenta lo status quo, la globalizzazione dei profitti stratosferici di Apple e compagnia

DUE CANDIDATI DUE ELETTORATI

Ma quali sono gli elettori dei due candidati? Per la Clinton sicuramente le minoranze, gli ispanici e i neri, che però non votano in massa come i bianchi.

L’elettorato di Trump è un elettorato bianco, arrabbiato, probabilmente assimilabile alla working class che ha votato Brexit in Uk.

Le donne sono un capitolo a parte: in teoria, considerando le dichiarazioni di Trump sulle donne, dovrebbero votare Clinton, ma in pratica, se possiamo essere certi che in caso di presidenza Trump, le donne alla Casa Bianca non mancheranno, è altrettanto certo che se vincerà la Clinton, non ve ne sarà una nel raggio di 100 miglia.

Intanto i mercati, complice gli inopportuni interventi a scoppio ritardato dell’Fbi (una cosa incredibile a mio avviso), si sono tirati su. Ieri Nasdaq (l’indice tecnologico), l’Sp500 (indice delle prime 500 aziende quotate a WallStreet), e il Down Jones, sono saliti a razzo del 2%. Ma se la Clinton dovesse perdere prepariamoci ad un botto storico. Io ci sarò e me la voglio godere.

[Massimo Scalas]

[Fonti: Bloomberg, Forexlive, Radio 24]

PS. se reggo vi terrò aggiornati qui, aggiungendo via via…(Direttore non ti sveglio…ma se sei sveglio qui mi trovi)

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15 thoughts on “wonderland planet. US ELECTION DAY

  1. Aggiornamento ore 20
    Lo staff di Trump ha presentato un esposto in tribunale contro il Nevada county registrar. Non sappiamo niente di preciso, ma questo può indicare due cose.
    – Che Trump sta perdendo nettamente e venderà cara la pelle con ricorsi fin dove è possibile
    – Che la situazione è in bilico e non si andrà per il sottile
    I mercati, dopo una mattinata al ribasso stanno prendendo quota e questo potrebbe significare che la Clinton è in chiaro vantaggio. O almeno questo è quello che si crede, visto che al momento le votazioni sono in corso.
    Massimo Scalas

  2. Aggiornamento delle 21
    Noi ce ne freghiamo degli exit polls ufficiali che non arriveranno prima di stanotte. Abbiamo qui i sondaggi di Vote Castr’s che per l’Ohio, stato fondamentale da la Clinton al 46 e Trump a 45%. Un testa a testa che si sta ripetendo in Florida, Mentre lo Iowa sembra essere di Trump. Sono sondaggi non ufficiali fuori dai seggi. Da prendere con le molle.
    Massimo Scalas

  3. Aggiornamento 23.45
    gli exit di Vote Castr’s danno l’Ohio a Trump e la Florida di poco a Clinton. Tra poco arriveranno i primi dati veri. Per ora i mercati sono tranquilli e comodi. ma tutto potrebbe saltare da un momento all’altro.
    Massimo Scalas

  4. Kentuchy ha chiuso ora: a Trump. Non è uno stato importante. Interessante la composizione del voto: 70% voto bianco, 11% ispanici e 12% neri. In calo il voto bianco, in aumento quello ispanico.

  5. Florida combattuta. Clinton ora avanti. Per ora 24 grandi elettori a Trump e 3 alla Clinton. Chi arriva a 270 è presidente. Penso che sapremo qualcosa di più chiaro verso le 6 del mattino.
    Notte!

  6. Vabbè…come si fa a dormire: Missouri e Alabama a Trump e in Florida con l’89% dei voti scrutinati, Trump al 48.6% e Clinton a 48,4%. Se lo scarto resta sotto lo 0.5% si ricontano i voti.

  7. Stato chiave della Virginia: metà dei voti scrutinati, Trump in netto vantaggio. Questo è un altro stato importante che era dato per certo ai democratici. Ora vado a nanna che ale 6 ci ho da saltare fuori dal letto.

  8. Florida a trump e Ohio con Trump in netto vantaggio. Vabbè, vado a farmi un caffè. qui si fa il botto. I mercati iniziano davvero a ballare. Corsa all’acquisto di yen, euro e franchi.

  9. Allora, Trump ha quasi vinto. Avremo tempo di scriverne. Per molti commentatori, giornali, tv e salotti vari, è la solita Caporetto. Credete che faranno mea culpa? Ne dubto. I mercati sono crollati. Anche di questo ne parleremo. Buona giornata a tutti!

  10. Allora, la situazione al momento è: Trump 244 grandi elettori, Clinton 209. Vista la situazione negli stati rimanenti, potrebbe finire con un incredibile 269- 269. Vi terrò aggiornati.

  11. Bene, dato il personaggio la conferenza stampa è stata sobria. essenzialmente ha ringraziato parenti, elettori e collaboratori e promesso di occuparsi di tutti quelli che sono stati dimenticati dalla politica in questi anni. A questo punto, chiudo, me ne vado a fare una passeggiata col cane. Oggi niente speculazioni: avevo scommesso su Trump e sono a posto, quindi ferie, stasera al cinema con i bimbi e poi torniamo con un pezzo a bocce ferme su questa elezione, inaspettata, ma solo per gli intelligentoni della politica e della stampa corretta, per quelli che, con i loro privilegi da Re Sole, ormai hanno perso il contatto con la gente. E la gente, in democrazia vota. preparatevi, la prossima è la Francia.
    Massimo Scalas

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