wwf. FUCILI E SPARI NELLA RISERVA NATURALE DEL PADULE DI FUCECCHIO

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PISTOIA. Non bastava che del Padule di Fucecchio, maggiore area umida interna italiana e sito di importanza internazionale per la migrazione e la nidificazione dell’avifauna, fosse protetta solo una porzione pari al misero 10% dell’intera superficie …

Non bastava che le risorse per la gestione e conservazione dell’area fossero state ridotte al lumicino (insieme, tristemente, a quelle del sistema delle aree protette della Toscana in genere) ….

Non bastava l’esistenza di un processo in corso che vorrebbe portare alla frammentazione della gestione dell’area protetta esistente ….

No, evidentemente non bastava, perché adesso la Regione ha deciso di far entrare nell’area protetta anche i cacciatori.

Si parla di interventi di controllo sulla specie cinghiale e si sbandiera la necessità di proteggere l’ambiente del Padule dagli effetti della presenza di questa specie, ma stranamente non si considera quali saranno i deleteri effetti della presenza dei cacciatori nell’area protetta.

L’utilizzo del fucile è infatti il peggiore dei modi per portare avanti interventi di controllo della fauna selvatica in un’area protetta, a causa del gravissimo disturbo arrecato a tutte le specie presenti ed al conseguente rischio (rischio o ben ponderato progetto?) della fuoriuscita degli animali selvatici dall’area protetta verso le limitrofe zone dove la caccia è concessa.

Si ricorda alla Regione che eventuali controlli con il fucile non possono essere fatti da cacciatori ma solo e soltanto dai soggetti individuati dall’art. 19 della L. n.157/1992.

Laddove interventi sul cinghiale debbano essere fatti, il mezzo da utilizzare è quello delle trappole selettive, insieme il più efficace ed il meno lesivo per le altre presenze animali.

E invece la Regione Toscana prevede, sì, l’utilizzo delle trappole, ma solo nelle zone fuori dall’area protetta !

Sembra incredibile, ma è così!

Padule di Fucecchio, foto di Sandro Nerucci

Oltre alla tipologia ed alle modalità prescelte, altro elemento chiave che necessariamente deve essere presente per sostenere eventuali interventi di controllo della fauna è la comprovata necessità e quindi la precisa conoscenza dell’entità numerica della specie sul territorio e del suo impatto. Al contrario, la Regione Toscana ha approvato l’atto autorizzativo sulla base di un quadro conoscitivo che risulta, a dir poco, vago ed approssimativo.

Sulla base di quanto detto, il WWF chiede alla Regione Toscana di ritirare urgentemente il provvedimento.

Fatto questo, potrà essere avviato un accurato ed adeguato studio della situazione e sulla base di questo potranno essere definiti i migliori metodi incruenti di prevenzione dei danni. Se poi, dopo tutto ciò, risultasse effettivamente necessario attivare interventi di controllo, si dovrà procedere ad un programma di catture, escludendo invece qualsiasi ipotesi di abbattimento con il fucile.

Questo è il modo con cui si deve gestire un’area protetta.

Ma la Regione Toscana, viene da chiedersi, vuole che esistano aree protette (protette veramente ed efficacemente) sul suo territorio?

Se questa operazione non sarà subito fermata, chi ha varato il provvedimento avrà la responsabilità di aver inferto una ulteriore gravissima ferita al Padule.

Il WWF valuterà tutte le possibili vie da un punto di vista legale per tutelare il patrimonio naturale del Padule di Fucecchio.

 

Il Delegato regionale del WWF per la Toscana Roberto Marini

email: delegatotoscana@wwf.it PEC: wwftoscana@pec.wwf.it

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