WWF PISTOIA E PRATO. LE DIMISSIONI DA PRESIDENTE DI MARCO BENEFORTI

Marco Beneforti: “Un normalissimo ma dovuto ricambio democratico. Già individuata la persona che andrà a sostituirmi”

Marco Beneforti Presidente uscente Wwf Pistoia e Prato

PISTOIA— PRATO. Come già ampiamente riferito ad alcuni consiglieri , vi anticipo che, in occasione dell’assemblea dei soci del prossimo 12 Giugno, annuncerò le mie dimissioni da presidente del Comitato per il WWF di Pistoia e Prato, a partire dal 01 ottobre.2021. Nel mezzo dovremo quindi convocare un Consiglio (possibilmente in presenza), ove eleggere la persona che andrà a sostituirmi e che, per fortuna, è stata già individuata, previa sua gradita candidatura.

Quest’ultimo passaggio mi rende particolarmente felice e scevro da qualsiasi tipo di ansia o peso sulla coscienza (anche perché ho grande stima della persona in questione).

Come ben sapete, sono Presidente/legale rappresentante della OA da 6 anni tondi tondi (maggio 2015, ovvero dall’inizio della fusione con Prato), a cui devo sommare i 3 in cui ero già stato presidente del fu WWF Pistoia e, se proprio voglio essere pignolo, devo considerare altri 3 anni da responsabile di sezione a fine anni 90.

Non occorre essere geni in matematica, per calcolare che, negli ultimi 20 anni circa , ho avuto responsabilità diretta per circa 12 anni, una roba che nemmeno in una teocrazia sarebbe minimamente pensabile 

Il principale motivo per cui mi dimetto è proprio questo: un normalissimo, ma dovuto, ricambio democratico nel principale ruolo all’interno della OA, cosa che sto perorando da diverso tempo. L’altro motivo è una profonda stanchezza. Ma non certo per questioni di rapporti interni (tranne qualche incomprensione, dovuta anche al sottoscritto, mi sono trovato sempre molto bene con tutti gli altri attivisti che sono diventati amici, prima ancora che – come si dice, non l’ho mai capito dal punto di vista lessicale – co-attivisti, colleghi, compagni?), ma proprio per una sopraggiunta stanchezza fisica, mentale, di stimoli, certo accentuata anche dal periodo di fermo pandemico.

Se prima ci mettevo due secondi, per esempio, a scrivere un comunicato, una lettera ad un Ente, ad un’altra associazione per far fronte a battaglie comuni, a buttar giù un progetto, un’idea, questa forza mentale mi è proprio venuta meno. Lo vedrete anche voi quanto meno scrivo – in generale – su questa news.

Devo purtroppo anche dire che la stanchezza mi pare condivisa, soprattutto dagli attivisti e consiglieri storici che, evidentemente, la stanno attraversando/subendo esattamente come me.

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Ritrovarmi quindi da solo su diverse questioni, se un tempo non mi avrebbe minimamente scalfito (ovviamente dopo un’opportuna condivisione con gli altri consiglieri), adesso mi pesa come un macigno.

Il nuovo presidente non deve però assolutamente spaventarsi: sulle questioni pratiche ed organizzative (oltre che amministrative, per quel poco che c’è), avrà il mio pieno sostegno ed affiancamento almeno per i primi mesi. E poi il nuovo responsabile non deve assolutamente dare continuità agli argomenti che ho sempre maggiormente trattato, deve anzi sentirsi libero di dare spazio ad altri che rientrano di più nelle sue corde, sempre ovviamente, all’interno del quadro programmatico (mission) del WWF Italia.

È poi necessario riprendere l’impegno anche per quanto riguarda l’area pratese, da me troppo spesso tralasciata in quanto pistoiese, ma non certo per questioni “campanilistiche” (tra l’altro, a me Prato piace molto), quanto per scarsa conoscenza e per il totale assorbimento sulle questioni della mia zona (una per tutte: il tema dei pesticidi).

A questa persona voglio dire che gli onori e le gratificazioni di essere stato presidente di OA, sono stati  enormemente superiori agli oneri, che pure ci sono e che non nascondo. Questo assunto deve quindi essergli di stimolo.

Io ringrazio il WWF – all’interno del quale continuerò comunque ed assolutamente a militare, magari impegnandomi solo sugli argomenti a me più vicini e che ho tralasciato negli ultimi anni– perché mi ha fatto davvero crescere come uomo. Ringrazio l’associazione che mi ha aiutato a vincere – in gran parte – la mia atavica timidezza.

Ricordo molto bene il primo intervento pubblico che feci a nome del WWF , negli anni 90. Si parlava di rifiuti. Avevo il cuore a 1000, e fui capace solo di farfugliare solo qualche malmessa parola. Intervento dopo intervento, attività dopo attività, credo di aver imparato abbastanza bene a come interloquire con gli altri, sia a livello pubblico che privato. E questo mi è parecchio servito anche nella vita.

Un caro saluto a tutti , tanto ci vediamo il 12.

Marco Beneforti

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