wwf pistoia – prato. IN REGIONE NON VOGLIONO UN VIVAISMO SOSTENIBILE

Vivai

PISTOIA. L’attività vivaistica in provincia di Pistoia svolge ormai da tempo un ruolo trainante dal punto di vista economico. Nessuno può negare che le oltre 1500 aziende ed i quasi 6000 addetti rappresentino una grande ricchezza riconosciuta in campo nazionale ed europeo.

Chi vive a Pistoia è però ben cosciente che il vivaismo rappresenta anche un problema per l’ambiente e la salute umana a causa dell’eccessivo uso di pesticidi e diserbanti che penetrano nel suolo e si diffondono nelle acque. Problema avvertito sempre di più, in particolare, dalle comunità che si trovano a vivere in agglomerati circondati da vivai.

La questione è ed è stata molto dibattuta in convegni e tavoli istituzionali ai quali hanno partecipato amministratori, tecnici, medici e dai quali si è usciti quasi sempre lanciando grida di allarme per l’ambiente ma soprattutto per gli esseri umani oggetto di esposizione diretta e indiretta, in particolare attraverso la catena alimentare, allo spandimento di prodotti fitosanitari.

Il Comune di Pistoia, qualche anno fa, aveva istituito un tavolo tecnico aperto anche ai rappresentanti di associazioni del territorio, L’Osservatorio sul Vivaismo, che la precedente Giunta Bertinelli era riuscita a far convocare solamente un paio di volte, senza alcun risultato.

E dire che a livello nazionale, con il recepimento della Direttiva Comunitaria “sull’uso sostenibile dei pesticidi” attraverso il Decreto Legislativo 150/2012, che istituiva una riconversione delle attività agricole dalla chimica alla difesa integrata fin dal 2014, gli aspetti da discutere sarebbero stati innumerevoli.

L’attuale Giunta Tomasi finora si è ben guardata dall’affrontare la questione, se non partecipando agli incontri indetti da alcune associazioni vivaistiche. E come sempre, quando non si vuol decidere, da più parti si colpevolizza la Regione Toscana che non approverebbe i Decreti Delegati previsti dal Decreto Legislativo 150/2012.

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A questo proposito lo spettacolo offerto dai Consiglieri Regionali alcuni giorni addietro, ha veramente dell’incredibile: uno schieramento compatto che va dal PD-MDP a tutte le destre, ha bocciato una mozione del Gruppo Consiliare di “SI Toscana a Sinistra” che, udite udite, chiedeva di attuare quanto proposto da Arpat per un vivaismo con meno veleni! Sollecitazioni dell’Agenzia volte, fra l’altro, ad attuare una disciplina cogente delle zone di tutela assoluta, fasce di rispetto fra aree trattate e quelle dove vivono le persone, indirizzare gli operatori verso prodotti agro-ecologici ed aumentare i controlli. In poche parole un vivaismo sostenibile con meno chimica e più biologico.

Abbiamo quindi assistito anche questa volta al medesimo triste teatrino: quando qualcuno prova a toccare questi tasti o a tentare di modificare lo status-quo, un fronte politico-economico trasversale alza un muro per contrastarlo. E tutto ciò è avvenuto con la più assoluta disinvoltura da parte degli amministratori regionali poichè la mozione presentata faceva proprie le raccomandazioni Arpat, cioè l’Agenzia dell’Ambiente delle stessa Regione Toscana!

Di fronte a questi spettacoli la prima reazione sarebbe quella di ritirarci sconfitti. Ebbene noi non lo faremo: continueremo a combattere in ogni sede poichè crediamo possibile far convivere attività vivaistica, ambiente, posti di lavoro e soprattutto tutelare la nostra salute e quelle dei nostri figli.

[ P.L. Palandri — Comitato per il Wwf di Pistoia e Prato]

 

 

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