XYLELLA FASTIDIOSA: L’ANVE E IL MINISTRO MARTINA FANNO CHIAREZZA

Marco Cappellini, presidente Anve
Marco Cappellini, presidente Anve

PISTOIA. L’Anve, Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori, ha fatto parte della delegazione che, insieme al ministro Maurizio Martina, si è riunita l’8 aprile scorso presso l’Ufficio Provinciale dell’Agricoltura di Lecce per affrontare il problema relativo all’emergenza Xylella fastidiosa.

Il presidente Anve Marco Cappellini e il vice presidente, Leonardo Capitanio presente all’incontro con il Ministro, condividono le parole di Martina: «L’unico intervento possibile è quello espresso dal piano di emergenza. Io non mi sposterò di un millimetro dal programma del piano perché è la migliore risposta possibile a questa situazione inedita che ci troviamo a dover affrontare».

Il Ministro ha fatto chiarezza anche circa le polemiche sorte intorno all’eradicazione degli ulivi: «Inutile dividersi pretestuosamente fra gli amanti degli ulivi e i nemici degli ulivi. È la prima volta che una situazione simile si presenta non solo in Italia, ma nell’intero continente. Per questo, non ci sono risposte facili. Dobbiamo affidarci alla scienza e applicare alla lettera il piano, che è il frutto di un lungo studio da parte di numerosi esperti. A questo punto, possiamo pensarla diversamente ma almeno cerchiamo di remare dalla stessa parte».

A rappresentare gli esperti all’incontro, la dottoressa Marina Barba, presidente del Comitato tecnico scientifico internazionale per la Xylella fastidiosa e membro del Comitato tecnico scientifico di Anve la quale è rimasta fino a tardi a rispondere alle domande e alle preoccupazioni dei presenti.

Sia il commissario Giuseppe Silletti, sia il governatore Nichi Vendola, hanno ribadito l’importanza di lavorare uniti e senza creare psicosi, seguendo il piano nei suoi semplici step.

Abbattimento olivi secolari pugliesi (foto Ass.neS pazi Popolari"
Abbattimento olivi secolari pugliesi (foto Ass.ne Spazi Popolari”

Nei prossimi quindici giorni si è invitato a procedere con l’aratura dei campi per inibire la schiusa delle uova di Philaenus spumarius (cicaletta sputacchina), il vettore del batterio, e in seguito di intervenire con i fitofarmaci per bloccare lo spostamento dell’insetto. Infine le eradicazioni, necessarie soprattutto nella zona di Oria, a confine fra area infetta e area a rischio.

Il Ministro ha anche annunciato di essere al lavoro per una deroga alla legge che consenta di utilizzare il fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali che al momento non contempla l’ipotesi dell’emergenza fitosanitaria, quale è l’infezione da Xylella. I tempi di realizzazione non sono chiari, ma Martina assicura una buona riuscita, con la promessa di tornare in Puglia il prossimo mese.

A seguito di questo primo incontro istituzionale, Anve ha partecipato ad un successivo incontro congiunto con altre organizzazioni vivaistiche anch’esse in prima linea per affrontare e risolvere la questione Xylella, quali: Civi Italia – Centro interprofessionale per le attività vivaistiche, Associazione Miva – Moltiplicatori Italiani Viticoli Associati, Associazione Vivaisti Viticoli del Friuli Venezia Giulia, Unaproa – Unione Nazionale tra le Organizzazioni di Produttori ortofrutticoli agrumari e di frutta da guscio oltre ad altri imprenditori interessati più che mai a comprendere le dinamiche previste per debellare il batterio e i danni produttivi e commerciali che sta causando.

Dall’incontro è scaturito un documento sottoscritto dai presenti e finalizzato a creare unione e dialogare con voce univoca con le Istituzioni preposte per la risoluzione del problema. Tale documento è stato indirizzato ai vertici del Ministero delle Politiche agricole alimentari e Forestali e presenta richieste formali come il rafforzamento dell’attività politica in sede europea, il rafforzamento dell’attività di ricerca e la formazione e la presenza di personale ministeriale interamente dedicato alla Xylella fastidiosa.

Siamo dunque in attesa del prossimo incontro presso il Mipaaf insieme a tutte le Organizzazioni coinvolte e in cui Anve, pur confermando l’appoggio al Piano di emergenza, chiederà ulteriori riflessioni su aspetti quali il sostentamento dei costi di eradicazione e smaltimento delle piante infette, lo stato di bonifica delle zone circostanti (pubbliche e private) ai focolai attualmente rinvenuti e l’attuazione del monitoraggio anche nelle zone attualmente indenni.

Anve è l’unica associazione nazionale dei vivaisti operante a livello nazionale e internazionale.

Anve, per quanto consapevole dell’importanza strategica dell’esportazione, non si rivolge solo ai Vivaisti Esportatori, ma opera a tutela degli interessi di tutti i vivaisti italiani.

Anve offre servizi di sostegno e di tutela ai vivaisti ed è un efficace strumento rappresentativo delle aziende vivaiste italiane per dialogare con le istituzioni nazionali ed estere. L’associazione è stata costituita su volere degli operatori del settore interessati ad avere accesso ad informazioni più specifiche e mirate sulla loro attività e a partecipare a tavoli di consultazione settoriali, tanto in Italia quanto in Europa, come anche oltre i confini dell’Ue.

[anve]

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5 thoughts on “XYLELLA FASTIDIOSA: L’ANVE E IL MINISTRO MARTINA FANNO CHIAREZZA

  1. Anve fa presente che nonostante i ritardi di certo accumulati, la situazione è grave e richiede misure coraggiose e tempestive. Si fa presente che l’eradicazione è solo l’ultima delle pratiche che si andranno a fare in quanto ad ora si stanno effettuando le lavorazioni agronomiche in campo per ridurre la presenza dell’insetto vettore allo stadio giovanile che si trova nel terreno; successivamente si passerà ai trattamenti sull’insetto adulto e in volo che, ahimè, sono chimici, ma temporaneamente necessari per la loro efficacia e che per altro sono effettuati con consuetudine dai produttori per contrastare altri insetti. E’ ovvio che nessuno vuole “avvelenare” il Salento ma non si può neanche pensare che restando a guardare e sperando che la “natura faccia il suo corso” la situazioni migliori.

    Ricordo che in ballo c’è sicuramente il paesaggio salentino, i prodotti biologici e il turismo ma ci sono anche zone attualmente indenni e che devono in ogni modo restare tali. Altrimenti si prevedono solo peggioramenti di ciò che conosciamo ad oggi.

    In passato abbiamo subito altre emergenze fitosanitarie ma non con risvolti e prospettive così nefaste. In questo caso si tratta di un batterio che ha trovato in Salento le condizioni perfette di espansione: clima, vettore ubiquitario e presenza di numerose specie ospiti. Dobbiamo fare in modo che l’emergenza non raggiunga altri luoghi in cui il batterio potrebbe trovare altrettante condizioni idonee alla sua prolificazione.

    Si fa presente che il decreto messo in atto dalla Francia è solamente l’ultimo ed anche il meno rilevante rispetto a ciò che sta succedendo con l’Algeria e il Marocco i quali stanno vietando l’importazione di vegetali da tutta Italia provocando ingenti danni economici ai nostri produttori.
    In Libano hanno addirittura fatto una petizione popolare per vietare l’importazione di piante dall’Italia (vedi http://www.gopetition.com/petitions/please-save-lebanons-olive-trees.html) e in Albania tale divieto è allargato a tutta la Puglia.

    E’ dovere dell’Italia fare sistema e dimostrare all’estero che le nostre piante sono sane e esenti dal batterio; questo va fatto prima che l’emergenza diventi una vera e propria psicosi e che i divieti commerciali si allarghino anche ad altri Paesi europei e paesi terzi.

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