zar postcomunisti. MAZZANTI. DIECI ANNI DI VUOTO PNEUMATICO, TANTE SGRANATE E (DA PRETE) LE COLPE AGLI ALTRI PERCHÉ… “CI SONO I TEMPI TECNICI”

Ma se lo meritano le «autorità costituite», il rispetto? Se sono come il sindaco di Burràkia, le «autorità costituite» sono una propaggine di malaffare, non gente da rispettare


«Com’è umano lei» disse il ragionier Ugo Fantozzi


 

Eh sì, Marko. Ormai le cose si stanno chiarendo. A Lecceto non sono questioni tra confinanti come vorresti far credere, ma un bel puttanaio di abusi e condoni dati a cazzo di cane. E ora come la metteremo, burrakador de sgranàr?

 

Come si fa a non voler bene a Mazzante Okkióne I di Burràkia? Oltre che essere un cromosoma XY (quindi, per natura, uno maschietto maschilista per definizione, perché con il pipino e un pajo di cannellini bianchi appesi sotto), Marko di buzzétta carco (va sempre a correre perché sgrana troppo e si appesantisce oltre misura), è anche non un gene, ma certamente un genio – più del malnutrirsi che della misura, dato che deve seguire certe forme di salutismo a gamba lèsta.

Che ridere a leggersi il pistolotto del Tirreno che lo salvifica da ogni forma di interesse verso i suoi con-cittadini… Marko se ne interessa con una mossa a rovesciamento da karate: «Luigi D’Amato, vieni a parlare con noi e noi ti spiegheremo la via, la verità e la vita. Noi siamo attenti ai problemi della gente. Teniamo gli occhi aperti… Anzi: anche 4 okkióni!».

All’apparenza sembra un bravo ragazzo, Marko di buzzétta carco. Nella sostanza non è che abbia preso nemmen l’autoblù del Comune e si sia fatto portare, a spese nostre, a Pieve a Nievole a parlare direttamente con il D’Amato, no. Forse era troppo impegnato a giocare l’ultimo giro di burraco o ha preferito restare a ciucciare un caffè dalla Grazia, in Piazza Balcano-Risorgimento, dove è più visibile che in un campo di Pieve a Nievole.

La mossa rovescio-karate è – come si fa a volergli male, a Okkióne? Bisogna volergli bene «come se fosse normale», diceva sempre Giuliano Livi – è in perfetto stile comunista/prete: se il D’Amato ha problemi, la colpa è sua, perché non viene in chiesa. Leggete bene l’assoluzione tirrenica e se siete normali, vi si raggriccerà la pelle.

Come Vittorio Gassman nei panni di Brancaleone diceva al suo fedele destriero Aquilante, uno sganghero più ignorante di me, «Vieni, Aquilante, che ti do lo zuccarino!»; così Marko di buzzétta carco da buon comunista di quelli che mandano mitra in Ucraina perché gli ucraini sparino e si sparino, umilia Luigi D’Amato suggerendogli di andare a Canossa scalzo e gnudo come Enrico IV; di presentarsi alla Marchesa Matilde (gli uffici assistenziali di Marko sono a conoscenza di tutto da sempre, dice lui: e allora? Cos’hanno fatto fino ad oggi? Si sono grattati i coglioni?); di farsi compilare il modello-Giuditta per una casa popolare e poi – Marko, sei davvero divino! – e poi, secondo il nobile consiglio di Speranza, tachipirina e vigile attesa! Essalutamassòreta!

No, caro Markino, no; così non va. Diamo un addio alla fuffa, se nella fuffa è l’infelicità, parodiando una antica canzone.

Che tu sappia tutto e che tu sia informato di tutto, noi ne siamo certi. Sai, per esempio, anche che hai un territorio stuprato da chi ti resta più simpatico di me, che sono un emerito rompicoglioni.

Ma sei semplicemente un sindaco fancazzista. Cioè non fai una bella minchia di niente. Mi sembri quel bel passerone solitario del Leopardi che «d’in su la vetta del bar La Pineta, giocando vai finché non muore il giorno. Ed erra l’agonia (non l’armonia) per questa valle» del Montalbano, visto che, come la tua predecessora, hai permesso a chi volevi di poterlo distruggere in ogni modo – tanto a te ti protegge la procura.

Ma si ostinano a dire che le «autorità costituite» vanno comunque rispettate. Allora i compagni comunisti perché non rispettarono anche Benito di Predappio? Facciamo un quesito alla Giunta dell’Anpi del Mazzanti?

Fancazzista che fa ’n cazzo, resti un povero ragazzo. Sai tutto, ma niente fai: sai anche che certi tuoi tecnici del fancazzismo comunale producono atti falsi: e sai che tu li proteggi. E quando il sostituto Claudio Curreli – che facilita la vita agli immigrati clandestini a Pistoia – ti manda il maresciallo Maricchiolo o chi per lui a chiedere spiegazioni, lo svii tranquillamente dicendogli – o tu o chi per te – «Il Bianchini? È un visionario rompicazzo. Gli s’è risposto che il Perrozzi è in regola. Che cazzo vuole?». E la Gip Patrizia Martucci mi massacra democraticamente perché non rispetto – dice lei – le «autorità costituite».

Ma se lo meritano le «autorità costituite», il rispetto? Se sono come sei tu, le «autorità costituite» sono una propaggine di malaffare, non gente da rispettare!

Questo stato è marcio dalla testa ai piedi. Lo posso dire: e che nessuno rompa, perché lo dico con le carte in mano. Per esempio nella storia di Lecceto, quella che tu sai perfettamente, ma che è colpa mia (come per il D’Amato) perché non credo in te, dio onnipotente, c’è un puttanaio che non finisce più.

Anche se non vuoi sentirlo dire e ripetere, ho il dovere di dirtelo e ripetertelo. E con il tuo silenzio, la tua omertà, il tuo fancazzismo, sei un sindaco che disonora l’art. 54 della Costituzione!

Diglielo ai tuoi seguaci che tra poco seguiranno il Romitino. È grazie al tuo fancazzismo che Quarrata ha i problemi che ha. Non ti vergogni? Vuoi che, per farti scoppiare di color rosso, ti pubblichi gli ultimi documenti che ricevuto dal tuo Comune?

Bella, immortal, benefica procura ai falsi avvezza…, sarà anche Pasqua e l’Angelo, ma a me mi fa tristezza!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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