ZERI, UN SINDACO DISALLINEATO SU PROVINCE E SPRECHI

Contrariamente a quanto si dice e si crede, crescono gli enti e crescono le spese e il debito pubblico

Egidio Enrico Pedrini, Sindaco di Zeri [Ms]
Egidio Enrico Pedrini, Sindaco di Zeri [Ms]
ZERI (MS). Sono stati resi noti i risultati delle elezioni provinciali. Ieri l’altro, 12 ottobre 2014, i sindaci, i consiglieri comunali in carica e gli ex consiglieri provinciali (sic!) hanno votato per i nuovi vertici delle vecchie Province che continuano a prosperare sane e vegete traboccando di funzioni doppie con un contenitore quasi vuoto di competenze.

Ma a Roma ci hanno detto “Abbiamo abolito le Province”. E con una politica che ottiene il voto su messaggi mediatici molte persone sono convinte che le Province non esistono più o che ne è stato ridotto il numero.

Le Province sono più di prima con una spesa superiore a quella precedente. Le Province costavano quasi dodici miliardi di euro e dodici miliardi costeranno (tranne forse qualche risparmio nel settore della rappresentanza politica che farà continuare a gravare sulla finanza pubblica alcune spese relative).

Non solo. Invece di abbassare i costi della politica aumentano le spese con il proliferare di nuove strutture. Solo per citarne alcune: Ato rifiuti, Ato acqua, Unioni di Comuni,…

Chi paga? Già alla fine di quest’anno solo che per questa situazione vi sarà, secondo alcune stime, un aggravio di finanza pubblica nazionale di circa cinque miliardi di euro.

E poi dicono che abbattono le tasse. Trasferiscono semplicemente con una partita di giro le spese. Al momento sono stati cambiati solo i nomi. E oggi si chiamano Iuc, Tari, Tasi. E i comuni devono continuare a versare i soldi anche e ancora per le Province “defunte”.

Ma che i soldi escano dalla tasca destra invece che dalla sinistra poco importa, le tasche sono sempre quelle di Pantalone.

Per fare un esempio: che senso ha in provincia di Massa Carrara avere una Provincia con 17 comuni e una Unione dei Comuni con gli stessi comuni tranne 3/4 comuni?

Le Unioni di Comuni organizzate in questa maniera devono essere sciolte.

Semmai devono essere Unioni di Comuni in numero limitato (3/4) conferendo in via convenzionale i servizi senza creare strutture per dare un migliore servizio al cittadino ad un costo più basso.

Guardate quello che è successo all’Unione dei Comuni della Lunigiana, erede della vecchia Comunità Montana.

Le Province non possono essere sciolte finché non sarà modificata la Costituzione e quindi si sciolgano immediatamente le attuali Unioni di Comuni organizzate come ente strumentale istituzionale in sovrapposizione ad altre articolazioni istituzionali.

Aspettiamo che Enrico Rossi, presidente della Regione, e Matteo Renzi, Presidente del Consiglio, dicano ai cittadini se vogliono contenere le spese a carico ed eliminare passaggi burocratici per le singole persone, per le imprese, per il mondo del lavoro…

E lo stesso discorso vale per la Liguria così come per le altre Regioni dove si creano enti a ripetizione come gli Ato sull’Acqua e sui rifiuti (approvato con una recente legge regionale di quest’anno) che porteranno ulteriori aggravi per la finanza pubblica e peso per le finanze dei cittadini a partire dai settori più deboli della società.

Egidio Enrico Pedrini
Sindaco di Zeri (Ms)

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