zucche piene & teste vòte. «MIO PADRE ANARCHICO», INTERVIENE MARINO MICHELOZZI

Riguardo al mio ruolo di consigliere comunale sono aperto a parlare dei problemi dei cittadini come quello evidenziato dal direttore di Linea Libera e di cui non ero a conoscenza fino alla pubblicazione dei suoi articoli

 

Marino Michelozzi

 

RISPONDENDO alla domanda del direttore di Linea Libera formulata al termine dell’articolo saggezza anarchica etc., dico che per natura sono positivo e reale e cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno, impegnandomi con costanza e determinazione per riempire il bicchiere e con le forze che posso avere a disposizione.

A differenza di mio padre, Luciano Michelozzi, considerando pregi e difetti, ho da lui ereditato la saggezza, l’onesta e una certa passione politica. Luciano non era un “anarchico” (per chi ha capito così), ma una persona intelligente, con spirito artistico e creativo, anche se a volte distratto come gli artisti e, negativo o pessimista verso il mondo cosiddetto “terreno”.

Riguardo al mio ruolo di consigliere comunale sono aperto a parlare dei problemi dei cittadini come quello evidenziato dal direttore di Linea Libera e di cui non ero a conoscenza fino alla pubblicazione dei suoi articoli.

Se consideriamo, in generale, il sistema in cui siamo inseriti dal punto di vista politico, burocratico, amministrativo e istituzionale anche se a livello locale, muoversi agevolmente in questi meandri della macchina amministrativa (pur con i suoi possibili difetti) per seguire un percorso corretto e trasparente, come deve essere, è molto difficile e arduo anche se si è positivi e reali cercando anche di far migliorare le cose.

Anche incontrando muri, spesso burocratici, per risolvere i problemi della città e dei cittadini, non bisognerebbe arrendersi fino a che il problema sia capito e di conseguenza si possa risolvere sempre osservando le norme e le leggi.

Agenore Fabbri e Luciano Michelozzi (dietro Tullio Biagioni)

Certo la Legge Bassanini forse sotto certi punti, separando le responsabilità politiche da quelle tecnico-amministrative, può aver risolto il problema dei ruoli e delle competenze con una certa chiarezza lasciando però su altre punti diversi limiti.

Per certi aspetti non posso dare torto a mio padre riguardo a un certo pessimismo, ma per me rimane chiaro, in generale, il non mollare per raggiungere un obiettivo fino a che questo sia raggiunto o lo si possa raggiungere.

Figurativamente, come la foto pubblicata da Linea Libera che mi ritrae vicino ad un cannone, in questo momento posso “sparare” cartucce o pallini con una certa determinazione ma non palle grosse.

Cordiali saluti.

Marino Michelozzi


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